Svolta Electrolux: intesa nella notte, esuberi quasi dimezzati

Intesa Electrolux: esuberi da 1.700 a 918, investimenti a 100 milioni e 140mila lavasciuga a Porcia. Ora il referendum.

04 novembre 2026 09:13
Svolta Electrolux: intesa nella notte, esuberi quasi dimezzati -
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PORCIA (PORDENONE) – Un’ipotesi di accordo per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti italiani di Electrolux, ridurre gli esuberi e favorire il ricambio occupazionale. È il risultato raggiunto in tarda serata a Roma, dopo due giorni di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’intesa dovrà ora essere sottoposta al voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per Porcia sono previsti la realizzazione di 140mila lavasciuga e il mantenimento della produzione degli attuali modelli di lavatrici fino alla conclusione del piano. Gli investimenti complessivi salgono da 90 a 100 milioni di euro, mentre gli esuberi indicati scendono da 1.700 a 918.

Porcia, gli impegni su lavasciuga e lavatrici

Il futuro produttivo dello stabilimento pordenonese era stato uno dei passaggi più difficili del negoziato. Nelle precedenti riunioni era rimasto aperto soprattutto il nodo della produzione di lavasciuga a Porcia, sul quale le organizzazioni sindacali avevano chiesto maggiori garanzie.

L’intesa prevede ora 140mila lavasciuga, insieme alla prosecuzione della produzione degli attuali modelli di lavatrici fino alla fine del piano. Due impegni che definiscono le prospettive industriali del sito all’interno della riorganizzazione italiana del gruppo.

Esuberi ridotti e uscite volontarie incentivate

La riduzione del personale prospettata inizialmente dall’azienda viene ridimensionata: da 1.700 a 918 esuberi. Nel dettaglio comunicato figurano 324 uscite volontarie incentivate tra gli operai di produzione, 16 tra gli operai della ricerca e sviluppo e 512 tra gli impiegati. Queste tre voci sommano a 852: il dettaglio disponibile non specifica la composizione delle restanti 66 posizioni rispetto al totale indicato.

Il capitolo degli impiegati era già stato al centro delle richieste di chiarimento della Regione sui tagli a Porcia. Nell’accordo sono stati definiti anche gli incentivi all’uscita.

È inoltre previsto un meccanismo di sostituzione qualora, per qualsiasi motivo, il numero dei lavoratori in uscita superi quello concordato. Per le assunzioni necessarie a compensare queste ulteriori uscite sarà data priorità a chi ha lavorato in Electrolux negli ultimi due anni con contratti precari.

Investimenti a 100 milioni e ricambio generazionale

Le risorse destinate al piano aumentano di 10 milioni di euro, raggiungendo quota 100 milioni. Il 72% sarà destinato agli investimenti di prodotto e il restante 28% a quelli di processo.

Secondo una nota della Fiom nazionale, su richiesta del sindacato il Governo si è impegnato a rifinanziare i contratti di espansione, con l’obiettivo di favorire nuove assunzioni e rafforzare il ricambio generazionale.

La Uilm: intesa per evitare chiusure e licenziamenti

Per Davide Sperti, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale responsabile del settore elettrodomestici, l’accordo consentirà, se approvato dai dipendenti, di evitare la chiusura di Cerreto d’Esi, tutelare le missioni produttive di tutti i siti italiani ed escludere i licenziamenti.

I due esponenti sindacali attribuiscono il risultato alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, protagonisti di quasi sei mesi di vertenza.

Verifiche trimestrali e referendum sull’accordo

Le parti hanno concordato incontri ogni tre mesi per verificare il rispetto degli impegni e l’andamento degli organici nei singoli stabilimenti.

Il prossimo passaggio sarà il referendum sull’ipotesi di accordo. Saranno i dipendenti a pronunciarsi sull’esito del negoziato. Resta aperta, accanto all’intesa aziendale, la necessità di definire politiche industriali nazionali per il settore degli elettrodomestici.

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