“Free Palestine” sul monumento della Prima guerra mondiale: scoppia la polemica

Adesivo “Free Palestine” sul monumento di Col Moschin. La deputata Paola Chiesa denuncia il gesto: «Atto indegno».

14 luglio 2026 09:25
“Free Palestine” sul monumento della Prima guerra mondiale: scoppia la polemica -
Condividi

SOLAGNA – Un adesivo con la bandiera palestinese e la scritta “Free Palestine” è stato applicato sul monumento ai caduti che si trova sulla cima del Col Moschin, nel territorio vicentino. Il gesto, compiuto in uno dei luoghi simbolo della Prima guerra mondiale, ha immediatamente provocato indignazione e acceso una dura polemica politica.

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stata Paola Chiesa, deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo del partito nella Commissione Difesa della Camera, che ha definito quanto avvenuto un «atto indegno».

L’adesivo applicato sulla colonna commemorativa

Il simbolo con la bandiera palestinese è stato affisso direttamente sulla colonna eretta a 1.279 metri di quota per ricordare la riconquista del Col Moschin da parte delle truppe italiane durante la Battaglia del Solstizio.

Sul monumento è riportata una frase essenziale, che riassume il valore storico di quel luogo: “Arresto offensiva austriaca e riconquista Col Moschin 1918”. Proprio sopra la struttura commemorativa qualcuno ha deciso di applicare l’adesivo con il messaggio “Free Palestine”.

Non è noto quando il simbolo sia stato posizionato né chi sia l’autore del gesto. La sua comparsa ha però suscitato una forte reazione, soprattutto per il valore storico e commemorativo dell’area.

La battaglia combattuta nel giugno del 1918

Il Col Moschin fu teatro di una delle fasi più importanti della cosiddetta Battaglia del Solstizio, combattuta tra il 15 e il 16 giugno 1918. In quelle ore l’Esercito austro-ungarico lanciò una vasta offensiva nel tentativo di sfondare le linee italiane.

La 27esima Divisione austro-ungarica riuscì inizialmente a conquistare numerosi capisaldi difesi dal IX Corpo d’Armata italiano. Le truppe avanzarono sulle cime del Col di Miglio, Col Moschin, Fagheron e Fenilon, occupando anche Palazzo Negri, Casa dei Pastori e Ca’ dei Briganti.

Quell’avanzata avrebbe potuto consentire agli austro-ungarici di raggiungere una posizione strategica e colpire alle spalle lo schieramento italiano attestato lungo il Piave.

La situazione cambiò radicalmente nella notte tra il 15 e il 16 giugno, quando gli Arditi del IX Reparto d’Assalto, guidati dal maggiore Giovanni Messe, avviarono la controffensiva con il sostegno dei Reggimenti 91° e 92° della Brigata Basilicata.

L’assalto degli Arditi e la riconquista del colle

Alle prime luci del 16 giugno, gli Arditi partirono all’attacco per recuperare le posizioni perdute. L’azione militare consentì alle forze italiane di riconquistare, una dopo l’altra, tutte le postazioni occupate poche ore prima dagli avversari.

Tra gli obiettivi recuperati vi fu anche il Col Moschin, la cui riconquista contribuì a fermare il progetto offensivo austro-ungarico e a impedire l’accerchiamento delle linee italiane sul Piave.

L’assalto principale ebbe inizio attorno alle 7 del mattino e provocò gravissime perdite tra le forze avversarie. Gli italiani riuscirono a catturare tra i 250 e i 300 prigionieri, compresi 27 ufficiali, recuperando inoltre numerosi pezzi d’artiglieria precedentemente finiti nelle mani nemiche.

La denuncia della deputata Paola Chiesa

A rendere noto l’episodio è stata la parlamentare di Fratelli d’Italia Paola Chiesa, che ha pubblicato una dura presa di posizione contro l’autore dell’affissione.

«Atto indegno», ha scritto la deputata, criticando chi ha scelto di collocare il messaggio politico su un monumento dedicato agli uomini che combatterono per la riconquista del colle.

Secondo Chiesa, l’adesivo sarebbe stato applicato da una persona animata da sentimenti contrari all’Italia e incapace di rispettare un luogo considerato simbolico per la storia nazionale. La parlamentare ha espresso «pena e disprezzo» nei confronti dell’autore materiale del gesto.

Nella sua dichiarazione, la deputata ha ricordato il valore del Col Moschin e il sacrificio degli Arditi impegnati nell’assalto del 16 giugno 1918. La polemica non riguarda quindi il contenuto del messaggio sull’adesivo, ma la decisione di collocarlo su un’opera commemorativa dedicata ai caduti.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail