WhatsApp cambia per i figli: nuovi controlli per i genitori, cosa si potrà vedere davvero

WhatsApp introduce nuovi controlli per i teenager: PIN, privacy, gruppi e Meta AI. Guida alle funzioni e alle differenze con gli account bambini.

30 settembre 2026 16:38
WhatsApp cambia per i figli: nuovi controlli per i genitori, cosa si potrà vedere davvero -
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WhatsApp amplia gli strumenti dedicati alle famiglie: il 30 settembre 2026 ha annunciato nuovi controlli parentali per i teenager, facoltativi e da configurare insieme ai ragazzi. L’obiettivo è permettere agli adulti di intervenire sulle impostazioni dell’app, mantenendo private le conversazioni personali.

Per capire come utilizzarli occorre distinguere questa novità dagli account gestiti dai genitori per i preadolescenti, presentati a marzo: sono strumenti destinati a esigenze e fasce d’età differenti.

Le novità per i teenager: che cosa possono gestire i genitori

Il nuovo sistema prevede un PIN scelto dal genitore, necessario quando il ragazzo vuole rendere meno restrittive le impostazioni protette.

Ambito

Funzioni annunciate

Privacy

Scelta di chi può vedere la foto del profilo e aggiungere il ragazzo ai gruppi.

Gruppi

Avvisi quando il figlio entra o esce da un gruppo oppure quando il gruppo cresce significativamente.

Canali e Stati

Gestione dell’esperienza nei canali, degli Stati visibili e del pubblico dei propri aggiornamenti.

Meta AI

Scelta tra l’impostazione predefinita 13+ e quella più restrittiva “Contenuti limitati”.

I controlli possono essere modificati o disattivati dal genitore. Non permettono di leggere le chat né ascoltare le chiamate personali, che restano protette dalla crittografia end-to-end.

Come attivare le novità: attenzione alle istruzioni che si trovano online

Al momento della verifica, l’annuncio consultato non fornisce una sequenza completa di schermate per l’attivazione dei nuovi controlli per teenager, né un calendario specifico per tutti gli utenti italiani. Non è quindi possibile garantire che ogni famiglia trovi già le stesse opzioni sul proprio telefono.

Il consiglio pratico è aggiornare WhatsApp dagli store ufficiali, controllare le funzioni effettivamente proposte nell’app e seguire le istruzioni del Centro assistenza relative alla propria situazione.

Soprattutto, prima di applicare una guida bisogna leggere a quale account si riferisce: la procedura per creare l’account di un bambino non va presentata come procedura universale per supervisionare quello già esistente di un adolescente.

Gli account per i più piccoli: che cosa cambia rispetto ai teenager

Gli account gestiti dai genitori, annunciati l’11 marzo, sono pensati per i preadolescenti e concentrano l’esperienza su messaggi e chiamate. Il genitore collega il proprio account a quello del figlio e può intervenire sui contatti, sulle richieste provenienti da sconosciuti e sulla partecipazione ai gruppi. La distribuzione è graduale e la funzione potrebbe non essere disponibile nella propria regione.

Per questi account Meta AI, canali e Stati non sono disponibili. Le richieste di messaggio degli sconosciuti vengono raccolte in una cartella accessibile con il PIN del genitore sul dispositivo gestito. Anche gli inviti ai gruppi sono sottoposti a un controllo dedicato: prima di autorizzare l’ingresso, il genitore può consultare informazioni sui partecipanti e sull’amministratore.

Guida pratica: come creare un account gestito dal genitore

La procedura documentata da WhatsApp riguarda la creazione dell’account gestito per i più piccoli, dove disponibile. Richiede un genitore o tutore maggiorenne e l’app aggiornata.

I passaggi indicati dal Centro assistenza sono questi:

  1. Installare WhatsApp sul telefono del figlio tramite Google Play o App Store.

  2. Nella configurazione iniziale, aprire le opzioni aggiuntive e selezionare la creazione di un account gestito da un genitore.

  3. Registrare e verificare il numero del figlio, inserendo i dati richiesti sulla sua età.

  4. Avviare il collegamento con il genitore.

  5. Dal telefono dell’adulto, scansionare il codice QR mostrato sul dispositivo del figlio e aprire il collegamento in WhatsApp.

  6. Completare la verifica richiesta per confermare di essere maggiorenni.

  7. Creare e confermare il PIN genitore di sei cifre.

  8. Tornare sul telefono del figlio e completare la configurazione inserendo il PIN.

Il codice va custodito dall’adulto: serve a proteggere l’accesso alle impostazioni. Le diciture possono variare con la lingua dell’app.

Dove vedere gli avvisi sull’attività del figlio

Per gli account gestiti, il Centro assistenza indica questo percorso sul telefono del genitore: WhatsApp → Impostazioni → Controlli parentali → account del figlio.

Da qui si consultano gli aggiornamenti sull’attività. Le notifiche documentate comprendono, tra le altre, l’aggiunta, il blocco o la segnalazione di un contatto, nuove richieste di chat e cambiamenti nella partecipazione ai gruppi.

Per gestire gli avvisi, la guida indica di selezionare l’account del figlio e aprire Altre opzioni → Gestisci notifiche. Gli avvisi considerati essenziali restano attivi. Queste informazioni riguardano l’attività dell’account, non una copia delle conversazioni.

Come limitare il tempo trascorso su WhatsApp

La gestione degli orari richiede una verifica separata sul dispositivo. Per impostare un limite quotidiano all’uso dell’app, le famiglie possono ricorrere agli strumenti del sistema operativo.

Su Android, Google Family Link consente di impostare limiti per le applicazioni sui dispositivi supervisionati. Il percorso documentato passa da Tempo di utilizzo → Limiti di tempo → Limiti per le app: da qui si gestisce l’app interessata.

Su iPhone, le funzioni di Tempo di utilizzo, configurate per il figlio, consentono di impostare limiti giornalieri. La sezione Limitazioni app → Aggiungi limitazione di utilizzo permette di scegliere l’applicazione e il tempo consentito.

Prima di applicare restrizioni, è utile concordare come il ragazzo potrà contattare la famiglia quando ne avrà bisogno.

Se la funzione non compare, che cosa fare

Per gli account gestiti dei preadolescenti, WhatsApp segnala espressamente una disponibilità progressiva: avere l’ultima versione dell’app non garantisce che la funzione sia già attiva nella propria regione.

Nell’attesa, conviene rivedere insieme le protezioni già disponibili: chi può aggiungere ai gruppi, come bloccare o segnalare un contatto indesiderato e se silenziare le chiamate provenienti da numeri sconosciuti. Sono strumenti descritti dalla piattaforma nella propria guida alla sicurezza delle famiglie.

Il controllo più utile parte da un accordo chiaro

Una buona impostazione familiare può partire da tre domande: chi può contattarti, che cosa fai se un messaggio ti mette a disagio e a chi chiedi aiuto?

Il suggerimento è fissare regole semplici e comprensibili: mostrare a un adulto le richieste sospette, chiedere aiuto davanti a pressioni o minacce e discutere insieme l’ingresso in gruppi con persone sconosciute. Un avviso sul telefono del genitore può diventare l’occasione per fare una domanda, senza trasformarsi automaticamente in un’accusa.

È un lavoro di educazione digitale e navigazione consapevole che accompagna la configurazione tecnica: il ragazzo deve sapere quali controlli sono attivi e sentirsi libero di chiedere aiuto quando qualcosa non va.

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