BEI, 80 milioni per il Marco Polo di Venezia: energia, ricariche e mezzi elettrici
Accordo firmato il 6 luglio 2026: fondi per elettrificazione, cybersecurity, rifiuti e gestione delle acque.
VENEZIA - 80 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti per il Marco Polo: il finanziamento servirà a sostenere una serie di interventi su efficienza energetica, sostenibilità ambientale, digitalizzazione e resilienza operativa dello scalo veneziano, senza prevedere l’espansione della capacità aeroportuale. L’accordo è stato firmato a Roma il 6 luglio 2026 tra Jean-Christophe Laloux, direttore generale e responsabile delle operazioni di finanziamento e consulenza della BEI nell’Unione europea, e Giovanni Curtolo, chief financial officer di Milione S.p.A. e SAVE S.p.A.
Le risorse sono destinate a Milione S.p.A., controllante di SAVE, la società che gestisce l’aeroporto Marco Polo di Venezia, inserito nel polo aeroportuale del Nordest. Il piano finanzia un programma di investimenti centrato sull’elettrificazione delle operazioni aeroportuali, sul rafforzamento dei sistemi digitali e su misure per aumentare la capacità di risposta dello scalo anche davanti a eventi climatici estremi.
Dove andranno i fondi
Nel dettaglio, il finanziamento sostiene lo sviluppo di infrastrutture a basse emissioni, l’acquisto di veicoli elettrici e il potenziamento degli impianti destinati alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. È previsto anche un intervento sui sistemi informatici, compresa la sicurezza cyber.
Tra le opere indicate ci sono l’installazione di circa 500 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e l’acquisto di più di 20 mezzi elettrici a zero emissioni. Il progetto comprende inoltre il miglioramento della gestione dei rifiuti e del trattamento delle acque di dilavamento, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dello scalo lagunare.
Un altro asse del programma riguarda la resilienza operativa: secondo quanto comunicato, gli interventi dovranno aumentare la capacità dell’aeroporto di reagire a condizioni meteo estreme e ad altre criticità operative, in un contesto che punta al traguardo delle zero emissioni entro il 2030.
L’impatto su lavoro e territorio
L’operazione, oltre agli effetti sulle infrastrutture, dovrebbe avere anche ricadute occupazionali locali. Durante la fase di realizzazione dei lavori sono previsti circa 1.000 posti di lavoro temporanei.
Per il territorio veneziano e per l’intero sistema del Nordest il finanziamento si inserisce in una fase di investimenti su transizione energetica e innovazione tecnologica. In Friuli, per esempio, anche il progetto europeo Friul Pallet Refinee si muove sul terreno dell’efficienza energetica applicata ai processi produttivi.
Con 11,8 milioni di passeggeri registrati nel 2025, il Marco Polo è il terzo aeroporto intercontinentale d’Italia ed è il principale scalo del polo aeroportuale del Nord-Est gestito dal Gruppo SAVE, che comprende anche Venezia, Treviso, Verona e Brescia, oltre alla partecipazione nella gestione dell’aeroporto belga di Charleroi.
Il riconoscimento europeo e il piano SAVE
Il finanziamento arriva poche settimane dopo il premio assegnato a giugno al Marco Polo di Venezia da ACI Europe come miglior aeroporto d’Europa nella categoria tra 10 e 25 milioni di passeggeri. Un riconoscimento che Nordest24 ha raccontato anche nell’articolo dedicato al Best Airport Award 2026.
Jean-Christophe Laloux ha spiegato che gli aeroporti sono chiamati ad accelerare gli investimenti per ridurre la propria impronta ambientale e rendere più solide le infrastrutture, aggiungendo che l’operazione sostiene un percorso che mette insieme efficienza energetica, decarbonizzazione e innovazione.
Dal lato SAVE, Giovanni Curtolo ha richiamato il percorso già avviato dal gruppo sul fronte della sostenibilità, evidenziando il peso delle tematiche ambientali in un contesto particolarmente delicato come quello lagunare e il ruolo degli investimenti su energia, infrastrutture e tecnologie per accompagnare lo sviluppo dello scalo.
I numeri della BEI in Italia
La Banca europea per gli investimenti è l’istituzione finanziaria dell’Unione europea, partecipata dagli Stati membri, e nel 2025 ha firmato in Italia 105 nuovi accordi di finanziamento per un valore complessivo di 12,3 miliardi di euro. A livello europeo, nello stesso anno il Gruppo BEI ha sottoscritto quasi 89 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a sostegno di progetti su clima e ambiente, digitalizzazione, sicurezza, coesione, agricoltura, infrastrutture sociali e innovazione.
Il Fondo europeo per gli investimenti, controllata del Gruppo BEI, opera invece soprattutto su garanzie ed equity per favorire l’accesso al credito di piccole e medie imprese e start-up. Nel caso del Marco Polo, il finanziamento si concentra su infrastrutture e servizi ambientali, con una precisazione netta: gli investimenti non riguardano l’aumento della capacità aeroportuale.