Foto ai bambini tra gli ombrelloni a Bibione, il bagnino si insospettisce: arrestato
A Bibione un 55enne è stato fermato dopo essere stato sorpreso a fotografare minori in spiaggia. Sequestrati smartphone e supporti informatici.
BIBIONE. Un comportamento sospetto tra gli ombrelloni, l’intervento di un addetto al salvataggio e un tentativo di fuga lungo l’arenile hanno dato il via a un’indagine che ha portato all’arresto di un 55enne residente a Milano. L’uomo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato sorpreso mentre utilizzava lo smartphone per fotografare e riprendere minori in costume da bagno sulla spiaggia di Bibione. Dopo il fermo, gli accertamenti si sono estesi ai dispositivi elettronici in suo possesso e alla sua abitazione, dove sarebbero stati sequestrati numerosi supporti informatici contenenti materiale oggetto di indagine.
Il sospetto nasce sulla spiaggia
L’episodio risale al primo pomeriggio di lunedì.
A notare per primo il 55enne è stato un addetto al salvataggio di Bibione Spiaggia, insospettito dal modo in cui l’uomo si muoveva tra lettini e battigia utilizzando il telefono.
Secondo la ricostruzione, il dispositivo sarebbe stato orientato verso bambini e adolescenti, tra cui ragazze di 13 e 14 anni, ripresi senza che ne fossero consapevoli.
L’attenzione dell’operatore si sarebbe concentrata in particolare sulla tipologia delle immagini realizzate e sulle modalità con cui il 55enne utilizzava lo smartphone.
Il tentativo di allontanarsi
Quando il bagnino si è avvicinato per chiedere spiegazioni, l’uomo avrebbe cercato di allontanarsi rapidamente dalla zona.
L’addetto al salvataggio lo ha seguito e, con l’aiuto di un bagnante presente sulla spiaggia, è riuscito a bloccarlo.
In quei momenti una pattuglia della Polizia locale del Distretto Veneto Est si trovava già nei pressi dell’arenile per i consueti controlli.
Gli agenti sono quindi intervenuti e hanno accompagnato il 55enne al comando per gli accertamenti.
Le verifiche sullo smartphone
La prima attività investigativa si è concentrata sul telefono dell’uomo.
Nel dispositivo, secondo quanto riportato, sarebbero state individuate numerose fotografie scattate poco prima sulla spiaggia di Bibione, comprese immagini di minori in costume.
Lo smartphone è stato immediatamente sequestrato.
Da quel primo riscontro sono partiti ulteriori approfondimenti, che hanno portato gli investigatori a verificare anche altri dispositivi riconducibili al 55enne.
La perquisizione a Milano
Gli accertamenti sono proseguiti con una perquisizione nell’abitazione dell’uomo a Milano.
All’interno sarebbero stati rinvenuti hard disk e altri supporti informatici contenenti una quantità molto elevata di fotografie e video.
Secondo la ricostruzione disponibile, parte del materiale avrebbe contenuto contenuti di natura pedopornografica e immagini realizzate durante periodi di vacanza in località balneari.
Tutti i dispositivi sono stati sequestrati e saranno sottoposti ad analisi informatiche per ricostruire provenienza, datazione e modalità di produzione dei file.
Le contestazioni e l’indagine
La Procura di Pordenone contesta all’uomo ipotesi di reato legate alla produzione e detenzione di materiale pedopornografico.
Il 55enne è stato quindi trasferito nel carcere di Pordenone.
Nel corso dell’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, assistito dal proprio avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Al momento della ricostruzione disponibile, il giudice si era riservato sulla decisione relativa alla convalida e alla misura cautelare.
Un altro caso recente in Veneto
La vicenda arriva a pochi giorni da un’altra indagine nel Veneto su materiale sessualmente esplicito che coinvolgeva minori.
A Conegliano era stato arrestato un uomo nell’ambito di un’inchiesta su immagini di bambini generate anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale.
Anche nel caso di Bibione saranno ora gli accertamenti tecnici e giudiziari a definire con precisione responsabilità e portata dei fatti contestati.