Edilizia scolastica in Friuli Venezia Giulia, bando da 20 milioni per i Comuni
L’avviso è rivolto ai Comuni del Friuli Venezia Giulia per interventi su infanzia, primarie e medie. Domande su Ares 2.0
UDINE - La Regione Friuli Venezia Giulia apre un nuovo bando da 20 milioni di euro per interventi di edilizia scolastica destinati ai Comuni, con domande al via dalle ore 9 del 9 luglio 2026 e scadenza fissata alle ore 16 del 3 settembre. L’avviso riguarda le scuole pubbliche dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado, e punta a finanziare opere legate a sicurezza, qualità degli edifici e adeguamento dei servizi ai cambiamenti demografici del territorio.
La misura, presentata a Udine nella sede della Regione dagli assessori Cristina Amirante e Alessia Rosolen, mette al centro criteri precisi: sicurezza sismica, efficientamento energetico, adeguamento antincendio, messa a norma degli impianti, superamento delle barriere architettoniche e coerenza con l’evoluzione della popolazione scolastica.
Le candidature dovranno essere inviate attraverso il portale dell’Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica Ares 2.0.
Chi può partecipare e quali scuole sono coinvolte
Il bando è rivolto ai Comuni del Friuli Venezia Giulia competenti in materia di edilizia scolastica. Gli interventi finanziabili riguardano gli edifici delle scuole pubbliche dell’infanzia, delle elementari e delle medie.
Secondo l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, la nuova programmazione recepisce anche l’esperienza maturata con il Pnrr e punta a collegare il singolo cantiere a una visione più ampia, che tenga conto della distribuzione della popolazione scolastica, della sostenibilità delle strutture e dell’uso coerente delle risorse pubbliche.
Gli interventi ammessi al finanziamento
Tra le opere che potranno ottenere contributi rientrano la sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, la mitigazione del rischio sismico, l’efficientamento energetico, l’ampliamento di edifici esistenti collegato alla dismissione di altri plessi e le nuove costruzioni in aree di rigenerazione urbana.
Sono comprese anche la realizzazione di mense e palestre, l’adeguamento antincendio, la messa a norma degli impianti, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la rimozione dell’amianto, il depaving e la rifunzionalizzazione degli spazi da destinare alla didattica.
La Regione ha inserito inoltre un riferimento esplicito alla rigenerazione urbana, con l’obiettivo di legare gli investimenti sulle scuole anche alla riqualificazione dei luoghi in cui sorgono gli edifici.
Importi previsti e criteri della programmazione
L’avviso ha una dotazione complessiva di 20 milioni di euro sul triennio 2026-2028. Il contributo massimo concedibile arriva fino a 8 milioni di euro per gli interventi di demolizione con ricostruzione e per le nuove costruzioni in aree di rigenerazione urbana.
Per nuove mense e palestre il tetto è fissato a 1,6 milioni di euro, mentre per adeguamento antincendio e messa a norma il contributo massimo è di 500mila euro. Per tutte le altre tipologie di intervento previste dal bando il limite arriva a 3 milioni di euro.
Amirante ha spiegato che sono stati definiti parametri e limiti per dimensionare gli interventi in modo coerente rispetto ai fabbisogni effettivi dei territori.
Il nodo demografico e la rete dei servizi scolastici
Nel corso della presentazione, l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen ha richiamato il tema della programmazione condivisa tra Comuni e istituti comprensivi.
Rosolen ha sottolineato la necessità di una prospettiva sovracomunale nell’organizzazione dei servizi scolastici, in una fase in cui il calo demografico impone scelte coordinate tra offerta formativa, strutture disponibili e servizi garantiti sul territorio.
Secondo l’assessore, il bando lega l’intervento edilizio non solo alle condizioni dell’immobile, ma anche alla coerenza con il dimensionamento scolastico, con i dati demografici, con i servizi presenti e con l’organizzazione complessiva dell’istituto comprensivo.