Aquileia riunisce dopo sette secoli i tre frammenti del Vangelo di San Marco
AQUILEIA - Dopo sette secoli i tre frammenti originali del Vangelo di San Marco tornano insieme ad Aquileia.
AQUILEIA - Dopo sette secoli i tre frammenti originali del Vangelo di San Marco tornano insieme ad Aquileia. L’occasione è la mostra “Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”, allestita a Palazzo Meizlik e aperta fino ad aprile 2027, con materiali oggi conservati a Cividale del Friuli, Venezia e Praga.
Il dato centrale dell’esposizione è proprio la ricomposizione, per la prima volta, delle tre parti del manoscritto marciano, tradizionalmente ritenuto legato alle origini aquileiesi del culto di San Marco. La mostra ricostruisce così un capitolo religioso e politico della storia d’Europa attraverso le vicende del codice e della sua trasmissione nei secoli.
A salutare l’apertura dell’esposizione nella Basilica di Aquileia è stato il governatore Massimiliano Fedriga, che ha definito l’appuntamento un evento capace di unire dimensione culturale e spirituale, richiamando il ruolo storico di Aquileia come luogo di incontro e ponte tra popoli.
Cosa racconta la mostra
L’esposizione raccoglie le tre parti originali del Vangelo marciano e sviluppa il racconto attorno a ciò che resta dell’antico codice. Il percorso approfondisce la figura dell’Evangelista Marco, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo.
Non si tratta soltanto di una reliquia celebre. I curatori mettono al centro anche il valore storico e politico del manoscritto, che nei secoli ha contribuito a costruire identità e a legittimare poteri, in un itinerario che da Aquileia passa per Venezia e arriva fino a Praga.
Tra gli elementi più rilevanti compare il Liber vitae vergato ai margini dell’Evangeliario, definito un unicum: oltre 1.500 nomi che restituiscono l’immagine di un’Europa carolingia in movimento, dai sovrani franchi ai principi slavi.
I curatori e il lavoro tra Aquileia, Venezia e Praga
La mostra è curata da Martina Dlabajová, Cristiano Tiussi e Luca Villa ed è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia. Per arrivare alla riunione dei frammenti è stato necessario un lungo lavoro di diplomazia culturale, in particolare per ottenere per la prima volta la concessione del frammento conservato a Praga.
Nel suo intervento, Fedriga ha ringraziato la Fondazione Aquileia e le autorità ceche proprio per avere reso possibile questo passaggio, sottolineando la portata internazionale dell’iniziativa.
Anche il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo ha richiamato il lavoro costruito negli anni tra istituzioni differenti per storia, lingua e giurisdizione, evidenziando come il progetto non nasca da un’intuizione isolata ma da una collaborazione prolungata nel tempo.
Gli interventi nella Basilica
La presentazione nella Basilica aquileiese si è aperta con l’intervento dell’arcivescovo di Gorizia monsignor Giampaolo Dianin, che ha legato il significato dell’esposizione al ruolo di Aquileia come sorgente della fede cristiana.
È poi intervenuto monsignor Zdenek Wasserbauer, Vescovo ausiliario di Praga e prevosto del Capitolo metropolitano di San Vito, che ha letto nella ricomposizione dei frammenti un segno di unità possibile tra nazioni diverse.
Nella Basilica gremita erano presenti anche numerosi amministratori comunali delle aree vicine. Ha preso la parola inoltre il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, che ha ricordato come la città patriarcale continui ancora oggi a mettere in comunicazione uomini, donne e civiltà.
L’esposizione resterà visitabile a Palazzo Meizlik fino ad aprile 2027 e riporta ad Aquileia, per la prima volta dopo sette secoli, tutte le parti note del Vangelo di San Marco.