Vicenza, export e nuovi mercati: il 45% delle imprese italiane vende ancora in un solo Paese
Al Palazzo del Monte di Pietà il confronto tra Banca delle Terre Venete, SACE.
VICENZA - Il dato che ha acceso il confronto è quello che più interessa alle imprese del territorio: il 45% delle aziende italiane esporta ancora verso un solo Paese, una concentrazione che espone a rischi maggiori in una fase internazionale segnata da volatilità e shock ricorrenti. Da qui il focus del convegno “Export senza confini”, ospitato ieri al Palazzo del Monte di Pietà di Vicenza e promosso da Banca delle Terre Venete con SACE, SIMEST e la Divisione Impresa di Gruppo BCC Iccrea.
Al centro dei lavori c’è stato il Credito Fornitore, indicato come uno degli strumenti più operativi per aiutare le PMI a entrare o consolidarsi sui mercati esteri: consente infatti di offrire ai clienti stranieri dilazioni di pagamento competitive, mentre l’impresa italiana può recuperare subito il 100% del prezzo della fornitura, azzerando il rischio di credito grazie alle coperture assicurative di SACE e contando anche sul contributo a fondo perduto di SIMEST.
Come funziona il credito fornitore
Nel dettaglio, il meccanismo illustrato durante l’incontro permette alle aziende esportatrici di rendere più attrattive le proprie condizioni commerciali senza appesantire la propria posizione finanziaria. Il contributo di SIMEST può arrivare fino al 5% del costo dell’anticipo di fatture e altri titoli di pagamento, mentre la copertura assicurativa di SACE serve a mitigare il rischio legato all’operazione.
Secondo gli organizzatori, si tratta di una leva concreta soprattutto per le piccole e medie imprese che puntano ad aprirsi a nuovi mercati emergenti e a ridurre la dipendenza da un solo sbocco commerciale. In sala è arrivata anche la testimonianza diretta di un imprenditore che ha già utilizzato con successo questo strumento per ampliare il proprio business all’estero.
Il tema si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’evoluzione del lavoro e della competitività delle imprese del territorio, come emerge anche dall’analisi di Forema nelle imprese venete, dedicata ai cambiamenti in corso tra digitale, organizzazione e welfare aziendale.
Le indicazioni emerse dal confronto
Per il Gruppo BCC Iccrea, il sostegno all’internazionalizzazione passa da un’azione congiunta tra banca, strumenti assicurativi e incentivi pubblici. Carlo Napoleoni, responsabile Divisione Impresa del Gruppo, ha spiegato che l’obiettivo è accompagnare gli investimenti all’estero delle imprese clienti anche attraverso gli accordi siglati con SACE e SIMEST, così da offrire non solo agevolazioni ma anche percorsi di consulenza dedicata agli imprenditori.
Maria Luisa Miccolis, Head of PMI di SACE, ha sottolineato la necessità di rafforzare il confronto diretto con imprese e sistema bancario per far conoscere meglio gli strumenti disponibili per l’export. In uno scenario internazionale instabile, ha osservato, il Credito Fornitore può diventare una leva strategica perché permette alle aziende di proporre condizioni di pagamento più attrattive ai clienti esteri senza compromettere la propria solidità finanziaria.
Sulla stessa linea Carolina Lonetti, Head of Export & Soft Loans di SIMEST, che ha richiamato la necessità di mettere soprattutto le PMI nelle condizioni di cogliere nuove opportunità di crescita sui mercati esteri con strumenti accessibili ed efficaci.
I numeri di Banca delle Terre Venete e del gruppo
L’iniziativa è stata promossa da Banca delle Terre Venete, istituto che conta 56 filiali distribuite tra le province di Vicenza, Treviso, Padova, Verona e Belluno. La banca ha oltre 107 mila clienti, gestisce 7 miliardi di euro di masse e al 31 dicembre 2025 presentava un patrimonio netto di 448 milioni di euro, con un CET1 ratio del 34,88%.
Il partner bancario di riferimento è il Gruppo BCC Iccrea, indicato come il maggiore gruppo bancario cooperativo italiano e quarto gruppo bancario in Italia per attivi. Al 31 dicembre 2025 il totale dell’attivo consolidato era pari a 167,6 miliardi di euro. Il gruppo riunisce 112 Banche di Credito Cooperativo, presenti in oltre 1.700 comuni italiani con quasi 2.400 sportelli.
Le BCC del gruppo, sempre al 31 dicembre 2025, hanno realizzato circa 97,9 miliardi di euro di impieghi netti, in crescita del 4,7% rispetto a fine 2024, e una raccolta diretta pari a circa 143,2 miliardi di euro, +4,4% sul 2024, con oltre 5 milioni di clienti e circa 880 mila soci.
Il convegno vicentino ha così fotografato una preoccupazione precisa del tessuto produttivo locale: vendere all’estero resta una necessità, ma per farlo in modo più sicuro servono strumenti capaci di combinare liquidità immediata, copertura del rischio e condizioni commerciali competitive per i clienti internazionali.