Giornata mondiale delle Zone umide, il Friuli Venezia Giulia protagonista a Roma
Zone umide, il Friuli Venezia Giulia protagonista a Roma per i 50 anni della Convenzione di Ramsar
ROMA/FVG - Sono tra gli ecosistemi più produttivi del pianeta, vitali per l’acqua, la sicurezza alimentare, il controllo delle inondazioni e la regolazione del clima, e sostengono il 40% di tutte le specie. Sono le zone umide, celebrate il 2 febbraio a Roma in occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide e del 50° anniversario della ratifica da parte dell’Italia della Convenzione di Ramsar, pietra angolare degli sforzi globali per la conservazione e l’uso sostenibile di queste aree.
Ad organizzare l’appuntamento il Ministero dell’ambiente e della transizione energetica nel quartier generale della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, con la presenza di oltre 160 partecipanti, tra cui la Regione FVG, che sul territorio conta 3 zone umide di importanza internazionale, la Valle Cavanata, l’Isola della Cona nella foce dell’Isonzo e le foci dello Stella nella Laguna di Marano.
Sin dall’inizio dell’incontro è stato ribadito un concetto fondamentale: le aree umide non sono solo “hotspot di biodiversità” ma sostengono il sistema di produzione del cibo rendendolo più efficiente, resiliente e sostenibile e scala territoriale mondiale. Inoltre i servizi ecosistemici forniti dalle aree umide sono stati oggetto di interventi che ne hanno quantificato il valore anche in termini economici.
Nella sessione dedicata ai 50 anni di attività dell’Italia nella tutela delle zone umide, la Regione FVG – presente con i funzionari del servizio Biodiversità della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche - è stata invitata per relazionare sui trent’anni di evoluzione del sito Ramsar “Laguna di Marano- Foci dello Stella”. La compilazione nel 2025 dell’aggiornamento del “Ramsar information fact sheet - RIS” a trent’anni dal precedente report, nel 1998, ha infatti reso possibile un confronto puntuale di dati e consentito un bilancio sulle evoluzioni ambientali intercorse e sul ruolo delle politiche introdotte e delle azioni in programma. La solidità dei dati e la concretezza delle proposte friulane sono state riconosciute dai rappresentanti del Segretariato presenti.
E’ stata ricordata inoltre dal Ministero la “Strategia di Grado”, per fermare ed invertire la perdita ed il degrado delle zone umide del Mediterraneo, elaborata nel 1991 a seguito del simposio “La gestione delle zone umide mediterranee e della loro avifauna fino all’anno 2000 e oltre che vide la partecipazione di 280 delegati di 28 paesi. Nel sostegno di tali iniziative, promuovendo a soli due anni dalla sottoscrizione italiana della Convenzione l’istituzione dei primi due siti Ramsar: Laguna di Marano: Foci dello Stella nel 1978 e Val Cavanata nel 1979, e con i successivi ripristini dell’isola della Cona, alle foci dell’Isonzo, la Regione FVG è stata antesignana nella tutela e gestione delle zone umide che caratterizzano così fortemente il suo territorio.