Mesotelioma pleurico, al Cro di Aviano parte uno studio sui pazienti e sugli ex esposti

Coinvolti Cro, Università di Ferrara, rete oncologica regionale, Anmil Fvg e Fincantieri per diagnosi precoce e nuovi biomarcatori

27 maggio 2026 19:15
Mesotelioma pleurico, al Cro di Aviano parte uno studio sui pazienti e sugli ex esposti -
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AVIANO - Un finanziamento regionale da un milione di euro sosterrà in Friuli Venezia Giulia uno studio clinico dedicato ai pazienti affetti da mesotelioma pleurico e ai lavoratori in passato esposti all’amianto. Il progetto, presentato al Campus del Cro di Aviano, è promosso dalla Regione e dall’Irccs Cro e punta a rafforzare la diagnosi precoce, la ricerca clinica e le prospettive terapeutiche su una patologia che, è stato ricordato durante l’incontro, non ha ancora una cura ed è particolarmente presente anche sul territorio regionale.

A illustrare l’iniziativa è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha parlato di un percorso nato da una precisa scelta della Regione, a partire dal presidente Massimiliano Fedriga, e collegato agli investimenti compiuti negli ultimi anni anche nell’ambito dell’oncologia. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire nuove opportunità di cura intervenendo sia sul fronte della ricerca sia su quello dell’individuazione tempestiva della malattia.

Il progetto presentato al Cro di Aviano

Lo studio clinico sui pazienti affetti da mesotelioma pleurico e sui lavoratori ex esposti all’amianto in Friuli Venezia Giulia sarà coordinato dal Cro di Aviano, in collaborazione con l’Università degli studi di Ferrara e con i gruppi di ricerca guidati dal professor Paolo Pinton e dal professor Mauro Tognon. Il lavoro si propone di migliorare la gestione clinica dei malati e di consolidare l’attività di sorveglianza sanitaria sui lavoratori che in passato sono stati esposti all’amianto.

Nel corso della presentazione sono intervenuti il direttore generale del Cro Aviano Giuseppe Tonutti, il direttore scientifico Gustavo Baldassarre, Alessandra Bearz, responsabile Tumori polmone e pleura del Cro di Aviano, Fernando Della Ricca di Anmil Trieste e il professore ordinario di Patologia generale dell’Università di Ferrara Paolo Pinton.

La rete regionale e gli obiettivi dello studio

Il progetto coinvolge l’intera rete oncologica regionale, con le strutture di Udine, Gorizia e Trieste, in modo da consentire ai pazienti di aderire al protocollo di ricerca senza doversi spostare dal territorio di residenza. Tra i traguardi indicati ci sono anche la creazione di una biobanca regionale dedicata e l’ampliamento del campione di popolazione a rischio, passaggi ritenuti necessari per validare scientificamente biomarcatori innovativi utili alla diagnosi precoce della malattia.

Nel quadro più ampio della sanità regionale, il progetto si inserisce in un sistema che negli ultimi mesi ha visto anche l’avvio di nuovi strumenti di accesso ai servizi, come il numero unico 116117 già attivo in Friuli Venezia Giulia.

Il ruolo di associazioni e impresa

Riccardi ha sottolineato soprattutto il metodo adottato nello sviluppo dello studio, definendolo non comune perché mette insieme ricercatori, strutture scientifiche, sistema sanitario regionale, associazioni come Anmil Fvg e una grande realtà industriale come Fincantieri. Secondo l’assessore, questa impostazione mostra la volontà di costruire un lavoro multidisciplinare e aperto, capace di far convivere competenze scientifiche, sociali e istituzionali.

L’assessore ha collegato l’avvio del progetto anche a una scelta definita strutturale, maturata negli anni attraverso investimenti, il nuovo Piano oncologico regionale e le politiche di stabilizzazione dei ricercatori. Durante la presentazione, ha riferito, dal mondo scientifico nazionale è arrivata la conferma che senza queste decisioni molte competenze avrebbero potuto trasferirsi altrove e iniziative di questo tipo non si sarebbero sviluppate in regione.

Riccardi ha quindi ringraziato i soggetti coinvolti, parlando della conclusione di una prima fase che ora apre alla ricerca clinica applicata. Ha infine ribadito l’intenzione del Friuli Venezia Giulia di proporsi come modello nella gestione integrata del rischio amianto e nella ricerca sul mesotelioma, con un approccio multidisciplinare centrato su prevenzione, diagnosi precoce e nuove possibilità terapeutiche.

Tra gli elementi concreti già fissati dal progetto ci sono il coordinamento affidato al Cro di Aviano, la collaborazione con l’Università degli studi di Ferrara, il coinvolgimento delle strutture oncologiche di Udine, Gorizia e Trieste e il finanziamento regionale di un milione di euro.

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