Sentiero franato e nebbia a 2.180 metri: famiglia con due bambini bloccata sul Monte Siera
Famiglia veneziana con due bambini bloccata a Forcella Rinsen, a 2.180 metri. Sentiero franato e nebbia complicano il recupero.
SAPPADA. Un sentiero che da tempo non esiste più perché cancellato da una frana, due bambini di appena 7 e 10 anni e la nebbia che, a oltre duemila metri, ha progressivamente chiuso ogni possibilità di intervento semplice dall’alto. È stato un recupero lungo e tecnicamente complesso quello concluso intorno alle 20 a Forcella Rinsen, nel gruppo del Monte Siera, dove una famiglia veneziana di quattro persone era rimasta bloccata a 2.180 metri di quota.
Genitori e figli non riuscivano più a proseguire la discesa. Il terreno presenta infatti pendenze ripide e un concreto rischio di scivolamento, mentre il vecchio percorso è franato ed è chiuso alla percorrenza.
Bloccati dove il sentiero è scomparso
La famiglia, residente a Venezia, era composta dal padre, classe 1986, dalla madre, classe 1988, e dai due figli minorenni.
Arrivati a Forcella Rinsen, gli escursionisti si sono trovati impossibilitati a scendere autonomamente.
Non si trattava semplicemente di aver perso la traccia: in quel settore il sentiero non è più percorribile, perché da tempo interessato da una frana. Affrontare direttamente il pendio avrebbe esposto soprattutto i bambini al rischio di una caduta.
È quindi partita la richiesta di soccorso.
Proprio sul Monte Siera Nordest24 aveva già raccontato un altro intervento per un escursionista rimasto bloccato a circa duemila metri sopra alcuni salti di roccia.
Madre e primo bambino portati via in elicottero
La prima fase dell’operazione è riuscita nonostante le condizioni atmosferiche già difficili.
Due soccorritori sono stati trasportati fino alla forcella e, con una prima rotazione dell’elicottero, è stato possibile recuperare la madre e uno dei due bambini.
Entrambi sono stati portati nei pressi del Rifugio Monte Siera, dove nel frattempo erano saliti i soccorritori della stazione di Sappada utilizzando quad e mezzo fuoristrada.
Restavano però ancora in quota il padre e il secondo figlio.
Ed è a quel punto che le condizioni sono ulteriormente peggiorate.
La nebbia impedisce il recupero immediato
Nuvole basse e nebbia hanno ridotto drasticamente la visibilità, rendendo molto più difficile avvicinarsi alla forcella con l’elicottero.
Non essendo possibile procedere immediatamente con il recupero dei due escursionisti rimasti, è stato necessario modificare la strategia.
Con due distinte rotazioni, l’elicottero ha sbarcato in hovering due soccorritori sui due versanti della forcella.
Il loro compito era creare un percorso protetto attraverso il settore della frana.
Una corda fissa di cento metri per far passare il bambino
I tecnici hanno allestito una corda fissa lunga circa cento metri, lungo la quale il secondo bambino e il padre sono stati fatti traversare e calare in sicurezza verso il conoide della frana.
Un’operazione particolarmente delicata, condotta mentre la visibilità continuava a cambiare rapidamente.
Poi, per alcuni minuti, le nubi si sono aperte.
Quello squarcio è stato sufficiente per consentire all’elicottero di tornare sulla zona e prelevare il secondo bambino.
Il padre recuperato per ultimo
Per il padre l’attesa è stata ancora più lunga.
La nebbia ha imposto di attendere nuovamente condizioni compatibili con il volo e solo successivamente è stato possibile completare anche l’ultima parte dell’intervento.
Tutti e quattro i componenti della famiglia sono stati infine recuperati in sicurezza.
Le operazioni si sono concluse attorno alle 20, dopo diverse ore di lavoro e numerosi cambiamenti nel piano di recupero imposti dalle condizioni della montagna.
Un altro intervento complesso sulle montagne di Sappada
Il territorio di Sappada è stato interessato nelle ultime settimane da diversi soccorsi tecnicamente impegnativi.
Il 16 agosto, sulla Torre dei Fiori nel gruppo del Peralba, una donna era precipitata per dieci metri durante un’arrampicata ed era stata recuperata con il verricello.
Nei giorni precedenti un altro intervento aveva riguardato un escursionista ferito a circa 2.300 metri in zona Cima Pannocchia.
A Forcella Rinsen, questa volta, nessuno è rimasto ferito. A trasformare l’escursione in un’emergenza sono stati invece la scomparsa del vecchio sentiero, il terreno franoso e soprattutto la nebbia, che ha costretto i soccorritori a costruire passo dopo passo una via sicura per riportare a valle anche i due bambini.