Artegna, Riccardi: dal sisma 1976 un modello per riformare la sanità Fvg
Nella tavola rotonda ad Artegna il richiamo alla ricostruzione del 1976, alla classe dirigente e al fabbisogno di competenze
ARTEGNA - Ad Artegna il ricordo della ricostruzione dopo il terremoto del 1976 è tornato al centro del dibattito pubblico durante l’assemblea annuale di Federmanager Fvg, con un confronto che ha legato quella esperienza alle sfide di oggi, dalla riorganizzazione della sanità al tema delle competenze professionali. A intervenire è stato l’assessore regionale alla Salute con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, nella tavola rotonda intitolata “Dalla ricostruzione del ’76 un modello per il welfare sanitario e previdenziale nel sistema economico industriale del Friuli Venezia Giulia”.
Il punto messo in evidenza da Riccardi è che il futuro del Paese dipende dalla qualità della classe dirigente, soprattutto in una fase segnata da riforme strutturali che, secondo l’assessore, non sono più rinviabili. La scelta di Artegna come sede dell’incontro non è stata casuale: proprio qui, nel post sisma, la solidarietà dei dirigenti italiani contribuì a una risposta concreta all’emergenza abitativa.
Le case costruite con la raccolta dei dirigenti
Nel periodo successivo al terremoto, la solidarietà del mondo manageriale italiano arrivò a raccogliere 500 milioni di lire. Federmanager e Cida, la Confederazione nazionale dirigenti d’azienda, promossero una colletta che permise di costruire ad Artegna dodici abitazioni nell’immediata emergenza. La sottoscrizione proseguì anche negli anni successivi e rese possibile la realizzazione di altre sette case, per un totale di 19 abitazioni.
Il richiamo a quella stagione si inserisce anche nel calendario di iniziative che nel 2026 stanno raccontando la memoria del sisma e della ricostruzione in Friuli, tema che ritorna anche nel percorso dedicato al terremoto del 1976 e alla Protezione civile.
Il modello del post sisma e le riforme da affrontare
Nel suo intervento, Riccardi ha indicato nella gestione del post terremoto una lezione ancora attuale sulla responsabilità dei ruoli apicali e sulla capacità di assumere decisioni difficili. Ha ricordato la lungimiranza della classe politica di allora, capace – ha osservato – di contrapporsi sull’ordinario ma di trovare convergenze quando si trattava di individuare soluzioni condivise.
Secondo l’assessore, quello stesso metodo servirebbe oggi per affrontare il riassetto organizzativo della sanità, uno dei comparti che più richiedono cambiamenti per adeguare i servizi al nuovo quadro demografico e sociale. In questo passaggio Riccardi ha insistito sul fatto che la ricerca di convergenze nell’interesse generale non coincide sempre con il consenso immediato, ma resta una condizione necessaria per rispondere ai bisogni di salute.
Il tema si inserisce nel più ampio confronto regionale su organizzazione sanitaria, dati e innovazione, affrontato negli ultimi mesi anche a Villa Manin su sanità e dati.
Competenze, lavoro e migrazioni
Un altro punto toccato durante la tavola rotonda riguarda il capitale umano. Per Riccardi non può essere affrontato in modo ideologico o semplificato. Ha citato in particolare il tema delle migrazioni, che a suo giudizio viene talvolta usato in modo grossolano per raccogliere consenso invece di affrontare i problemi reali.
L’approccio indicato dall’assessore è quello dell’analisi dei dati e della valutazione del fabbisogno di competenze professionali nei diversi settori e ai diversi livelli. Anche su questo fronte il richiamo al post terremoto è servito a sottolineare un’eredità di valori e comportamenti che, secondo Riccardi, andrebbe attualizzata.
Il ruolo degli emigranti friulani nella rete di solidarietà
Nel suo intervento, l’assessore ha ricordato anche il peso avuto dalla storia dell’emigrazione friulana nella ricostruzione. Ha parlato dei friulani partiti da una terra povera, capaci di costruirsi nel mondo credibilità e rispetto, creando nel tempo una rete di relazioni che dopo il sisma rese possibile una solidarietà internazionale straordinaria.
Quella credibilità, ha osservato, nacque da persone che si comportarono con responsabilità, nel rispetto di diritti e doveri. Da qui il richiamo all’esigenza di conoscere a fondo quella stagione storica per poterla rileggere nel presente, anche attraverso l’anno di eventi del 2026 dedicato a raccontare quella vicenda complessa.
La tavola rotonda è stata moderata dal presidente di Federmanager Fvg Daniele Damele. Sono intervenuti anche Giorgio Baiutti, rappresentante dell’Associazione Consiglieri Regionali del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Degano, giornalista e consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, e Marina Pittini, presidente della Fondazione Pietro Pittini.