Giovani e volontariato in FVG: l’Università di Udine propone un Osservatorio regionale
Ricerca su giovani e volontariato in FVG: l’Università di Udine propone un Osservatorio regionale sul Terzo settore.
UDINE – Il futuro del volontariato e del Terzo settore in Friuli Venezia Giulia passa anche dall’energia e dall’impegno delle nuove generazioni. A evidenziarlo è la ricerca “Generazione under 35: l’attivismo giovanile in Fvg. Percorsi biografici, nuove pratiche di volontariato, impegno e partecipazione”, presentata a Udine dal Centro servizi volontariato Fvg in collaborazione con l’istituto di ricerca Iref.
Lo studio, illustrato nel palazzo della Regione, ha analizzato il protagonismo dei giovani nel mondo dell’associazionismo e del volontariato regionale, individuando prospettive e strumenti utili a rafforzare il ruolo delle nuove generazioni nel tessuto sociale.
Tra le proposte emerse figura anche l’istituzione di un Osservatorio regionale dedicato al Terzo settore, uno strumento pensato per monitorare l’impatto delle politiche pubbliche e favorire un dialogo stabile tra istituzioni, università e organizzazioni sociali.
La ricerca dell’Università di Udine sul volontariato giovanile
Nel corso della presentazione è intervenuta Elena D’Orlando, delegata del rettore dell’Università di Udine ai rapporti con il territorio e alla valorizzazione delle conoscenze, che ha sottolineato il valore sociale e culturale del volontariato.
Secondo D’Orlando, disciplinare oggi il Terzo settore significa trasmettere un’idea di comunità nella quale riconoscersi, rafforzando il rapporto tra l’apparato regionale e il tessuto sociale. La sfida, ha spiegato, è riuscire a trasformare l’energia del volontariato giovanile in un elemento identitario del Friuli Venezia Giulia, valorizzando le peculiarità della regione a statuto speciale.
L’Università di Udine è stata incaricata dalla Regione di elaborare uno studio utile alla revisione della normativa regionale sul Terzo settore, un processo che arriva in una fase di riflessione anche a livello nazionale. La disciplina che regola questo ambito compirà infatti dieci anni nel 2027 e necessita di aggiornamenti per superare alcune criticità emerse nella sua applicazione.
La proposta di un Osservatorio regionale
Tra i risultati più rilevanti dell’attività di ricerca vi è appunto l’idea di creare un Osservatorio regionale sul Terzo settore, composto da rappresentanti della Regione, dell’Università e delle organizzazioni di volontariato.
Questo organismo potrebbe diventare un luogo di confronto permanente, utile sia nei processi decisionali sia nella valutazione concreta delle politiche pubbliche dedicate al mondo del volontariato e dell’associazionismo.
Il progetto nasce anche dal confronto con gli attori territoriali, avviato attraverso una serie di focus group promossi dall’Ateneo friulano.
I punti chiave della revisione normativa
La ricerca individua alcuni obiettivi strategici per migliorare il funzionamento del Terzo settore regionale, puntando soprattutto sulla semplificazione amministrativa e sulla collaborazione tra istituzioni e comunità locali.
Un ruolo centrale sarà svolto dai Comuni, primi interlocutori delle organizzazioni sociali. Il coinvolgimento di Anci FVG viene considerato fondamentale per definire strumenti condivisi e regolamenti omogenei che consentano di mappare e valorizzare anche quelle realtà associative che, per mancanza di competenze tecniche, non riescono a iscriversi al Runts, il Registro unico nazionale del Terzo settore.
Un secondo punto riguarda l’amministrazione condivisa, cioè l’utilizzo di strumenti come co-programmazione, co-progettazione e accreditamento, che permettono alle istituzioni pubbliche di lavorare insieme alle organizzazioni sociali nella costruzione delle politiche territoriali.
Infine, grande attenzione è dedicata al tema della partecipazione e della rappresentanza, affinché le diverse realtà del Terzo settore – dalle fondazioni alle associazioni più piccole – possano contribuire sia alla fase decisionale sia alla realizzazione concreta delle politiche regionali.
L’impegno storico dell’Università di Udine
Il coinvolgimento dell’Università di Udine nel mondo del volontariato non è casuale. L’Ateneo friulano nasce infatti da una scelta della comunità regionale dopo il terremoto del 1976, quando il territorio decise di investire nel sapere come strumento di ricostruzione e sviluppo.
Quella missione continua ancora oggi attraverso un percorso formativo che non punta soltanto alla preparazione professionale degli studenti, ma anche alla formazione di cittadini attivi e consapevoli del valore della solidarietà.
Se la scuola rappresenta spesso il primo contatto con il volontariato, l’università può consolidare questo percorso sviluppando competenze relazionali e organizzative utili anche nel mondo del lavoro.
I numeri dell’impegno studentesco
I dati raccolti dall’Ateneo dimostrano come il rapporto tra università e Terzo settore sia già oggi molto concreto.
Nell’ultimo anno oltre 300 studenti dell’Università di Udine hanno svolto tirocini presso enti del Terzo settore, contribuendo alle attività di associazioni e organizzazioni sociali.
Queste esperienze non riguardano soltanto i corsi di area socio-educativa, ma coinvolgono studenti provenienti da diverse discipline, dimostrando come il volontariato possa incrociare trasversalmente molti ambiti del sapere.
Accanto ai tirocini esterni si registrano anche oltre 100 tutorati interni tra pari ogni anno, più di 200 collaborazioni studentesche nelle attività di gestione dell’Ateneo e un vivace movimento di associazioni universitarie, con oltre dieci realtà attive che riuniscono più di 200 soci.
Piccoli laboratori di cittadinanza attiva che permettono ai giovani di sperimentare forme concrete di partecipazione e responsabilità sociale.
Secondo la professoressa D’Orlando, questi numeri dimostrano che l’Università di Udine sta procedendo nella direzione giusta: quella di un Ateneo capace di formare cittadini prima ancora che professionisti, accompagnando i giovani dalla formazione accademica alla piena partecipazione alla vita sociale della comunità.