Forema: nelle imprese venete il digitale cresce, ma il welfare familiare resta un nodo

L’indagine di Forema presentata a Roma fotografa il divario tra grandi e piccole aziende.

23 giugno 2026 13:45
Forema: nelle imprese venete il digitale cresce, ma il welfare familiare resta un nodo -
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PADOVA - Nelle imprese venete gli investimenti in innovazione continuano a spingere crescita e occupazione, ma sul fronte del welfare familiare e della parità di genere il divario tra grandi e piccole aziende resta marcato. È il quadro emerso dall’ultima survey di Forema, società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est, condotta su mille aziende e presentata a Roma durante il Festival “Umano Tutto Intero”.

L’indagine mette insieme due piani che per le imprese stanno diventando sempre più intrecciati: da una parte l’impatto delle tecnologie Industria 4.0 e 5.0 sulla competitività, dall’altra la capacità delle aziende di tradurre la trasformazione in tutele concrete per lavoratori e famiglie. A presentare i risultati è stato il direttore generale Matteo Sinigaglia, intervenuto nel panel dedicato al lavoro e alle nuove frontiere produttive, in un appuntamento che ha visto tra gli ospiti anche il ministro per le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella.

Cosa dice la survey sulle imprese

Secondo Forema, lo studio conferma una forte correlazione tra investimenti in innovazione e crescita economica. Le aziende che puntano su tecnologie e trasformazione digitale registrano risultati migliori anche sul piano occupazionale, con un incremento indicato dal rapporto in +12,8% di occupazione.

La ricerca analizza il passaggio dal paradigma Industria 4.0 al modello 5.0, con attenzione non solo a macchinari, software e automazione, ma anche a competenze, organizzazione del lavoro e sostenibilità dei processi. Tra i dati emersi, il 57% delle imprese prevede ulteriori investimenti nei prossimi due anni, a condizione che restino favorevoli le condizioni di accesso agli strumenti di supporto, in particolare per strategia di trasformazione digitale e green, formazione specialistica, finanza e incentivi.

In questo quadro si inserisce anche il tema del supporto alle imprese. Forema, che opera all’interno del sistema di Confindustria Veneto Est, negli ultimi mesi ha accompagnato aziende e manager anche nei percorsi collegati a innovazione e competitività, come già raccontato nel caso del Porto di Venezia.

Il divario tra grandi e piccole aziende

Il dato che emerge con maggiore forza riguarda però la differenza dimensionale. Se le grandi imprese vengono indicate come più strutturate su governance interna, percorsi di carriera e strumenti di benessere organizzativo, le piccole aziende mostrano un ritardo netto, soprattutto nelle misure rivolte alle famiglie e nella gestione della parità di genere.

Il primo ostacolo è la conoscenza della prassi PdR 192/2026: il 29% delle aziende non la conosce, mentre solo il 17% risulta già certificato o in fase di definizione del percorso. Il gap tra piccole e grandi imprese diventa particolarmente evidente nelle azioni legate alla crescita professionale, con uno scarto di 2,6 punti, e nel welfare familiare, dove il differenziale arriva a 2,5 punti.

Secondo l’indagine, restano inoltre sotto soglia temi come la gestione dei caregiver, il benessere aziendale e le tutele per la paternità. Per Sinigaglia, la crescita delle piccole aziende su questi aspetti è uno dei passaggi necessari se si vuole rendere la trasformazione produttiva più equilibrata anche sul piano sociale.

Innovazione, incentivi e formazione

La survey rileva anche che tra gli strumenti più utilizzati dalle imprese a sostegno degli investimenti c’è il credito d’imposta, citato dal 78,5% delle aziende. Il collegamento tra tecnologie, competenze e incentivi pubblici resta quindi centrale, insieme alla necessità di accompagnare soprattutto le realtà più piccole nei processi di aggiornamento.

Sul tema dell’innovazione applicata alle aziende, in Friuli Venezia Giulia è aperto anche un bando per l’intelligenza artificiale rivolto a micro e piccole imprese e professionisti, segnale di una spinta che nel Nordest riguarda più territori e più filiere.

I numeri di Forema nel 2025

Nella scheda di approfondimento diffusa insieme alla survey, Forema ricorda di avere chiuso il 2025 con un fatturato di 9,5 milioni di euro, in crescita dell’11,6%, e un Ebitda al 10%. La società ha inoltre supportato le imprese nell’accesso al Piano Transizione 5.0, recuperando oltre 32 milioni di crediti d’imposta.

Sempre nel 2025 ha ottenuto più di 3 milioni di fondi europei per la sostenibilità, assistendo 70 aziende nel bilancio ESG, e ha gestito 12 milioni tra fondi interprofessionali e competence center. Sul fronte della formazione, Forema indica il coinvolgimento di 30mila persone in 45mila ore formative, con l’80% che trova lavoro entro sei mesi.

La base clienti è composta da grandi imprese per il 17,8%, medie aziende per il 37,8% e piccole imprese per il 42,7%. La distribuzione geografica conferma una prevalenza di Padova e provincia, che rappresentano il 64% del totale, seguite da Vicenza con il 16%. I settori più presenti sono il metalmeccanico con il 37,8%, la chimica-gomma con il 12,5%, i servizi con l’11,5% e l’alimentare con il 7,5%.

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