L’Alcesti tradotta da Elena Fabbro in tournée nei teatri italiani: tappe anche in Veneto
La docente dell’Università di Udine firma il testo selezionato dall’Inda dopo Siracusa, Pompei e Ostia. In autunno quattro date in Veneto.
UDINE - La traduzione dell’Alcesti di Euripide firmata da Elena Fabbro, docente di letteratura greca dell’Università di Udine, è stata scelta dall’Istituto nazionale del dramma antico per un circuito di rappresentazioni nei teatri italiani. Dopo le messe in scena a Siracusa, Pompei e Ostia antica, la tournée proseguirà tra settembre e novembre 2026 con quattro tappe in Veneto: Verona, Vicenza, Treviso e Padova.
Il dato che riguarda più da vicino il territorio è proprio la presenza, al centro di una produzione nazionale, della traduzione realizzata da una docente del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’ateneo friulano. L’Inda ha motivato la scelta parlando di un testo capace di coniugare efficacia teatrale, intensità emotiva e forza espressiva, restituendo la complessità della scrittura di Euripide con chiarezza e immediatezza.
Studiosa del teatro attico, tragico e comico, Elena Fabbro è autrice di contributi scientifici e di altre traduzioni teatrali, tra cui quella delle Vespe di Aristofane pubblicata da Rizzoli.
Le date della tournée tra settembre e novembre
Dopo il debutto al Teatro Greco di Siracusa, la produzione è entrata nel programma di un circuito nazionale. Le rappresentazioni si sono già tenute a Pompei e al Teatro romano di Ostia antica.
La ripresa autunnale è fissata per 17 e 18 settembre 2026 al Teatro Romano di Verona e per 26 e 27 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza. Le ultime due tappe sono previste a novembre: dal 18 al 22 novembre a Treviso e dal 24 al 29 novembre a Padova.
Lo spettacolo nato a Siracusa
A Siracusa l’Alcesti è stata diretta da Filippo Dini, con musiche di Paolo Fresu. Lo spettacolo ha inaugurato la stagione e ha registrato il tutto esaurito anche nelle repliche successive.
Accanto alle rappresentazioni, il progetto prevede anche presentazioni e seminari dedicati alla tragedia euripidea, alla sua traduzione e alla rilettura sulla scena contemporanea. Un format che accompagna quindi non solo la tournée teatrale, ma anche un percorso di approfondimento rivolto al pubblico.
Il senso della tragedia di Euripide
L’Alcesti è indicata come la prima tragedia di Euripide conservata integralmente. Al centro c’è uno dei nuclei più complessi del teatro greco: il rapporto fra l’uomo e la morte, affidato al mito della donna che accetta di morire al posto del marito.
Nel sacrificio di Alcesti, già Platone riconosceva una forma eccezionale di amore, capace di superare persino l’istinto di conservazione. Nella lettura proposta da Elena Fabbro, entro un linguaggio misurato e vicino alla sensibilità contemporanea, emerge la forza dell’eros come legame che resiste alla morte e attraversa la soglia della tomba.
La tragedia, però, non si ferma all’esaltazione del sacrificio. Al dono assoluto di Alcesti si accompagna anche il suo rovescio più inquietante: il debito morale che grava su Admeto, costretto a sopravvivere sotto il peso della colpa e della responsabilità.