Paura in parete: due climber bloccati, recupero spettacolare nel vuoto
Due climber soccorsi sul pilastro Themis ad Arco: recupero in parete concluso con successo, entrambi illesi.
ARCO. Momenti di forte tensione nel pomeriggio di oggi sulla parete di San Paolo, in Valle del Sarca, dove due climber italiani sono rimasti bloccati lungo il pilastro Themis mentre affrontavano una via multipitch. L’allarme ha fatto scattare l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, che ha portato a termine con successo un delicato recupero in parete, riportando entrambi gli arrampicatori a terra illesi.
L’episodio si è verificato nella fase finale dell’ascensione, quando i due alpinisti stavano affrontando gli ultimi passaggi dell’itinerario. A creare i maggiori problemi è stato il secondo di cordata, che durante il traverso al penultimo tiro è caduto senza però riportare traumi. Nonostante l’assenza di ferite, l’uomo non è più riuscito a proseguire in autonomia lungo la via.
Il compagno, che in quel momento si trovava regolarmente in sosta, è intervenuto immediatamente per calarlo e metterlo in sicurezza, evitando conseguenze peggiori. Una manovra decisiva in una situazione che, pur senza lesioni fisiche, si stava facendo sempre più complessa per la posizione esposta e per la difficoltà di riprendere la progressione.
Dopo aver messo al sicuro il secondo di cordata, il primo ha cercato di raggiungerlo direttamente. Nel tentativo di farlo si è calato fino alla sosta della via accanto, ma a quel punto la situazione si è ulteriormente complicata. Le corde si sono infatti intrecciate, rendendo impossibili ulteriori manovre efficaci e lasciando i due climber bloccati in parete.
È stato in quel momento che si è resa necessaria la richiesta di aiuto. La Centrale Unica delle Emergenze è stata attivata attorno alle 17:30, consentendo l’immediata mobilitazione della Stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. Un intervento rapido, in un contesto che richiedeva precisione, esperienza e perfetto coordinamento operativo.
Una volta raggiunta la zona, i soccorritori hanno scelto di intervenire dall’alto, soluzione ritenuta la più adatta per arrivare ai due arrampicatori in sicurezza. Le squadre di terra hanno quindi avviato una complessa operazione di calata, riuscendo a raggiungere i climber lungo la parete.
L’intervento ha richiesto una discesa di circa 200 metri, necessaria per riportare entrambi a valle. Dei sei operatori del Soccorso Alpino impegnati nelle manovre, due sono scesi direttamente, tre si sono posizionati in sosta per gestire i passaggi tecnici e garantire il corretto assetto della calata, mentre uno è rimasto a terra con il binocolo per seguire dall’esterno tutte le fasi dell’operazione e guidare i movimenti in verticale.
Si è trattato di un lavoro altamente tecnico, condotto con attenzione in ogni dettaglio e con l’obiettivo di evitare ulteriori criticità su una parete che, proprio per conformazione e sviluppo, impone manovre
Il recupero si è concluso positivamente intorno alle 19:30, quando le manovre di calata sono terminate e i due uomini, entrambi sulla quarantina, sono stati riportati a terra senza conseguenze fisiche. Dopo il rientro, i due climber hanno potuto allontanarsi autonomamente, confermando il buon esito dell’intervento.
L’episodio riaccende l’attenzione sull’importanza della prudenza nelle ascensioni multipitch, dove anche una caduta senza traumi può trasformarsi in una situazione critica se avviene in un punto delicato della via o se le manovre di recupero risultano compromesse. In contesti simili, il ruolo del Soccorso Alpino si conferma fondamentale per garantire una risposta tempestiva e specializzata.
La Valle del Sarca resta uno dei punti di riferimento più conosciuti per l’arrampicata, con pareti frequentate da sportivi provenienti da tutta Italia e dall’estero. Proprio per questo, episodi come quello avvenuto oggi ricordano quanto sia essenziale affrontare ogni salita con preparazione, lucidità e adeguata capacità di gestione delle emergenze.
Non è la prima volta che il territorio trentino finisce al centro della cronaca per interventi complessi legati a incidenti o situazioni di pericolo, come dimostrano anche altri recenti episodi raccontati da Nordest24, tra cui il tremendo scontro tra camion sull’A22, il caso dello scontro auto-moto con 18enne elitrasportato e il grave episodio in cui olio lasciato sul fornello prende fuoco causando ustioni. Sempre in Trentino, forte impressione aveva suscitato anche il racconto del grave incidente all’ingresso dell’autostrada con due feriti gravi.
In questo caso, fortunatamente, l’episodio si è chiuso senza feriti. Resta però il valore di un intervento rapido, preciso e ben coordinato, che ha permesso di trasformare una situazione potenzialmente molto pericolosa in un recupero concluso senza conseguenze.