Blum cresce nel 2025: ricavi a 2,36 milioni e margine operativo al 17%

La società benefit di Bolzano rafforza attività con pmi innovative, università ed enti di ricerca e amplia City Vision

20 maggio 2026 11:31
Blum cresce nel 2025: ricavi a 2,36 milioni e margine operativo al 17% -
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BOLZANO. Blum, società di consulenza con sede a Bolzano attiva nelle pubbliche relazioni e nella comunicazione d’impresa con una specializzazione nel mondo dell’innovazione, ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 2,36 milioni di euro, in aumento di oltre il 45% rispetto agli 1,58 milioni del 2024. In crescita anche la marginalità, con un Ebitda al 17%.

La crescita della società

Il risultato, secondo i dati diffusi dall’azienda, consolida il percorso di sviluppo avviato negli ultimi anni dalla società benefit, oggi presente in Italia con quattro snodi operativi a Bolzano, Padova, Milano e Bari, oltre a una società controllata negli Stati Uniti con sede a Miami. A trainare l’aumento del fatturato è stato soprattutto il rafforzamento dell’attività con imprese innovative, piccole, medie e grandi, ma anche con università, enti di ricerca e piattaforme di sviluppo territoriale.

Luca Barbieri, managing partner di Blum e founder insieme a Domenico Lanzilotta e Francesca Ponzecchi, parla di «un anno di crescita importante, con un cambiamento di scala che ora vogliamo ulteriormente accrescere e consolidare». Barbieri spiega che negli ultimi anni la società ha lavorato alla costruzione di «un modello di consulenza originale capace di stare vicino alle imprese e agli ecosistemi che producono innovazione, aiutandoli a rendere comprensibile e rilevante il proprio valore».

Il lavoro con le imprese

Nel corso dell’ultimo anno Blum ha ampliato la propria presenza nel mercato delle pmi innovative e delle imprese tecnologiche, seguendo aziende attive in settori ad alto contenuto di innovazione nella definizione del posizionamento corporate e nelle attività di media relations. Tra le realtà citate figurano Leitner e tutto il Gruppo HTI, Came, Grafica Veneta, Elemaster, Technital, Arsenalia e ACS Group. Un nome, quest’ultimo, che si inserisce nel quadro della crescita di realtà industriali e tecnologiche del territorio come raccontato anche da ACS Group corre verso quota 100 milioni.

Università, ricerca e territori

Accanto alle imprese, è aumentato anche il segmento legato a università, istituti di ricerca, enti e piattaforme per il trasferimento tecnologico o lo sviluppo territoriale. Tra i soggetti coinvolti compaiono Area Science Park, NOI Techpark, la Libera Università di Bolzano, dipartimenti dell’Università Aldo Moro di Bari e dell’Università di Padova.

A questi si aggiungono progetti di ricerca e iniziative che hanno coinvolto Politecnico di Bari, Università di Verona, Università Roma Tre, Università di Catania, il Consorzio Inest e il CNR. Blum ha inoltre ideato e realizzato per la Camera di Commercio di Padova e la Regione del Veneto la prima Talent Week del Nord Est, iniziativa che ha coinvolto studenti di 8 atenei. Sul tema dei talenti la società porta avanti anche il progetto GoodJob!, presente dal Talent Village di Netcomm Forum a diversi eventi sul territorio nazionale.

Per Barbieri, «l’innovazione va riconosciuta, capita e valorizzata». Un principio che, aggiunge, vale sia per una pmi che vuole affermarsi nel proprio settore, sia per un ente di ricerca che punta a trasferire conoscenza al sistema produttivo, sia per un ecosistema territoriale che lavora per attrarre competenze, capitali e imprese. In questo quadro, sostiene, la comunicazione «non è un elemento accessorio, ma parte dell’infrastruttura che consente all’innovazione di generare impatto», con un’attività che va dalla formazione alla consulenza fino alle media relations.

L’attività negli Stati Uniti

È cresciuta nel 2025 anche l’attività negli Stati Uniti. Blum ha seguito imprese, startup, enti di ricerca e delegazioni italiane in appuntamenti fieristici internazionali in diversi settori, dall’elettronica di consumo al CES di Las Vegas fino agli eventi dedicati ad aerospazio e life science, come lo Space Symposium di Colorado Springs e la BIO di Boston. In questi contesti la società ha lavorato sulla comunicazione e sulle relazioni con i media a supporto dell’ecosistema italiano dell’innovazione.

Organizzazione e certificazioni

La società conta su un team di oltre 25 persone, tra dipendenti e collaboratori, che lavorano quasi completamente da remoto in tutta Italia. A questo modello organizzativo diffuso, nel tempo, sono stati affiancati investimenti sul benessere aziendale, sulla flessibilità del lavoro e sulla parità di genere. Un percorso formalizzato sia con la trasformazione in società benefit, avvenuta nel 2024, sia con l’ottenimento della certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere.

City Vision e il roadshow 2026

All’attività di consulenza, che resta il core business, Blum affianca la costruzione di piattaforme capaci di mettere in relazione imprese, professionisti, ricercatori, innovatori e organizzazioni pubbliche e private. La principale è City Vision, progetto dedicato alla trasformazione intelligente dei territori, che ha avuto un peso crescente nel bilancio aziendale con ricavi aumentati di oltre il 100% dal 2023 al 2025.

La crescita riflette anche l’ampliamento della community delle città intelligenti, oggi composta da più di 7000 rappresentanti di amministrazioni pubbliche, aziende, pmi, startup, centri di ricerca e associazioni, oltre allo sviluppo del roadshow nazionale che nel 2026 prevede 11 tappe in tutta Italia. Gli appuntamenti già svolti sono quelli di Andria, Roma, Benevento e Piacenza; nei prossimi mesi il percorso toccherà, tra le altre città, anche Firenze e Torino.

Come ogni anno, la rassegna si concluderà a Padova il 19 e 20 ottobre 2026 con la settima edizione degli Stati generali delle città intelligenti, summit annuale della community. L’edizione 2026 sarà preceduta per la prima volta dalla City Vision Week, un programma di eventi diffusi in città dedicati ai temi della trasformazione urbana e territoriale.

Tra le novità previste per il 2026 c’è anche il City Vision People Lab, unit dedicata alla creazione di percorsi di facilitazione progettati insieme agli enti locali per coinvolgere cittadini, studenti, amministratori, imprese e stakeholder territoriali nella definizione condivisa di bisogni, priorità e proposte per la città intelligente, con un approccio ispirato al design thinking e all’innovazione umano-centrica.

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