Primo caso di West Nile dell’estate in Veneto: febbre alta e forte mal di testa, cosa c’è da sapere

Primo caso clinico di West Nile nel Padovano: uomo ricoverato con febbre alta, sorveglianza rafforzata.

13 luglio 2026 10:04
Primo caso di West Nile dell’estate in Veneto: febbre alta e forte mal di testa, cosa c’è da sapere -
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PADOVA - Primo caso clinico di West Nile dell’estate nel territorio padovano di competenza dell’Ulss 6 Euganea. Si tratta di un uomo di mezza età, residente a Padova, ricoverato nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale del capoluogo con diagnosi di West Nile e febbre molto alta.

Al momento, fanno sapere dall’azienda sanitaria, si tratta di un caso isolato. Non essendo in presenza di un cluster, non sono previsti trattamenti straordinari sul territorio, ma viene innalzata la sorveglianza epidemiologica.

Primo caso clinico nel Padovano

Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ulss 6 Euganea ha registrato il primo caso della stagione estiva. Il paziente, un uomo di mezza età residente a Padova, è stato ricoverato dopo la comparsa di una sintomatologia importante, con febbre molto alta.

La situazione viene monitorata con attenzione, anche se al momento non risultano altri casi collegati. La sorveglianza epidemiologica servirà a seguire l’evoluzione del quadro e a intercettare eventuali ulteriori segnalazioni.

Il tema della prevenzione contro le punture di zanzara e dei sintomi da non sottovalutare era già stato approfondito nella guida su zanzare e West Nile, sintomi e protezione di casa e giardino.

Cos’è la febbre West Nile

La febbre West Nile è una malattia provocata dal virus West Nile, appartenente alla famiglia dei Flaviviridae. Il virus fu isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile, da cui prende il nome.

La trasmissione avviene generalmente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex, la zanzara comune. È presente soprattutto dal tramonto all’alba ed è più attiva nel periodo compreso tra la primavera e l’autunno.

L’Ulss 6 Euganea ricorda che la West Nile non si trasmette da persona a persona. La maggior parte delle infezioni nell’uomo resta asintomatica, mentre in una quota minore può comparire una sintomatologia simile a quella influenzale.

Sintomi e tempi di incubazione

Il periodo di incubazione, dal momento della puntura della zanzara infetta, varia generalmente tra 2 e 14 giorni. Nei soggetti con deficit del sistema immunitario può arrivare anche a 21 giorni.

Tra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei. Nella maggior parte dei casi questi disturbi durano pochi giorni, anche se più raramente possono protrarsi per qualche settimana.

Nei bambini è più frequente una febbre lieve. Nei giovani possono comparire febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la malattia può assumere forme più serie.

Quando i sintomi diventano gravi

I sintomi più gravi possono includere febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma.

Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi, circa 1 su mille, il virus può provocare un’encefalite letale.

Per questo, in presenza di sintomi importanti o condizioni di fragilità, è fondamentale rivolgersi ai servizi sanitari. Per orientarsi tra assistenza territoriale, continuità assistenziale e urgenze, può essere utile consultare anche la guida su guardia medica, 116117 e pronto soccorso nel Nordest.

Sorveglianza più alta, ma nessun cluster

L’Ulss 6 Euganea precisa che il caso registrato a Padova è, al momento, isolato. Non essendo stato rilevato un cluster, non sono previsti interventi straordinari di trattamento.

La risposta sanitaria consiste però nell’innalzamento della sorveglianza epidemiologica, così da monitorare il territorio e valutare eventuali nuovi casi.

Come proteggersi dalle zanzare

La prevenzione resta lo strumento principale. L’Ulss raccomanda di proteggersi dalle punture di zanzara e di ridurre i luoghi dove gli insetti possono riprodursi.

È consigliabile usare repellenti, indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si sta all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto, e utilizzare zanzariere alle finestre.

Fondamentale anche eliminare l’acqua stagnante: svuotare spesso sottovasi, secchi, contenitori, piccoli recipienti e qualsiasi punto in cui l’acqua possa fermarsi, perché proprio lì le zanzare trovano le condizioni ideali per riprodursi.

Attenzione per anziani e fragili

Anziani, persone debilitate e soggetti con difese immunitarie compromesse sono le categorie più esposte al rischio di forme gravi.

Per questo è importante non sottovalutare febbre alta, sintomi neurologici, forte debolezza o peggioramento rapido delle condizioni generali. In questi casi la valutazione medica diventa necessaria.

Nel Padovano, il primo caso dell’estate viene seguito dai sanitari dell’ospedale di Padova, mentre il territorio resta sotto osservazione per verificare l’eventuale comparsa di nuovi episodi.

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