Montebelluna, a Villa Romivo 32 opere del secondo Novecento da collezioni private
In esposizione 32 opere da collezioni private, con ingresso gratuito fino al 31 gennaio 2027.
MONTEBELLUNA - A Villa Romivo arriva una nuova mostra dedicata al secondo Novecento italiano: l’inaugurazione di “Arte come luogo d’incontri. Opere da collezioni private” è in programma giovedì 17 settembre 2026 alle 18.30, nella sede di via Matteotti 2, con ingresso gratuito. L’esposizione resterà visitabile fino al 31 gennaio 2027.
Il percorso raccoglie 32 opere provenienti da collezioni private e propone un attraversamento di movimenti, linguaggi e autori che hanno segnato l’arte italiana del dopoguerra. Tra i nomi presenti figurano Fabrizio Plessi, Carla Accardi, Giuseppe Santomaso, Filippo De Pisis, Zoran Mušič, Giorgio Griffa e Luigi Veronesi.
La mostra è curata da Moreno Sartorello ed è il ventesimo progetto artistico promosso da Villa Romivo nei dieci anni di attività della rassegna ospitata nella villa liberty che appartenne alla famiglia dell’incisore Lino Bianchi Barriviera. Per Villa Romivo Srl Società Benefit si tratta anche della quarta esposizione affidata allo stesso curatore, dopo i precedenti percorsi dedicati all’arte trevigiana e veneta.
Date, orari e come visitare la mostra
La mostra sarà aperta gratuitamente dal 17 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, dal lunedì al venerdì con orario 8.30-13.00 e 14.00-18.00. La sede è Villa Romivo, in via Matteotti 2 a Montebelluna.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Montebelluna. Per informazioni è indicato il numero 0423 600528.
Il percorso espositivo dal 1948 al secondo Novecento
L’itinerario prende avvio dalla Biennale di Venezia del 1948, indicata come uno spartiacque per l’arte italiana del dopoguerra. In quell’edizione la presenza di artisti come Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning e Barnett Newman, insieme alle opere di Pablo Picasso, Vasilij Kandinskij, Paul Klee, Piet Mondrian e Kazimir Malevič, contribuì ad allargare il confronto degli artisti italiani alle esperienze internazionali.
Da qui la mostra segue le diverse direzioni sviluppate nella seconda metà del Novecento: pittura figurativa, informale, espressionismo astratto, spazialismo, arte cinetica, pittura analitica, arte povera e videoarte. Accanto agli autori legati a movimenti e correnti trovano spazio anche artisti che hanno seguito percorsi più autonomi, attraversando nel tempo linguaggi differenti.
Una sezione è dedicata alla pittura figurativa, con opere di Fiorenzo Tomea, Gregorio Sciltian e Filippo De Pisis. Il percorso prosegue poi attraverso le esperienze dell’astrazione, dell’informale e dello spazialismo, fino alle ricerche che hanno segnato l’evoluzione delle arti visive italiane nella seconda metà del secolo.
Gli artisti in mostra
Tra le opere esposte spiccano “Bianco – rosso”, olio su tela del 1997 di Carla Accardi, un lavoro di Giuseppe Santomaso, una “Natura morta” di Filippo De Pisis e una visione del 1984 del “Mulino Stucky” di Zoran Mušič, realizzata in tempera su carta antica. In mostra anche Giorgio Griffa, Fabrizio Plessi e Luigi Veronesi.
La presenza di opere appartenenti a collezionisti privati consente di vedere lavori che normalmente non sono accessibili al pubblico. È uno degli elementi centrali dell’esposizione, costruita attorno all’idea dell’arte come occasione di incontro e condivisione.
Il progetto culturale di Villa Romivo
Dal 2016 Villa Romivo porta avanti un programma di mostre e iniziative aperte gratuitamente al pubblico. Con questa esposizione il progetto raggiunge quota 20 appuntamenti. L’attività si inserisce nel percorso avviato dall’agenzia di Generali Italia e arrivato lo scorso luglio alla nascita di Villa Romivo Società Benefit, formula che unisce l’attività d’impresa a obiettivi di interesse comune sul territorio, nello stesso ambito in cui si inseriscono esperienze come il forum sulle Società Benefit.
Secondo i soci di Villa Romivo Srl Società Benefit, la scelta fatta negli anni è stata quella di trasformare uno spazio professionale in un luogo aperto alla città e alle persone, usando l’arte come strumento di incontro, conoscenza e partecipazione. La nuova mostra prosegue questa linea con opere del secondo Novecento provenienti da raccolte private e rese accessibili gratuitamente al pubblico.