Trova una borsa con 7mila dollari, ma il Comune vuole tenersi i soldi: il giudice dà ragione a lei | VIDEO
Venezia, trova 7mila dollari su un vaporetto e li consegna: dopo anni il giudice riconosce il suo diritto alla somma.
VENEZIA - Una borsa dimenticata su un vaporetto si è trasformata in una lunga vicenda giudiziaria. Dentro non c’erano soltanto effetti personali, ma 7mila dollari in contanti, custoditi in banconote da 100.
A trovarla era stata una lavoratrice durante il proprio turno. La donna aveva seguito la procedura prevista, consegnando tutto all’ufficio oggetti smarriti. Ma, quando il proprietario non è stato rintracciato, si è vista negare il diritto a ricevere quella somma. Solo l’intervento del giudice ha cambiato l’esito della vicenda.
La borsa trovata sul vaporetto
L’episodio risale all’estate del 2022. La dipendente, impegnata nel proprio lavoro a bordo di un vaporetto veneziano, ha notato una borsa apparentemente abbandonata.
All’interno c’erano alcune caramelle, pochi oggetti personali e soprattutto 7mila dollari. La lavoratrice ha quindi consegnato immediatamente la borsa all’ufficio degli oggetti smarriti, come previsto dal regolamento comunale.
Il suo obiettivo era permettere al proprietario di recuperare quanto perduto, nel caso in cui fosse stato identificato.
Il proprietario non viene rintracciato
Le verifiche, però, non hanno permesso di risalire al legittimo proprietario. Nella borsa non erano presenti documenti o altri elementi utili per identificare chi l’avesse dimenticata.
In questi casi entra in gioco l’articolo 929 del Codice civile, secondo cui, se entro un anno il proprietario non reclama il bene ritrovato, questo passa a chi lo ha trovato.
Sulla base di questa norma, la lavoratrice ha ritenuto di avere diritto alla somma rinvenuta.
Il Comune nega la consegna dei soldi
Il Comune di Venezia ha però dato una lettura diversa della vicenda. Secondo l’amministrazione, la donna non avrebbe trovato la borsa come semplice cittadina, ma durante lo svolgimento delle proprie mansioni lavorative.
Per questo motivo, secondo il Comune, non le sarebbe spettato il diritto previsto dal Codice civile per chi ritrova un bene smarrito.
Di fronte al rifiuto, la dipendente ha deciso di portare la questione davanti alla giustizia.
Il ricorso al Giudice di pace
Nel 2024 la lavoratrice ha presentato ricorso al Giudice di pace di Venezia, chiedendo il riconoscimento del proprio diritto a ricevere la somma.
Il giudice ha accolto le sue richieste, emettendo un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune per il pagamento dell’importo corrispondente ai 7mila dollari, convertito in euro, oltre agli interessi maturati.
La vicenda, però, non si è chiusa subito. L’amministrazione comunale, in un primo momento, non ha dato esecuzione al provvedimento.
La decisione confermata
Il caso è quindi tornato davanti al giudice, che ha confermato nuovamente la propria decisione.
Il Comune dovrà restituire alla dipendente la somma riconosciuta, dopo una battaglia durata anni e nata da un gesto corretto: consegnare una borsa trovata sul vaporetto, invece di tenerla.
Una vicenda tra correttezza e diritto
La storia mette insieme due aspetti: da una parte il comportamento della lavoratrice, che ha seguito le regole e ha consegnato quanto trovato; dall’altra il principio giuridico legato ai beni smarriti non reclamati entro un anno.
Il caso veneziano diventa così una vicenda simbolica sul rapporto tra senso civico, procedure amministrative e diritti di chi trova un bene e lo consegna regolarmente.
I soldi alla lavoratrice
Dopo anni di attesa, la dipendente che aveva trovato la borsa sul vaporetto vedrà riconosciuto il proprio diritto alla somma.
I 7mila dollari, convertiti in euro con gli interessi, dovranno essere corrisposti dal Comune secondo quanto stabilito dal giudice.
Una borsa dimenticata, un gesto di correttezza e una lunga battaglia legale si chiudono così con una decisione destinata a far discutere, soprattutto per il principio affermato: se il proprietario non viene rintracciato entro i termini previsti, il bene ritrovato può spettare a chi lo ha consegnato.