Zona industriale Ponte Rosso, un monumento dedicato al lavoro

San Vito al Tagliamento, 03 luglio 2020 – “L’Italia è unaRepubblica democratica fondata sul lavoro”. Dei 139 articoli che compongono laCostituzione repubblicana, entrata in vigore il primo gennaio 194...

06 luglio 2020 08:47
Zona industriale Ponte Rosso, un monumento dedicato al lavoro -
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San Vito al Tagliamento, 03 luglio 2020 – “L’Italia è una
Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Dei 139 articoli che compongono la
Costituzione repubblicana, entrata in vigore il primo gennaio 1948, più di
settant’anni fa, quello che si può ritenere maggiormente proiettato nel
futuro, ancora oggi fertile, è certamente l’articolo 1. E proprio la prima frase
è stata scelta per essere “scolpita”nel cemento e posta a memento imperituro
dai vertici del Consorzio di sviluppo economico locale del Ponte Rosso - Tagliamento,
a tributo del lavoro, e in particolare delle lavoratrici e dei  lavoratori di ieri e di oggi.

L’incarico è stato affidato dall’Ente consortile all’artista
Stefano Jus. L’opera è stata realizzata e collocata all’interno della grande
vasca che caratterizza il Centro direzionale, ed è già fissata la data di
presentazione: martedì 7 luglio 2020, poco prima dell’avvio dell’Assemblea dei
soci del Consorzio per l’annuale punto sulla rendicontazione.

La
genesi

Il progetto si è svolto in sinergia con il Comune di San Vito al
Tagliamento, in particolare con l’idea proposta dal Sindaco Antonio Di
Bisceglie su suggerimento di Angelo Battel,  visto il momento buio causa Covid-19, per
puntare alla ripartenza con un monumento che celebrasse il lavoro. “Ricordare
l’idea del lavoro, da celebrarsi in un periodo caratterizzato da un momento
storico difficile. Questa la partenza. E si è scelto l’articolo 1 della
Costituzione - spiegano Di Bisceglie e Battel -, frutto di una sintesi
bellissima tra approcci diversi. Il senso? Quello della concezione, in un Italia
del secondo dopoguerra, di ricostruzione possibile basata sul valore del
lavoro. Una intuizione grandissima”.

L’Italia in quel periodo aveva perso tutto, ma negli anni con il
lavoro risollevò la testa. Un segnale proveniente dal passato, ancora oggi
attualissimo. L’idea è stata ben accolta dal Presidente del Consorzio Ponte
Rosso - Tagliamento Renato Mascherin, e dal Direttore Daniele Gerolin. A
realizzarla l’artista Stefano Jus, che ha scelto come forma quella epigrafica.
Come monito. E come materiale il cemento, simbolo di questo secolo.

L’opera
e l’artista

“In realtà, più che un monumento al lavoro è un richiamo/memoria
ai valori fondanti della nostra società civile - spiega l’artista Jus-. La
scelta, suggerita, di rappresentare il primo articolo della Costituzione
riassume, in effetti, significati e simboli che sono insiti nelle singole parole:
ITALIA, DEMOCRAZIA, LAVORO. Paradossalmente possono essere aggregate anche senza
una logica grammaticale. Infatti, sono realizzate in moduli-scomparti (quasi
fossero intercambiabili). Le parole qui bastano a evocare molte “immagini”.
Attraverso i materiali e il font, si è voluto sottolineare l’incisività, il
rigore, quella serietà e importanza che si danno alle parole da incidere sul marmo.
E il cemento e l’acciaio sono il marmo dei giorni nostri”.

A questo punto per “sgonfiare” il monumento dalla retorica (in
qualunque altro posto sarebbe sembrato una pietra tombale) si è pensato di
farlo affiorare dall’acqua, come se galleggiasse. Ne nasce un contrasto: parole
incisive e “pesanti” che non sono affossate, dimenticate, ma che fluttuano. Sempre.

Tecnicamente l’opera d’insieme è formata da 9 piastre in cemento
con in bassorilievo le parole del primo articolo della Costituzione,
“galleggianti” in uno spazio di 2 metri per 2 metri all’interno della vasca
centrale della sede del Consorzio. La difficoltà maggiore? E’ stata quella di
posare 5 quintali di cemento dando l’impressione di fluttuare, risolta con l’insegno:
è stato posizionato un supporto in acciaio a piramide rovesciata che nel
contesto risulta completamente invisibile.

Il
Consorzio

Renato Mascherin, Presidente dell’Ente consortile, rileva “quanto
sia fondamentale in questo periodo delicato dare un segnale di ripartenza
facendo memoria delle idee che stanno alla base di una Comunità unita per poter
guardare al futuro con spirito costruttivo”. Per il Direttore Daniele Gerolin,
“ieri come oggi, il lavoro e le persone (siano essi personale dipendente che
imprenditori) sono i pilastri e la vera forza della “nostra” Zona industriale
che nel corso di più di 50 anni è riuscita a superare crisi, ad espandersi e a veder
crescere il tessuto imprenditoriale su scala nazionale e internazionale,
creando opportunità di crescita per il territorio e per le famiglie. Quest’opera,
dunque, è una riconferma dello spirito con cui vogliamo continuare a guardare
con fiducia al futuro”.

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