Assestamento Fvg 2026, quasi 85 milioni per ambiente ed energia: 34,87 alla difesa del suolo
La quota più alta va alla sicurezza idrogeologica. In commissione anche i nodi su Tagliamento, Trieste e nuovi impianti
TRIESTE - Nell’assestamento di bilancio 2026-2028 del Friuli Venezia Giulia arrivano 84,5 milioni di euro aggiuntivi per ambiente ed energia. La voce più consistente riguarda la difesa del suolo e la mitigazione del rischio idrogeologico, che assorbe 34,87 milioni, mentre il pacchetto complessivo si somma agli oltre 208 milioni già previsti dalla legge di stabilità 2026.
Le risorse sono contenute nell’articolo 4 del disegno di legge 93, dedicato alla partita Ambiente-Energia, illustrato in Aula dall’assessore Stefano Zannier per conto del collega Fabio Scoccimarro. Al termine dell’esame, le disposizioni sono state approvate a maggioranza.
Dove vanno le risorse
Il capitolo finanziario copre più fronti: sicurezza idrogeologica, ambiente, economia circolare e transizione energetica. Il dato più rilevante per il territorio, almeno sul piano delle cifre, è la scelta di concentrare la quota maggiore sulla prevenzione del dissesto, in una regione dove il tema della tenuta del suolo e della gestione delle acque resta centrale.
Accanto ai numeri, il confronto in Consiglio regionale ha messo in evidenza anche alcune questioni aperte su impianti, opere fluviali e gestione dei servizi.
I chiarimenti su San Giorgio di Nogaro e Pagnacco
Durante il dibattito, Rosaria Capozzi del M5S ha chiesto aggiornamenti sul progetto di un termovalorizzatore a San Giorgio di Nogaro. La risposta arrivata in Aula è stata netta: alla Regione non risultano istanze autorizzative.
Sullo stesso fronte, Furio Honsell di Open Sinistra Fvg ha contestato l’impostazione dei documenti finanziari, sostenendo che continuino a favorire i combustibili fossili, e ha chiesto informazioni anche su un possibile impianto a biometano a Pagnacco. Anche in questo caso, la replica è stata che non risultano richieste per alcun impianto.
Il punto sulle opere sul Tagliamento
Honsell ha poi chiesto aggiornamenti sulle opere previste per il fiume Tagliamento. Secondo quanto riferito in sede di discussione, si sta procedendo con il cronoprogramma per gli interventi di laminazione previsti dal Documento di fattibilità delle alternative progettuali, il Docfap.
La procedura di gara, è stato spiegato, è attualmente in corso e l’aggiudicazione è prevista nei mesi autunnali del 2026. Un passaggio operativo che interessa da vicino i territori coinvolti dagli interventi di messa in sicurezza idraulica.
Servizio idrico di Trieste
Tra i temi emersi anche la gestione del servizio idrico nel capoluogo giuliano, sollevata da Serena Pellegrino di Avs. La consigliera ha chiesto chiarimenti sull’ipotesi di una gara in sostituzione del Piano d’ambito da parte dell’Autorità unica per i servizi idrici e i rifiuti.
Sulla questione del servizio idrico della città di Trieste, la Direzione Ambiente ha riferito che è in fase di redazione un documento puntuale con Ausir, nel quale saranno sviluppati tutti gli aspetti legati al Piano d’Ambito. Un tema già al centro del dibattito istituzionale sul futuro della gestione dell’acqua nel capoluogo.
Nei mesi scorsi il confronto era emerso anche sul fronte del Piano d’Ambito Ausir, richiamato ora nuovamente durante l’esame dell’assestamento.