Borgio Verezzi, al Teatro Gassman arriva «Big in Korea» per la rassegna In & Out
Lo spettacolo di Maniaci d’Amore e Kronoteatro va in scena alle 21.30: sul palco un giovane calciatore e il suo allenatore.
BORGIO VEREZZI - Prosegue domenica 31 maggio al Teatro Gassman la rassegna di primavera “In & Out” del Festival Teatrale di Borgio Verezzi. L’appuntamento è fissato per le 21.30 con “Big in Korea”, spettacolo firmato da Maniaci d’Amore e Kronoteatro.
In scena arrivano, come viene presentato, due realtà del nuovo teatro contemporaneo italiano, impegnate a raccontare le grandi illusioni di un giovane calciatore e del suo anziano allenatore. Lo spettacolo costruisce una visione in cui lo sport si trasforma in un mondo fantastico abitato soltanto dai due protagonisti.
Lo spettacolo in cartellone
“Big in Korea” ha la drammaturgia di Francesco d’Amore e Luciana Maniaci, di Maniaci d’Amore, mentre la regia è firmata da Luciana Maniaci e Kronoteatro. Sul palco ci saranno Tommaso Bianco e Maurizio Sguotti.
La produzione è di Kronoteatro, in coproduzione con Teatro Nazionale di Genova, con il sostegno di Teatro La Contrada di Trieste nell’ambito del progetto Vettori.
Il rapporto tra il giovane e il mister
Al centro della drammaturgia c’è il rapporto tra un giovane e il suo vecchio allenatore di calcio, una relazione descritta come sfuggente. Da trent’anni, ogni domenica, i due si ritrovano al campetto del paese, ma non per allenarsi davvero. Il loro è piuttosto un lungo apprendistato teorico, in attesa del momento in cui potranno finalmente iniziare a giocare.
Quel momento, però, non arriva mai. È proprio in questa sospensione, in questo tempo rimasto in bilico, che Maniaci d’Amore e Kronoteatro collocano il lavoro, esplorando una fase della vita in cui si è “quasi pronti”: quasi pronti a spiccare il volo, quasi pronti a mollare la presa, quasi pronti a entrare nella vita oppure a lasciarla.
La domanda che attraversa lo spettacolo riguarda proprio il territorio del “quasi”, e la possibilità che possa allargarsi fino a occupare l’intera superficie di un’esistenza. In questo senso, il racconto si muove su un confine in cui l’attesa non è soltanto un rinvio, ma diventa una condizione stabile.
La Korea immaginata dai protagonisti
Nel tempo trascorso insieme, il mister e l’allievo fantasticano sul luogo in cui, un giorno, andranno: la Korea. È lì che, secondo la loro immaginazione, un anziano depresso e un uomo che ha superato i 35 anni possono ancora essere considerati idonei per iniziare una carriera. In quel posto, pensano, potranno finalmente diventare grandi.
In questo scenario, lo sport smette di essere una pratica e diventa un linguaggio puro, una grammatica relazionale, oppure un universo fantastico condiviso soltanto da loro.
Per alcuni, suggerisce il lavoro, il piano concreto della vita finisce per assomigliare a una gabbia, e l’unica chiave per forzarla si trova sul confine della follia. Seguendo questa vicenda, definita candida e feroce, lo spettacolo si interroga su relazioni inedite e disperate, nate da motivazioni non lineari.
Una realtà costruita per restare in piedi insieme
Sul fondo del rapporto tra i due personaggi emerge il bisogno di costruire una realtà fittizia, una realtà in cui non esistano né il fallimento né la morte. Una realtà che, però, può restare in piedi soltanto finché viene abitata dal compagno che siede accanto sulla panchina, immagine che riporta ancora una volta al legame tra teatro e sport.
La durata dello spettacolo è di 60 minuti. L’appuntamento con “Big in Korea” è in programma domenica 31 maggio alle 21.30 al Teatro Gassman di Borgio Verezzi.