Aeroporto di Venezia apre alle scuole: viaggio tra acqua, sostenibilità e innovazione

Aeroporto di Venezia apre alle scuole per la Giornata dell’Acqua: focus su sostenibilità, depurazione e tutela della laguna.

20 marzo 2026 16:36
Aeroporto di Venezia apre alle scuole: viaggio tra acqua, sostenibilità e innovazione -
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VENEZIA – L’aeroporto Marco Polo apre le porte agli studenti per trasformare la Giornata Mondiale dell’Acqua in un’esperienza concreta tra educazione ambientale, sostenibilità e innovazione tecnologica. Per il quarto anno consecutivo, il Gruppo SAVE ha coinvolto scuole del territorio in un percorso immersivo dedicato alla tutela della risorsa idrica, elemento sempre più centrale nelle politiche ambientali.

L’iniziativa, legata alle celebrazioni del 22 marzo, si inserisce in un programma continuativo che durante tutto l’anno promuove incontri, laboratori e momenti di approfondimento rivolti alle nuove generazioni, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza sull’uso responsabile dell’acqua.

Protagonisti della giornata sono stati 56 studenti e 6 insegnanti delle scuole primarie “Leonardo Da Vinci” di Quarto d’Altino e “Amerigo Vespucci” di Portegrandi. Dopo una fase introduttiva in aula, durante la quale sono state illustrate le buone pratiche adottate dallo scalo, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino il funzionamento dell’infrastruttura.

Il percorso si è sviluppato tra il terminal passeggeri, il piazzale aeromobili e la strada perimetrale lungo la laguna, offrendo una prospettiva privilegiata sulle operazioni aeroportuali, tra atterraggi, decolli e attività di sicurezza con i falchi, elementi che hanno reso l’esperienza particolarmente coinvolgente.

Un modello di apertura e valorizzazione del territorio che si affianca ad altre iniziative culturali e ambientali del Nordest, come raccontato anche nell’approfondimento sulle Giornate FAI di Primavera 2026 in FVG.

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA - AEROPORTO DI VENEZIA
GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA - AEROPORTO DI VENEZIA

Il momento centrale della visita è stato dedicato all’impianto di depurazione dell’aeroporto, considerato una delle infrastrutture chiave per la gestione sostenibile dell’acqua. Qui confluiscono le acque reflue generate dalle attività aeroportuali, che vengono trattate e trasformate in acqua non potabile riutilizzata per diversi scopi operativi.

L’impianto è progettato per trattare oltre 1 milione di litri al giorno, arrivando a una capacità annua di circa 420 milioni di litri. Nel 2025 sono stati depurati 250 milioni di litri, di cui 55 milioni riutilizzati, con un risparmio significativo di acqua potabile. Un risultato che evidenzia l’importanza dell’economia circolare applicata alle grandi infrastrutture.

Un tema, quello della sostenibilità ambientale, sempre più presente anche in altri ambiti del territorio, come emerge dal progetto raccontato nell’articolo su Udine e la certificazione Blue Community per l’acqua.

La gestione idrica del Marco Polo rappresenta oggi un esempio concreto di come sia possibile coniugare sviluppo e tutela ambientale. Lo scalo opera infatti in un contesto delicato come quello della laguna di Venezia, dove ogni intervento richiede attenzione e pianificazione.

Tra le opere più rilevanti spicca il Bacino di Laminazione Cattal, un’area di 12 ettari capace di contenere oltre 100mila metri cubi d’acqua, realizzata per prevenire allagamenti e gestire le piogge intense. Nel tempo, questo spazio si è trasformato anche in una zona umida naturale protetta, riconosciuta dalla Regione Veneto per il suo valore ambientale.

L’iniziativa assume un significato ancora più profondo nelle parole del Direttore Operativo del Gruppo SAVE, Corrado Fischer, che sottolinea come il coinvolgimento dei più giovani rappresenti un investimento sul futuro. L’acqua viene descritta come una risorsa insostituibile, da preservare attraverso scelte concrete e comportamenti responsabili.

Sulla stessa linea anche il presidente del Consorzio Acque Risorgive, Federico Zanchin, che ribadisce l’importanza di una gestione condivisa della risorsa idrica, tra manutenzione, prevenzione e tutela del territorio.

L’iniziativa ha visto inoltre la partecipazione di esperti e ricercatori dell’Università Ca’ Foscari, tecnici e rappresentanti istituzionali, a conferma di un lavoro di rete che coinvolge enti, scuole e territorio.

Un approccio integrato che guarda al futuro e che si inserisce in una più ampia visione di sviluppo sostenibile, sempre più al centro anche delle politiche economiche e territoriali del Nordest, come evidenziato nel focus sul turismo sostenibile e crescita a Villorba.

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