Voto unanime a Gorizia: mozione per rifinanziare la legge sulle minoranze linguistiche

Il Consiglio comunale chiede a Governo e Parlamento risorse stabili per tutelare friulano, sloveno e tedesco.

14 ottobre 2026 13:07
Voto unanime a Gorizia: mozione per rifinanziare la legge sulle minoranze linguistiche -
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GORIZIA - Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una mozione che chiede il rafforzamento dei finanziamenti destinati all’attuazione della legge 482/1999 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche. Il documento punta a ottenere da Governo e Parlamento risorse adeguate, stabili e continuative per sostenere nel tempo gli strumenti previsti dalla norma.

La proposta era stata presentata da Eleonora Sartori, consigliera comunale di Gorizia della lista civica Noi Mi Noaltris GO! e componente del direttivo del Patto per l’Autonomia. Il testo è stato poi fatto proprio dal sindaco Rodolfo Ziberna, che lo ha condiviso e rielaborato con l’assessore Maurizio Negro fino ad arrivare a una versione sostenuta dall’intero Consiglio.

Cosa chiede la mozione approvata

Il documento approvato a Gorizia sollecita lo Stato ad adeguare e rafforzare i finanziamenti destinati alla tutela del patrimonio linguistico presente sul territorio italiano, con una prospettiva di lungo periodo. La richiesta riguarda in particolare una dotazione economica certa e continuativa, ritenuta necessaria per garantire continuità alle attività di tutela e promozione delle lingue minoritarie.

La mozione invita inoltre la Giunta e il Consiglio regionale, insieme alle parlamentari e ai parlamentari eletti in regione, a farsi promotori di un’iniziativa nei confronti dello Stato per ottenere fondi adeguati all’attuazione della legge.

I tagli degli ultimi anni

Alla base dell’iniziativa c’è la riduzione progressiva delle risorse destinate alla legge 482. Negli ultimi anni, infatti, i finanziamenti hanno subito un calo costante, con effetti sempre più evidenti sulla capacità delle amministrazioni e degli enti di mantenere servizi e attività legati alla salvaguardia delle lingue storiche.

Secondo quanto evidenziato nel testo politico che accompagna la mozione, il finanziamento statale destinato al Friuli-Venezia Giulia si è ridotto nel tempo, indebolendo strumenti considerati essenziali per la tutela e la valorizzazione delle comunità linguistiche del territorio.

Eleonora Sartori ha richiamato il valore del plurilinguismo regionale, sostenendo che la ricchezza del Friuli-Venezia Giulia non si misura nei confini ma nelle identità, nelle storie e nelle lingue custodite nel tempo. Per la consigliera, rafforzare una lingua minorizzata significa rafforzare l’intero ecosistema culturale della regione. Sartori ha anche sottolineato come, in un contesto globale che tende all’omologazione, crescere in un territorio naturalmente plurilingue rappresenti per i giovani un vantaggio culturale, sociale ed economico.

Il passaggio ora a Udine

L’iniziativa rientra in un’azione avviata dal Patto per l’Autonomia, che nelle scorse settimane ha depositato una mozione in Consiglio regionale e ha invitato i Comuni friulani a discutere documenti analoghi. Dopo il voto di Gorizia, una mozione dello stesso tenore sarà esaminata dal Consiglio comunale di Udine nella seduta del 19 ottobre 2026.

L’obiettivo è costruire una richiesta condivisa dalle istituzioni del territorio affinché lo Stato assicuri risorse sufficienti per la tutela delle minoranze linguistiche storiche.

Sul significato del voto unanime è intervenuto anche il segretario del Patto per l’Autonomia Massimo Moretuzzo, secondo cui la tutela delle lingue friulana, slovena e germanica è uno dei pilastri dell’autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia. Moretuzzo ha osservato che il via libera unanime del Consiglio comunale di Gorizia mostra come la difesa della diversità linguistica possa unire le istituzioni al di là delle appartenenze politiche, ma ha anche avvertito che senza risorse stabili e continuative gli strumenti previsti dalla legge 482 rischiano di perdere progressivamente efficacia.

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