Beni confiscati, l’Osservatorio antimafia del Friuli Venezia Giulia chiede il riuso sociale
L’incontro del 12 ottobre a Trieste ha rimesso al centro la destinazione sociale degli immobili sottratti alla criminalità.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia i beni confiscati alla criminalità sono pochi rispetto ad altre aree del Paese, ma proprio per questo, secondo l’Osservatorio regionale antimafia, non devono restare senza una destinazione. Il tema è stato al centro dell’incontro del 12 ottobre 2026 tra l’Osservatorio regionale antimafia e la consigliera regionale Serena Pellegrino.
A riferirlo è Barbara Clama, presidente dell’Osservatorio, che ha richiamato la necessità di puntare sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, affidandoli a soggetti pubblici, enti locali o realtà del Terzo settore in grado di valorizzarne la funzione.
Il nodo del riutilizzo sociale
Per l’Osservatorio, la restituzione di un bene confiscato alla cittadinanza non riguarda soltanto il recupero materiale di un immobile o di un patrimonio. Il punto, sottolinea Clama, è anche il valore civile e simbolico dell’operazione: riaffermare la presenza dello Stato e delle istituzioni nei territori e trasformare ciò che era stato sottratto alla collettività in un bene comune.
Secondo la presidente dell’Osservatorio, questi beni possono diventare spazi capaci di generare opportunità, partecipazione e fiducia, con una ricaduta concreta sul territorio.
L’attenzione in Friuli Venezia Giulia
Clama osserva che in Friuli Venezia Giulia il numero dei beni confiscati è contenuto se confrontato con altre realtà italiane. Un dato che, nella lettura dell’Osservatorio, non deve però tradursi in un abbassamento dell’attenzione istituzionale.
Al contrario, proprio perché si tratta di un patrimonio limitato, ogni singolo bene dovrebbe trovare una destinazione efficace e concreta. L’indicazione emersa è quella di favorire l’affidamento a soggetti istituzionali, amministrazioni locali o enti del Terzo settore capaci di utilizzare quegli spazi per finalità sociali.
La richiesta dell’Osservatorio
Il messaggio rilanciato dalla presidente dell’Ora è netto: nessun bene confiscato dovrebbe restare inutilizzato. Per l’Osservatorio, ciascun immobile o patrimonio sottratto alla criminalità rappresenta un’occasione per rafforzare la presenza della legalità anche sul territorio regionale e per rendere visibile il risultato dell’azione pubblica contro la criminalità.
L’incontro con Serena Pellegrino si è concentrato proprio su questo punto: evitare che i beni già sottratti restino fermi e individuare percorsi che ne consentano una funzione sociale concreta attraverso il coinvolgimento di enti pubblici, amministrazioni locali e Terzo settore.