Zaia, "in Veneto più di 250mila tamponi, la Campania solo 48mila: imparagonabili"
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, apre la conferenza stampa di oggi lunedì 20 aprile, parlando dei test: «Abbiamo ufficialmente esaurito tutti i magazzini dei tamponi, ora siamo a regime e siamo a...
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, apre la conferenza stampa di oggi lunedì 20 aprile, parlando dei test: «Abbiamo ufficialmente esaurito tutti i magazzini dei tamponi, ora siamo a regime e siamo a zero giacenze. I positivi sono più di 16 mila. Su questo tema sembra che le regioni del Nord siano gli untori quindi bisogna chiudere le frontiere. Se voi andate a vedere i dati della Campania, che più o meno ha i nostri stessi abitanti, ha un quinto dei tamponi rispetto a noi ma ha più di un quinto dei positivi rispetto a noi. E’ difficile paragonare realtà che hanno fatto tamponi diversi, il contagiato lo trovi se vai a cercarlo. Noi abbiamo fatto più di 250 mila tamponi, la Campania solo 48 mila».
«Arrivano ancora donazioni e ringrazio. Servono perchè la preparazione per la fase due e per l’autunno prevede grossi investimenti. Abbiamo 55 milioni di euro raccolti».
«Al momento non c’è nessuna decisione per la riapertura. Ricordo che il governo è l’unico che ha la competenza per decidere. La posizione del Veneto è questa: se il governo decide che con gradualità si possa riaprire noi affrontiamo l’apertura con tutta una serie di misure e non prescinde dal fatto che ci sia l’accordo tra lavoratori e datori di lavoro. Questo percorso dev’essere fatto assieme. Prima viene la salute. Noi non siamo degli irresponsabile: la riapertura più che una fase due è una fase di convivenza con il virus. Che è esattamente quello che hanno fatto tutti quelli che ci sono passati prima di noi. Si è visto che quando inizia, il virus va a zero in 70 giorni. Picco terapie intensive alla sesta settimana e poi il calo e tutto quello che ne consegue. Qualcuno dice che si potrebbe attendere ancora un po’: certo ma le misure sarebbero le stesse. Perchè il virus continua a rimanere. Questa è una fase di convivenza con tutti i rischi che comporta. Se dovessimo fare una pubblicità progresso dovremmo dire: “Attenti perchè la morte è dietro l’angolo”. Ci vuole rispetto e prudenza, fondamentale l’uso corretto della mascherina. L’alternativa è stare chiusi finchè non c’è più il virus e questo significa mesi o addirittura anni. A Vo’ con tutti i tamponi abbiamo scoperto che c’erano 66 asintomatici: se non li beccavamo magari sarebbero diventati 600. Non so dire se si sia già formata l’immunità di gregge».
«Non voglio che passi l’idea che sacrifichiamo la salute dei lavoratori per il dio denaro. Se la comunità scientifica dice no non apriamo».