Insulti e botte agli anziani in RSA: sospesi due OSS, altri 8 indagati

Operazione dei NAS in una RSA di Vittorio Veneto: sospesi due OSS per presunti maltrattamenti aggravati, altri 8 operatori indagati.

13 agosto 2026 08:42
Notizia verificata · Fonte: carabinieri.it · Vedi fonti
Insulti e botte agli anziani in RSA: sospesi due OSS, altri 8 indagati -
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VITTORIO VENETO. Un clima che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbe stato segnato da vessazioni, paura e sopraffazione ai danni di anziani ospiti di una RSA. È il quadro emerso dall’operazione “Recidivum” condotta dai Carabinieri del NAS di Treviso, che ha portato all’applicazione di una misura interdittiva nei confronti di due operatori socio sanitari dipendenti della struttura.

Il provvedimento è stato eseguito lo scorso 3 agosto 2026, al termine di una prolungata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso.

L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Treviso, dispone la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici o servizi per i due OSS coinvolti.

Le accuse nei confronti dei due operatori

Secondo quanto riportato dal NAS di Treviso, i due operatori avrebbero messo in atto condotte di violenza fisica e morale nei confronti degli anziani ospitati nella RSA.

Agli episodi contestati si sarebbero aggiunti atteggiamenti di deliberata indifferenza rispetto ai bisogni di assistenza e cura delle persone affidate alla struttura.

Per gli investigatori, la ripetizione di questi comportamenti avrebbe determinato un ambiente caratterizzato da una costante condizione di pressione sugli ospiti, con conseguenze sulla loro qualità della vita e sulla dignità personale.

Ai due operatori viene contestata l’ipotesi di maltrattamenti aggravati contro persone anziane con disabilità, prevista dall’articolo 572, commi 1 e 2, del Codice penale.

Le contestazioni dovranno naturalmente essere valutate nel prosieguo del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Altri otto OSS indagati

L’indagine non riguarda soltanto i due operatori raggiunti dalla misura interdittiva.

Nel corso degli accertamenti sono stati infatti indagati altri otto operatori socio sanitari, tutti dipendenti della stessa RSA di Vittorio Veneto.

Per questi ultimi, il profilo contestato riguarda presunti comportamenti omissivi rispetto alle condotte attribuite ai due colleghi successivamente sospesi.

Nel complesso, dunque, l’attività investigativa coinvolge dieci operatori della struttura, anche se con posizioni e contestazioni differenti.

Indagini coordinate dalla Procura di Treviso

L’operazione è stata sviluppata dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Treviso attraverso una lunga fase investigativa.

Il comunicato del NAS riferisce che gli accertamenti sono stati condotti anche attraverso modalità di carattere tecnico, senza specificare ulteriori dettagli sugli strumenti utilizzati.

L’intera attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso, mentre il provvedimento interdittivo nei confronti dei due OSS è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Treviso.

L’operazione “Recidivum” è il seguito dell’indagine “Hybris”

Uno degli elementi più rilevanti dell’inchiesta riguarda il collegamento con una precedente attività investigativa.

L’operazione denominata “Recidivum” viene infatti indicata dai Carabinieri come il naturale prosieguo dell’indagine “Hybris”, svolta sempre dal NAS di Treviso.

Quella precedente attività investigativa aveva riguardato la stessa RSA di Vittorio Veneto e si era conclusa, nel marzo 2026, con la condanna di un altro operatore socio sanitario dipendente della struttura.

Il nuovo intervento investigativo ha quindi riacceso l’attenzione sulla gestione dell’assistenza agli ospiti anziani e sulle condotte del personale all’interno della struttura.

Il nodo della tutela delle persone fragili

La vicenda riguarda persone particolarmente vulnerabili, anziani con disabilità che necessitano quotidianamente di assistenza e cura.

Proprio per questo, l’ipotesi contestata ai due operatori è aggravata dalla condizione delle persone offese.

Il lavoro degli investigatori si è concentrato non soltanto sugli eventuali episodi di violenza, ma anche sul più ampio comportamento degli operatori nei confronti degli ospiti, includendo quindi modalità assistenziali, rispetto dei bisogni e trattamento quotidiano delle persone anziane.

Sul tema dell’assistenza nelle strutture residenziali, Nordest24 aveva raccontato anche esperienze di segno completamente diverso, come quella della Residenza Francescon di Portogruaro, dove gli anziani erano stati coinvolti in un progetto artistico e di socializzazione.

Due OSS fuori dal servizio in attesa degli sviluppi giudiziari

Per i due operatori destinatari dell’ordinanza è scattata quindi la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio.

La misura ha natura cautelare e non equivale a una condanna definitiva.

Gli ulteriori otto OSS risultano invece indagati nell’ambito dello stesso procedimento per le condotte omissive indicate dagli investigatori.

L’inchiesta proseguirà ora sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria trevigiana, chiamata a verificare tutte le responsabilità e a definire le singole posizioni.

L’operazione “Recidivum” rappresenta dunque un nuovo capitolo investigativo all’interno della stessa RSA di Vittorio Veneto, già interessata dalla precedente indagine “Hybris”, e riporta al centro il tema della protezione e della dignità degli anziani ospitati nelle strutture assistenziali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 13 agosto 2026

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