Bosco dello Sport, a Tessera cambia il cantiere: stadio, arena e viabilità entrano nella fase decisiva
La variante approvata dal Comune sul settore ovest dello stadio mostra come si sta definendo il polo di Tessera: cinque cantieri collegati, servizi da progettare e una nuova rete d'accesso che dovrà reggere i grandi eventi.
VENEZIA — Il Bosco dello Sport non è più soltanto il progetto del nuovo stadio del Venezia: a Tessera sta prendendo forma un sistema di opere che comprende arena, collegamenti stradali, urbanizzazioni e verde. La novità più concreta delle ultime settimane riguarda lo stadio. Il 7 ottobre la Giunta di Venezia ha approvato una variante strutturale per la tribuna ovest, pensata per adeguare l'impianto alle esigenze della futura gestione. Non è un ritocco estetico: riguarda spazi che, una volta chiusa la fase strutturale, sarebbero molto più complessi da modificare.
Per chi vive o lavora nell'area veneziana, il punto non è solo seguire la costruzione di due impianti. Il progetto ridisegna l'accesso a Tessera, il rapporto con l'aeroporto e la capacità della città di ospitare sport e spettacoli. I dati ufficiali consentono di leggere che cosa sta cambiando, che cosa è ancora in cantiere e quali questioni pratiche restano aperte, senza trasformare le intenzioni in inaugurazioni già fissate.
La modifica allo stadio: più funzioni nella tribuna ovest
La delibera comunale approva interventi nella parte ovest dello stadio: due nuovi sky box al livello 2, lo spostamento al livello 3 della sala GOS e del TV Studio, la redistribuzione della tribuna stampa, oltre ad adeguamenti di prefabbricati, parapetti e separatori. Sono locali e dotazioni che parlano meno delle gradinate, ma incidono sulla gestione di una partita o di un evento: ospitalità, produzione televisiva, coordinamento dei servizi e lavoro dei media.
I maggiori oneri indicati dal Comune ammontano a 1.086.681,70 euro. L'amministrazione spiega che la cifra sarà anticipata con le somme disponibili nel quadro economico e rimborsata integralmente da Venezia FC, aggiudicatario della concessione, che ha assunto formalmente quei costi. La convenzione di concessione, alla data della comunicazione, era ancora in perfezionamento. Il dato è importante perché distingue il costo della variante dalla generica spesa dell'intero polo e perché rende visibile il passaggio dal progetto edilizio alla futura conduzione dell'impianto.
Lo stadio è previsto con una capienza di 18mila spettatori. L'arena, descritta dal Comune come palazzo dello sport e dell'intrattenimento, può arrivare fino a 12mila. Nel sopralluogo di luglio, Comune e Ministero per lo Sport hanno riferito che l'arena era indicata come pronta entro la fine del 2026; il più recente quadro pubblicato dall'amministrazione, il 6 ottobre, parla però dei cantieri di stadio, arena, bosco e viabilità come lavori ancora in corso. In assenza di un avviso ufficiale di apertura, non è corretto indicare oggi una data di inaugurazione o dare per programmati concerti e partite nel nuovo complesso.
Non un edificio isolato: cinque cantieri collegati
Il progetto interessa 116 ettari e, secondo il Comune, supera i 300 milioni di euro di investimento complessivo. Il perimetro è suddiviso in cinque cantieri connessi: stadio, arena, nuova viabilità Tessera-Aeroporto, urbanizzazioni interne e sistemazioni a verde e paesaggistiche. È questo il cambiamento territoriale più rilevante: lo stadio sarà un pezzo di un'area nuova, non un impianto raggiunto attraverso la sola rete viaria esistente.
La nuova viabilità è il nodo più immediato per residenti, pendolari, lavoratori aeroportuali e imprese. Il Comune ha quantificato in circa 6,5 chilometri il sistema stradale progettato per garantire l'accessibilità al Bosco dello Sport e ridurre l'interferenza con la viabilità locale e con l'accesso principale al Marco Polo. Il collegamento non va quindi letto solo come strada per gli spettatori: dovrà separare, per quanto possibile, i flussi di un grande evento da quelli ordinari della zona aeroportuale.
Nel maggio scorso il Comune ha anche documentato il prolungamento dei tempi per opere di completamento della viabilità Tessera-Aeroporto. È un elemento da tenere presente quando si parla di cronoprogrammi: opere, autorizzazioni e collegamenti con la viabilità statale hanno passaggi distinti. Per questo il cittadino che dovrà raggiungere il polo non ha ancora una mappa operativa di parcheggi, navette o fermate da usare; quelle informazioni saranno utili solo quando gli enti e il gestore le pubblicheranno per i singoli eventi.
Il tema dei collegamenti pubblici è già entrato nel dibattito locale. In estate Nordest24 ha raccontato la petizione per estendere la linea 15 verso l'aeroporto, che richiamava anche la futura apertura del Bosco dello Sport. È una proposta civica, non un servizio già deciso: serve a capire perché l'accessibilità non sarà risolta dalla sola strada e perché ogni futuro piano di mobilità dovrà collegare il complesso con Mestre, Venezia e l'aeroporto.
Verde e paesaggio: i numeri da leggere con precisione
Il nome del progetto richiama la componente ambientale, ma i numeri vanno attribuiti correttamente. Nel sopralluogo di luglio il Comune ha parlato di un bosco di oltre 70mila alberi. In Consiglio comunale, nel febbraio 2026, è stato invece richiamato un quadro più ampio: 70mila piante ad alto fusto e 40mila arbusti. Le due formulazioni non sono automaticamente sovrapponibili, perché la seconda distingue alberi e arbusti; entrambe descrivono tuttavia un intervento verde di dimensione molto superiore al semplice arredo esterno di stadio e arena.
La domanda concreta non è soltanto quante piante saranno messe a dimora, ma come saranno integrate con drenaggi, percorsi, illuminazione e manutenzione. Gli atti del progetto dedicano un cantiere alle opere a verde e di paesaggio, separato da stadio e arena. Per residenti e attività della zona questo significa che il risultato finale dipenderà dalla consegna coordinata delle opere: un impianto può essere costruito, ma un polo pienamente fruibile richiede accessi, spazi aperti e servizi funzionanti insieme.
La gestione entra nel progetto prima dell'apertura
La variante della tribuna ovest e l'aggiudicazione della concessione a Venezia FC mostrano che il progetto sta incorporando fin d'ora le esigenze dell'operatore. Lo stesso vale per le infrastrutture digitali. A settembre il Comune ha pubblicato un avviso per concedere per nove anni aree destinate a un sistema DAS, cioè la rete interna di telefonia mobile e trasmissione dati dello stadio. Il termine, poi prorogato, era fissato al 15 ottobre.
Per lo spettatore, una rete del genere non è un dettaglio tecnico: nelle giornate ad alta affluenza può incidere su chiamate, messaggi, biglietti digitali e pagamenti. L'avviso stabiliva che il soggetto incaricato dovrà progettare, installare, collaudare, gestire e manutenere l'impianto, rendendolo disponibile a tutti gli operatori mobili presenti sul mercato. Non significa che il servizio sia già attivo: documenta però che la connettività viene affrontata come parte dell'infrastruttura, non come aggiunta successiva.
Questo passaggio aiuta anche a non confondere gli annunci commerciali con gli atti. Venezia FC ha confermato in settembre che il costruttore Bordignon sta realizzando il nuovo stadio e ha ribadito la capienza di 18.500 posti; le comunicazioni comunali usano invece la soglia di 18mila. Finché non sarà pubblicata la documentazione definitiva dell'impianto e della configurazione di esercizio, la formula più prudente resta quella del Comune: uno stadio da 18mila spettatori, con una progettazione che continua ad aggiornarsi in cantiere.
Che cosa cambia davvero per Tessera e per Venezia
Il Bosco dello Sport può ampliare la disponibilità di impianti per sport, concerti e grandi appuntamenti, ma il beneficio per il territorio non dipenderà dalla sola capienza. La prova sarà nella gestione dei flussi: come arriveranno le persone, dove saranno indirizzati i veicoli, quali collegamenti pubblici saranno rafforzati e come verranno protette le attività ordinarie dell'area aeroporto nei momenti di maggiore affluenza.
È una discussione che riguarda anche le imprese. Il Comune collega il progetto a nuovi servizi, ospitalità, cultura e spettacolo, ma non esistono ancora calendari né dati verificabili sugli effetti economici futuri. Per negozi, strutture ricettive e operatori locali il dato utile, oggi, è che il complesso è in costruzione e che le funzioni di gestione stanno entrando nei documenti tecnici. Anticipare numeri su presenze, eventi o ricadute sarebbe una previsione, non un fatto.
Nel frattempo il Comune presenta il cantiere di Tessera dentro una strategia che comprende anche impianti di quartiere, palestre e spazi accessibili. Il confronto è utile: il Bosco dello Sport sarà il polo di maggiore scala, ma non sostituisce la rete quotidiana dello sport cittadino. Per i veneziani, la lettura più concreta è questa: a Tessera si sta costruendo un nuovo pezzo di città, con impianti di grande capienza e una nuova accessibilità; le date di apertura e le modalità pratiche d'uso dovranno però essere comunicate dai soggetti responsabili, non dedotte da render, annunci o lavori visibili dalla strada.