Offerte rubate e coperte distrutte al bivacco Vuerich: «Se continua così, chiudiamo tutto» | VIDEO

Luciano, gestore del bivacco Vuerich, a Nordest24: «Se il sistema di codici e chiavi non funzionerà, in autunno chiuderemo tutto».

19 agosto 2026 11:58
Offerte rubate e coperte distrutte al bivacco Vuerich: «Se continua così, chiudiamo tutto»  | VIDEO -
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CHIUSAFORTE – «Speriamo che il sistema dei codici e delle chiavi funzioni, altrimenti in autunno chiudiamo tutto. Il bivacco sarà accessibile soltanto al Soccorso alpino e alle guide». È l’amara prospettiva delineata da Luciano, uno dei gestori del bivacco Luca Vuerich, intervistato da Nordest24 dopo i ripetuti episodi di furti e vandalismi avvenuti nella struttura a oltre 2.500 metri di quota nel gruppo del Montasio.

Una decisione estrema che i gestori sperano di non dover prendere. Per il momento è stato infatti introdotto un nuovo sistema di accesso con chiavi custodite in una cassetta protetta da codice, ma il futuro del bivacco dipenderà anche dal comportamento di chi continuerà a frequentarlo.

«Speriamo che questo sistema funzioni»

Luciano, parlando a Nordest24, non nasconde l’amarezza per quanto accaduto e soprattutto la preoccupazione che neppure il nuovo sistema riesca a fermare gli episodi di inciviltà.

«Speriamo che il sistema dei codici e delle chiavi funzioni», spiega.

Se anche questa soluzione dovesse fallire, però, la scelta sarebbe molto più drastica: «Altrimenti in autunno chiudiamo tutto. Sarà accessibile solo per il Soccorso alpino e le guide».

Una prospettiva che cambierebbe radicalmente la funzione del bivacco, nato per offrire un riparo agli alpinisti e agli escursionisti che raggiungono questa zona delle Alpi Giulie.

Offerte rubate e bivacco danneggiato

Alla base della decisione c’è una lunga serie di comportamenti che hanno progressivamente esasperato chi si occupa della struttura.

Dal bivacco sono spariti i soldi contenuti nella cassetta delle offerte e il libro delle firme, mentre all’interno sono stati trovati diversi danni.

Sono state strappate coperte e tovaglie, danneggiati i materassi e lasciati rifiuti. In alcuni casi bottiglie, scatolette e immondizia sarebbero state addirittura nascoste tra le pietre nei dintorni della struttura.

Un problema ancora più pesante se si considera che tutto il materiale necessario per le riparazioni deve essere portato fino a oltre 2.500 metri di quota, mentre ciò che viene danneggiato deve essere riportato a valle.

Il bivacco ora si apre con un codice

Da qui la scelta di non lasciare più la porta completamente libera.

Le chiavi vengono custodite in una cassetta apribile attraverso una combinazione. Chi ha necessità di utilizzare il bivacco può ottenere il codice contattando i numeri indicati sul posto.

L’obiettivo, spiega Luciano, non è impedire agli appassionati di montagna di utilizzare la struttura, ma creare un minimo di controllo sugli accessi e soprattutto scoraggiare chi sale in quota senza alcun rispetto per un bene a disposizione di tutti.

La speranza è che questa soluzione sia sufficiente. In caso contrario, l’autunno potrebbe segnare una svolta definitiva.

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