Asiago Dop di 10 anni vale fino a 400 euro al chilo: debutto a Made in Malga
Ad Asiago, per i 20 anni del Prodotto della Montagna, aperta una forma stagionata dal 2016. La rassegna torna dall’11 al 13 settembre 2026.
ASIAGO - Una forma di Asiago Dop Prodotto della Montagna stagionata dieci anni, valutata dagli esperti internazionali tra 350 e 400 euro al chilogrammo, è diventata uno dei simboli dell’edizione 2026 di Made in Malga. L’apertura è avvenuta ad Asiago, sull’Altopiano dei Sette Comuni, dove la rassegna dedicata alle eccellenze casearie prodotte sopra i 600 metri torna dall’11 al 13 settembre 2026, dopo il primo appuntamento andato in scena dal 4 al 6 settembre.
La quotazione colloca l’Asiago Dop Prodotto della Montagna ai vertici della produzione casearia di altissima gamma e riporta l’attenzione su una lavorazione di nicchia, legata alle lunghe stagionature e a volumi limitati. La forma aperta durante la manifestazione era stata prodotta il 21 settembre 2016, giorno di San Matteo Apostolo, patrono di Asiago, usando solo latte di pascolo alpino.
Una forma “allevata” per dieci anni
Per arrivare al grado di maturazione ritenuto ottimale, la forma è stata conservata per un decennio su tavole di abete rosso, rigirata ogni giorno a mano e seguita nella stagionatura da un esperto. Il risultato, secondo la descrizione diffusa in occasione dell’apertura, è un formaggio dal profilo sensoriale molto complesso, con note di frutta secca tostata, noci e spezie, a cui si aggiungono sentori di frutti di bosco, erbe e fiori di montagna.
Si tratta di una produzione che negli anni ha già ottenuto riconoscimenti internazionali: l’Asiago Dop Prodotto della Montagna figura tra i dieci formaggi più preziosi al mondo dal 2017 ed è stato indicato come miglior formaggio vaccino ai Luxury Cheese, rassegna dedicata ai formaggi più rari.
Vent’anni del Prodotto della Montagna
L’apertura della forma decennale arriva in un anno particolare per questa specialità: nel 2026 ricorrono infatti i vent’anni dall’introduzione dell’Asiago Dop Prodotto della Montagna nel disciplinare di produzione. Un passaggio che ha consolidato una filiera costruita su territorio, altitudine e tecniche casearie tradizionali.
Ogni anno questa tipologia nasce in poche migliaia di forme, prodotte solo nelle malghe e nei caseifici di montagna situati sopra i 600 metri nelle province di Vicenza e Trento. Il latte proviene da vacche al pascolo, alimentate con erba e fieno, senza OGM e senza insilati, e trasferisce nel formaggio le caratteristiche dei pascoli alpini, che cambiano per altitudine, esposizione e periodo di monticazione.
Un quadro che si inserisce nella crescita dell’Asiago Dop Prodotto della Montagna, segmento sempre più identificato con le produzioni di quota e con stagionature lunghe.
Dove nasce e come viene lavorato
La lavorazione conserva metodi storici ancora presenti nelle malghe, come l’uso di caldaie in rame alimentate a legna. A fare la differenza sono poi la manualità del casaro e un processo in cui il tempo è parte integrante del risultato finale. È proprio questa combinazione a rendere ogni forma diversa dall’altra, soprattutto nelle stagionature estreme come quella presentata a Made in Malga.
Nel territorio di produzione, descritto come un ambiente ricco di biodiversità con oltre 700 specie diverse, il legame tra pascolo e formaggio resta uno degli elementi distintivi della specialità. La forma aperta ad Asiago è stata presentata proprio come esempio massimo di questa filiera: una produzione limitata, nata in montagna e portata a maturazione nell’arco di dieci anni.