Bellunese, 76 posti di lavoro a rischio: l’appello della Fiom alle imprese
Coinvolte Hydro, TBMetal e Allmatic. Il sindacato chiede percorsi concreti di ricollocazione e responsabilità sociale.
Crisi industriale nel Bellunese: 76 posti di lavoro a rischio in poche settimane. Le professionalità del territorio non possono andare disperse, le imprese devono assumersi la loro responsabilità sociale.
Le aziende coinvolte nella crisi
34 lavoratrici e lavoratori della Hydro di Feltre usciranno dall'azienda al termine della cassa integrazione per cessazione di attività, previsto per il 31 dicembre, nell'ambito della procedura di licenziamento collettivo su base volontaria. A questi si aggiungono i 17 lavoratori della TBMetal, azienda monocommittente proprio di Hydro, trasferita in provincia di Bergamo a seguito della decisione della multinazionale norvegese di chiudere lo stabilimento di Feltre. Ora si aggiunge anche la situazione di Allmatic, azienda di Borgo Valbelluna, operante nel settore della home automation, che ha avviato ieri la procedura per richiedere l'attivazione della cassa integrazione per cessazione di attività e che si avvia verso la liquidazione giudiziale. Una vicenda particolarmente grave, considerando che l'azienda era stata acquisita appena due anni fa dalla trevigiana Keyline, accompagnando l'operazione con annunci di crescita, sviluppo ed espansione.
A distanza di soli due anni, invece, ci troviamo di fronte a una prospettiva di liquidazione, con conseguenze drammatiche per i 23 dipendenti, alcuni dei quali lavorano in azienda da decenni.
L'allarme per il lavoro nel Bellunese
Sono complessivamente 76 posti di lavoro persi o destinati a essere cancellati in un arco temporale molto breve, in una provincia piccola come quella di Belluno. Un dato che non può essere considerato una semplice sommatoria di crisi aziendali, ma che rappresenta un campanello d'allarme sulla condizione del sistema industriale e occupazionale del nostro territorio. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie, competenze e professionalità che rischiano di essere disperse. Lavoratrici e lavoratori che hanno contribuito per anni alla crescita delle proprie aziende e che oggi si trovano ad affrontare una condizione di forte incertezza economica e occupazionale, vivendo con un sostegno al reddito che, per molti, si aggira poco sopra i mille euro mensili, mentre il costo della vita continua a pesare sempre più sui bilanci familiari.
Attraverso gli accordi e gli strumenti di politica attiva della Regione Veneto, queste persone potranno accedere a percorsi di riqualificazione e accompagnamento alla ricollocazione. Si tratta di strumenti importanti, ma che da soli non possono essere sufficienti. È necessario che anche le imprese del territorio facciano la propria parte.
L'appello della Fiom alle imprese
“Da tempo molte aziende bellunesi, in particolare nel settore metalmeccanico, ma non solo, denunciano difficoltà nel reperire personale qualificato e lamentano la carenza di competenze professionali. Oggi hanno davanti a sé un'occasione concreta per dare risposta a questa esigenza, mettendo in relazione la domanda di lavoro delle imprese con le professionalità che rischiano di rimanere senza occupazione.” Spiegano dalla segreteria della Fiom di Belluno, continuando: “Le lavoratrici e i lavoratori di Hydro, TBMetal e Allmatic rappresentano un patrimonio di conoscenze, esperienza e capacità professionali che il territorio non può permettersi di perdere. Non parliamo di persone da formare da zero, ma di lavoratori che hanno maturato competenze tecniche e produttive attraverso anni di esperienza, e che possono rappresentare una risorsa importante per molte realtà industriali. Per questo, come Fiom di Belluno, rivolgiamo un appello alle imprese del Bellunese, alle associazioni datoriali e alle istituzioni: si attivino percorsi concreti di incontro tra queste lavoratrici e questi lavoratori e le aziende che hanno necessità di personale, trasformando le politiche attive in reali opportunità di occupazione. La responsabilità sociale d'impresa non può essere soltanto uno slogan da utilizzare nelle occasioni pubbliche o nelle campagne di comunicazione. Deve tradursi in scelte concrete, soprattutto quando il territorio attraversa momenti di difficoltà. La crisi di queste aziende non può diventare una perdita definitiva per il tessuto economico e sociale bellunese. Come Fiom Belluno riteniamo che, accanto alla tutela del reddito e dei diritti delle persone coinvolte, sia indispensabile costruire una risposta collettiva che metta al centro il lavoro, la dignità delle persone e la valorizzazione delle competenze. Chiediamo alle imprese di dimostrare che esistono valori e principi che devono precedere il profitto e la rendita. Perché la competitività di un territorio non si misura soltanto attraverso i bilanci delle aziende, ma anche attraverso la capacità di salvaguardare il lavoro, valorizzare le persone e non lasciare indietro nessuno. Le professionalità che oggi rischiamo di perdere sono una risorsa per il futuro industriale della provincia di Belluno. Facciamo in modo che non vadano disperse.”
2 novembre 2026 - FIOM CGIL BELLUNO