Gorizia, confronto sull’abitare inclusivo tra università, cooperative e famiglie
All’Oratorio di via Campagnuzza il secondo appuntamento tra Consorzio Il Mosaico e Università di Trieste
GORIZIA - Cooperative sociali, università, famiglie, servizi del territorio e persone con disabilità si sono ritrovati questa mattina all’Oratorio parrocchiale di via Campagnuzza per la giornata di studi “Ambienti che sostengono la qualità della vita”, dedicata al tema dell’abitare inclusivo. Per quattro ore il confronto si è concentrato su una domanda concreta: in che modo un appartamento, un corridoio o un giardino condominiale possano diventare un aiuto, e non un ostacolo, per chi vive situazioni di fragilità.
L’incontro si è svolto il 29 maggio 2026 ed è stato il secondo appuntamento promosso sullo stesso tema dal Consorzio Il Mosaico e dall’Università degli Studi di Trieste, dopo quello del 25 maggio ospitato nell’Aula Magna di via Alviano.
L’iniziativa è stata organizzata dal Corso di Laurea in Architettura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Trieste e dal Consorzio di Cooperative Sociali Il Mosaico, con il patrocinio del Comune di Gorizia. Al centro della mattinata c’è stato il rapporto tra progettazione degli spazi e qualità della vita, con attenzione particolare ai bisogni delle persone fragili.
I saluti e la prima sessione
Ad aprire i lavori è stata la professoressa Giuseppina Scavuzzo, coordinatrice del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura e degli Interni, che ha introdotto le esperienze progettuali dedicate al tema dell’abitare e degli interni. Sono poi intervenuti l’assessore comunale al welfare Silvana Romano e Mauro Perissini, presidente della cooperativa sociale La Cisile, socio e già presidente del Consorzio Il Mosaico.
La prima sessione, dedicata alle progettualità terapeutiche, ha visto Giuseppina Scavuzzo e Martina Di Prisco presentare i progetti Senshome e Besenshome, esperienze di interior design orientate al benessere abitativo sviluppate attraverso mock-up e co-design. A seguire Nicla Indrigo ha illustrato il tema degli ambienti protesici e delle tecnologie abilitanti per la qualità della vita.
I progetti degli studenti
Uno dei momenti centrali della mattinata ha riguardato il lavoro degli studenti del Laboratorio di Progettazione dell’Architettura e degli Interni, coordinato da Giuseppina Scavuzzo con la collaborazione di Paola Limoncin e Alex Ferletti. Gli studenti hanno presentato i loro elaborati per un condominio solidale a Gorizia, con soluzioni per spazi aperti e alloggi pensate in chiave comunitaria e sviluppate dopo mesi di lavoro sul campo. Il confronto si inserisce in un filone che in regione si misura anche con esperienze di abitare inclusivo come quelle raccontate a Majano nella Fondazione Pontello.
Co-progettazione partecipata e confronto con il territorio
Nella seconda parte della giornata, Paola Limoncin ha introdotto le attività di co-progettazione partecipata a partire dall’esempio del Giardino terapeutico di Trieste. Il momento centrale, intitolato “Casa mia, casa mia…”, è stato condotto da Scavuzzo, Limoncin e dagli organizzatori del Consorzio Il Mosaico con la partecipazione del Comune di Gorizia, degli Ambiti Territoriali isontini, dell’ATER, di familiari, fruitori, operatori e realtà del Terzo Settore.
L’elemento caratterizzante dell’incontro è stato il coinvolgimento diretto delle persone interessate, non solo degli specialisti. La parola è passata infatti a familiari, utenti e operatori, dentro una discussione costruita attorno alle esperienze concrete dell’abitare.
Il rapporto tra Comune e Consorzio Il Mosaico
Nel corso della giornata è emerso anche il lavoro già avviato sul territorio: il Comune di Gorizia ha infatti attive diverse co-progettazioni con il Consorzio Il Mosaico sul tema dell’abitare inclusivo, in particolare rivolte a persone fragili e anziane.
A riassumere il senso dell’iniziativa è stato Mauro Perissini, presidente della cooperativa sociale La Cisile, socio e già presidente del Consorzio Il Mosaico: “Quando si uniscono saperi e competenze diversi – ma aperti alla collaborazione concreta – e un forte radicamento comunitario che aiuta a conoscere bisogni e valorizzare risorse, allora si possono realizzare percorsi importanti di benessere e reale progresso inclusivo delle persone”.
Le prossime fasi
La giornata di studi si inserisce in un percorso più ampio di ricerca applicata che mette in dialogo università, servizi sociali e comunità locale per costruire modelli abitativi capaci di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie. I risultati del lavoro presentato a Gorizia saranno alla base delle prossime fasi progettuali del Consorzio Il Mosaico.