ATER Gorizia, premiati i progetti degli studenti per i cortili di Straccis e Monfalcone
Consegnati il 3 giugno i premi del concorso legato al centenario ATER: in gara proposte per i comprensori di Gorizia e Monfalcone
GORIZIA - Cortili condominiali da trasformare in spazi di incontro, percorsi più sicuri, aree comuni ripensate per la vita quotidiana dei quartieri. È questo il risultato del concorso di idee promosso da ATER Gorizia per il suo centenario, con la premiazione dei progetti vincitori avvenuta il 3 giugno 2026 nella sala del Consiglio dell’Azienda.
Al centro dell’iniziativa c’erano due contesti residenziali gestiti da ATER: il comprensorio di viale Colombo nel quartiere di Straccis a Gorizia e quello di via Volta a Monfalcone, nel rione Aris San Polo-Anconetta. Agli studenti del Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Architettura dell’Università di Trieste, con sede a Gorizia, è stato chiesto di elaborare soluzioni capaci di riordinare e valorizzare le aree comuni, migliorare la qualità degli spazi aperti, creare occasioni di socialità tra gli abitanti e rafforzare il legame tra i complessi residenziali e il tessuto urbano circostante.
I progetti premiati a Gorizia
Per il comprensorio di Gorizia il primo premio, del valore di 3.000 euro, è andato a “Casa sotto casa”, firmato da Mattia D’Angelo, Tommaso Boico, Giacomo Pettoello e Marco Conti. Il progetto è stato scelto per la capacità di riorganizzare gli spazi aperti del quartiere, spostando i parcheggi ai margini e rafforzando i percorsi pedonali interni e protetti. Tra gli elementi valutati positivamente anche l’idea di oltrepassare il perimetro stretto dell’intervento, creando un collegamento con l’area a ovest di viale Colombo attraverso il ridisegno dell’attraversamento stradale e la riattrezzatura del giardino esistente.
Il secondo premio, pari a 1.000 euro, è stato assegnato a “La via nuova per un quartiere comune”, progetto di Viviani Ulisse Michele. Il terzo premio, da 500 euro, è andato invece a “Il quartiere verde: un nuovo paesaggio”, del gruppo composto da Gioele Holjar e Lucrezia Fonda.
I vincitori per Monfalcone
Per il comprensorio di via Volta a Monfalcone il primo premio è stato assegnato a “Demoghe una sVolta”, presentato da Francesca Cirocco, Adairis Peregrina Zennaro e Lorenzo Luša. La commissione ha evidenziato la solidità della lettura del contesto, la capacità di rispondere alle esigenze degli abitanti, la riorganizzazione dei percorsi, degli spazi comuni e delle micro-attrezzature, con particolare attenzione alla modularità degli arredi e alla loro possibile realizzazione.
Sempre per Monfalcone sono stati attribuiti due terzi premi ex aequo: a “Un parco per tutti”, del gruppo formato da Lucrezia Fonda e Gioele Holjar, e a “Punti di incontro”, progetto di Viviani Ulisse Michele. Entrambe le proposte sono state ritenute coerenti con le richieste del bando e attente agli spazi di relazione e alla quotidianità del quartiere.
Un concorso nato per il centenario ATER
Il concorso, intitolato “Riprogettare le aree comuni condominiali per restituire alla collettività luoghi privilegiati d’incontro, condivisione e socialità”, rientra nelle celebrazioni del centenario dell’Azienda, 1925-2025. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia, con il Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UniTs e con il patrocinio dei Comuni di Gorizia e Monfalcone.
Alla premiazione hanno partecipato rappresentanti di ATER Gorizia, del Consorzio Universitario, dell’Università degli Studi di Trieste, della Regione Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Gorizia e Monfalcone, oltre ai gruppi premiati, ai docenti, agli accompagnatori e ai referenti istituzionali coinvolti nel percorso. Durante la mattinata sono stati presentati alla stampa i progetti selezionati e consegnati simbolicamente i premi.
Ogni proposta è stata sviluppata con più tavole illustrate e una relazione di accompagnamento, per raccontare il percorso progettuale, le scelte adottate e le possibili modalità di realizzazione.
Come sono stati valutati i lavori
La commissione giudicatrice era presieduta dal presidente di ATER Gorizia Daniele Sergon ed era composta da Sergio Orzan, presidente del Consorzio per lo Sviluppo del Polo Universitario di Gorizia, dalla professoressa Giuseppina Scavuzzo, coordinatrice del Corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Architettura dell’Università di Trieste, dalla professoressa Elena Marchigiani, docente di Urbanistica e responsabile dell’Accordo Quadro siglato nel 2025 tra ATER Gorizia e il Dipartimento di Ingegneria e Architettura di UniTs, e dall’architetto Matteo Casta, responsabile dell’Ufficio manutenzione di ATER Gorizia.
Nella valutazione sono stati considerati l’aderenza ai temi del bando, la capacità di interpretare i bisogni sociali emersi nei quartieri, la forza dell’idea progettuale, la qualità della riflessione sulla rigenerazione urbana e soprattutto la fattibilità tecnica, con la possibilità di procedere per fasi attraverso interventi concreti, incrementali e replicabili.
Secondo la professoressa Elena Marchigiani, il bando è stato costruito per spingere gli studenti a confrontarsi con esigenze reali, con chi abita questi contesti e con chi li amministra. Le soluzioni emerse, ha osservato, hanno mostrato la solidità di un percorso formativo che unisce capacità di innovazione, attenzione alla socialità e alla sostenibilità, chiarezza nella comunicazione delle idee e attenzione a criteri di fattibilità e manutenzione.
Il legame tra università e territorio
Per Sergio Orzan, presidente del Consorzio universitario, l’iniziativa rappresenta bene il rapporto che si vuole costruire tra il polo accademico goriziano e il territorio: quando gli studenti si misurano con problemi concreti e il loro lavoro arriva al tavolo di chi governa gli spazi pubblici, l’università diventa una risorsa viva per la comunità. Un’impostazione che richiama anche il confronto aperto in città sui temi dell’abitare inclusivo.
Anche la professoressa Giuseppina Scavuzzo ha definito il concorso un’esperienza progettuale significativa per gli studenti, chiamati a lavorare su spazi abitati e complessi, attraversati da esigenze quotidiane e relazioni sociali. Il confronto con ATER, con i quartieri e con gli enti coinvolti, ha aggiunto, ha permesso loro di misurarsi con il significato più concreto dell’architettura: migliorare la qualità dell’abitare tenendo insieme visione e senso della comunità.
Le possibili ricadute nei quartieri
I progetti premiati non restano soltanto un esercizio accademico. Il percorso aperto dal concorso, infatti, potrà diventare una base per ulteriori approfondimenti progettuali. Per Straccis, la presenza di aree e soggetti privati rende necessario un lavoro di condivisione e di ricerca dei finanziamenti, passaggio che potrebbe aprire nuove possibilità di intervento e una rigenerazione più ampia del quartiere.
A Monfalcone, invece, il lavoro sui contesti residenziali si inserisce in una collaborazione già avviata da ATER con l’Azienda sanitaria e con il privato sociale. Nell’area sono attive da anni progettualità sviluppate anche con la Cooperativa La Collina e con i servizi del territorio, un patrimonio di relazioni che secondo ATER potrà dare continuità alle riflessioni emerse dal concorso.
Per il presidente Daniele Sergon, il merito dell’iniziativa è quello di aver riportato l’attenzione su spazi spesso percepiti come residuali ma che incidono in modo profondo sulla qualità dell’abitare. I progetti premiati, ha spiegato, tengono insieme visione e concretezza e offrono proposte che possono essere lette, valutate, discusse e in alcuni casi realizzate per passaggi successivi. Nel corso della mattinata, oltre alla consegna dei premi ai gruppi vincitori, sono stati presentati alla stampa tutti i progetti selezionati.