West Nile, 71 positività nelle zanzare in Veneto: province coinvolte e rischi reali

Il monitoraggio rileva un tasso del 4% nei pool veneti e dello 0,5% in FVG: cosa indicano i numeri e come proteggersi.

28 agosto 2026 22:08
West Nile, 71 positività nelle zanzare in Veneto: province coinvolte e rischi reali -
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Il monitoraggio delle zanzare del 2026 indica una circolazione del virus West Nile più intensa in Veneto rispetto all'anno precedente e nettamente superiore a quella osservata in Friuli Venezia Giulia. I dati diffusi il 27 agosto parlano di 73 pool positivi su 2.131 analizzati nelle due regioni: 71 in Veneto e 2 in FVG. Il tasso di positività indicato è del 4% in Veneto e dello 0,5% in Friuli Venezia Giulia.

Questi numeri meritano attenzione, ma devono essere letti correttamente. Un pool positivo significa che il virus è stato trovato in un gruppo di zanzare catturate da una trappola di sorveglianza. Non significa che il 4% di tutte le zanzare presenti in Veneto sia infetto e non permette di calcolare il rischio individuale con una semplice percentuale.

I nuovi dati in sintesi

La sorveglianza dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha analizzato circa 168 mila zanzare raccolte attraverso 86 trappole distribuite tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Il quadro comunicato comprende:

- 2.131 pool analizzati;
- 73 pool positivi nelle due regioni;
- 71 positività in Veneto;
- 2 positività in Friuli Venezia Giulia;
- 46 siti positivi su 86 trappole;
- positività rilevate nelle province di Venezia, Rovigo, Verona, Padova, Vicenza, Treviso, Udine e Pordenone.

Il maggior numero di siti positivi è stato indicato a Venezia, con 9, seguito da Rovigo e Verona con 8, Padova con 7, Vicenza con 5, Treviso e Udine con 4 e Pordenone con 1.

La distribuzione delle trappole e il numero di catture non sono identici in ogni provincia. Per questo la graduatoria dei siti positivi non deve essere trasformata automaticamente in una classifica del pericolo per abitante.

Che cos'è un pool di zanzare

Durante la sorveglianza le zanzare catturate vengono identificate e raggruppate in campioni, chiamati pool. Il laboratorio cerca nel campione il materiale genetico del virus. Se il test è positivo, significa che almeno una zanzara di quel gruppo era portatrice del virus.

Il metodo serve a capire:

- se il virus sta circolando;
- in quali aree viene rilevato;
- come cambia la circolazione nel corso della stagione;
- dove intensificare sorveglianza e prevenzione.

Non serve invece a dire quante persone si ammaleranno. Il passaggio dalla presenza del virus nelle zanzare a un caso umano dipende da densità delle zanzare, esposizione alle punture, età, condizioni di salute, comportamenti individuali e altre variabili.

Le province interessate

In Veneto le positività riguardano Venezia, Rovigo, Verona, Padova, Vicenza e Treviso. Il dato conferma una diffusione ampia, non limitata a una sola zona della pianura. In Friuli Venezia Giulia i riscontri indicati coinvolgono Udine e Pordenone.

L'assenza di una provincia dall'elenco non equivale a una garanzia assoluta. La sorveglianza fotografa ciò che viene catturato nelle trappole e analizzato in uno specifico periodo. La situazione può cambiare e le zanzare non rispettano confini comunali o provinciali.

Chi vuole conoscere eventuali disinfestazioni o misure locali deve controllare il sito del proprio Comune o dell'azienda sanitaria. Un intervento straordinario può essere disposto dopo un caso o un riscontro specifico e normalmente viene comunicato con date, aree e precauzioni per residenti.

Come si trasmette West Nile

Il virus viene mantenuto in natura attraverso un ciclo che coinvolge soprattutto uccelli e zanzare del genere Culex, la comune zanzara notturna. La zanzara può acquisire il virus pungendo un uccello infetto e trasmetterlo successivamente a una persona o a un altro animale.

La malattia non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso contatto, tosse, abbracci o condivisione di ambienti. Sono descritte modalità rare collegate a sangue, trapianti, gravidanza e allattamento, gestite attraverso sistemi sanitari e sorveglianza specifica.

Cani e gatti possono essere punti, ma non sono considerati una fonte ordinaria di contagio per le persone. Anche il cavallo può sviluppare malattia e rientra nella sorveglianza veterinaria.

Quali sintomi osservare

La maggior parte delle infezioni non produce sintomi. Una parte delle persone può sviluppare una forma febbrile con disturbi come:

- febbre;
- mal di testa;
- stanchezza;
- dolori muscolari o articolari;
- nausea;
- linfonodi ingrossati;
- manifestazioni cutanee.

Una quota molto piccola può sviluppare forme neurologiche serie, come encefalite o meningite. Il rischio aumenta soprattutto nelle persone anziane, immunodepresse o con condizioni croniche, anche se una valutazione individuale spetta al medico.

Confusione, forte sonnolenza, rigidità del collo, debolezza marcata, tremori, convulsioni o perdita di coscienza richiedono assistenza sanitaria urgente. Non bisogna aspettare che il sintomo passi né attribuirlo automaticamente al caldo.

Una normale reazione alla puntura, con arrossamento e prurito localizzati, non dimostra un'infezione da West Nile. Non esiste un aspetto della puntura che permetta di riconoscere il virus.

Quando contattare il medico

È opportuno sentire il medico quando compare febbre associata a malessere importante, soprattutto in una persona anziana o fragile e dopo numerose esposizioni alle zanzare. Il medico valuta sintomi, durata, condizioni generali e necessità di esami.

Chi presenta segni neurologici, difficoltà respiratoria, alterazione dello stato di coscienza o un peggioramento rapido deve contattare il 112 o rivolgersi urgentemente ai servizi sanitari.

Non assumere antibiotici per iniziativa personale: West Nile è un'infezione virale e gli antibiotici non agiscono sui virus. Anche farmaci antinfiammatori o antipiretici devono essere usati tenendo conto di età, altre terapie e condizioni di salute.

Come ridurre davvero il rischio di punture

La prevenzione più efficace combina protezione personale e riduzione dei ristagni.

All'aperto

- applica un repellente autorizzato seguendo etichetta, età e intervallo di riapplicazione;
- indossa abiti chiari e, quando possibile, maniche e pantaloni lunghi nelle ore serali;
- usa zanzariere su passeggini e lettini senza ostacolare l'aria;
- limita la permanenza vicino a ristagni e vegetazione molto fitta al tramonto;
- non affidarti soltanto a braccialetti, ultrasuoni o rimedi profumati non verificati.

In casa

- controlla che le zanzariere non abbiano fessure;
- usa correttamente ventilatori o aria condizionata, che riducono l'attività delle zanzare negli ambienti;
- elimina i piccoli ristagni almeno una volta alla settimana;
- tratta tombini e punti non svuotabili con prodotti larvicidi autorizzati, rispettando istruzioni e frequenza.

I ristagni che si dimenticano più spesso

Non serve avere uno stagno. Le larve possono svilupparsi in quantità d'acqua limitate. Controlla:

- sottovasi;
- secchi e annaffiatoi;
- teli piegati;
- grondaie o scarichi ostruiti;
- giochi lasciati in giardino;
- ciotole degli animali, da lavare e riempire con acqua fresca;
- copertoni;
- bidoni per l'irrigazione non chiusi;
- vasi al cimitero;
- pozzetti condominiali.

Svuotare una volta all'inizio dell'estate non basta. Dopo un temporale o un'irrigazione il ristagno si riforma e il ciclo riparte.

Disinfestazione adulticida: perché non è la prima soluzione

I trattamenti contro le zanzare adulte possono essere necessari in situazioni definite dalle autorità, ma non sostituiscono la gestione larvale e dei ristagni. Hanno una durata limitata e devono essere eseguiti con prodotti, orari e modalità corretti per ridurre effetti su persone, animali e insetti non bersaglio.

Se il Comune annuncia un intervento, segui le istruzioni: può essere richiesto di chiudere finestre, ritirare biancheria e giochi, proteggere ciotole e alimenti, tenere gli animali all'interno e lavare successivamente frutta o verdura coltivata nell'area trattata.

Non eseguire trattamenti improvvisati con dosi superiori a quelle indicate. Più prodotto non significa più protezione e può aumentare i rischi.

Donazioni di sangue e sicurezza

La presenza del virus attiva misure specifiche nel sistema trasfusionale, come controlli o test sulle donazioni nelle aree interessate. Chi deve donare non dovrebbe rinunciare autonomamente: deve rispondere correttamente al questionario e seguire le indicazioni del centro trasfusionale.

Le procedure possono cambiare in base al luogo di residenza, soggiorni recenti e aggiornamenti epidemiologici. Contatta il servizio se hai avuto febbre, diagnosi sospetta o dubbi sui requisiti.

Cosa significa il confronto tra Veneto e FVG

Il 4% indicato per i pool veneti e lo 0,5% per quelli del Friuli Venezia Giulia mostrano una circolazione rilevata molto diversa. Non autorizzano però ad abbassare completamente la guardia in FVG: anche lì sono stati trovati campioni positivi e la prevenzione resta utile.

In Veneto il dato rafforza la necessità di proteggere le persone fragili e intervenire sui ristagni fino alla fine della stagione. Le zanzare Culex possono restare attive finché temperature e condizioni ambientali lo consentono; la fine di agosto non coincide automaticamente con la fine del rischio.

Le cinque cose da fare oggi

1. svuota e pulisci i contenitori con acqua ferma;
2. controlla zanzariere e pozzetti;
3. prepara un repellente adatto alle persone che lo useranno;
4. verifica eventuali avvisi del Comune;
5. presta attenzione a febbre e sintomi importanti nelle persone fragili.

Il nuovo monitoraggio non deve creare panico, ma correggere due errori opposti: pensare che ogni zanzara trasmetta West Nile oppure credere che a fine agosto il problema sia concluso. La risposta utile è una prevenzione semplice, ripetuta e basata sulle indicazioni sanitarie.

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