Brovedani, San Vito resta centrale: trasferiti produzioni e macchinari da altri siti europei
Al tavolo al ministero l’azienda indica il sito friulano come strategico. Ammortizzatori sociali attivati a Modugno.
PORDENONE - Nel pieno della crisi che colpisce la componentistica per l’auto, dal tavolo convocato al ministero delle Imprese e del Made in Italy arriva un punto concreto per il Friuli: Brovedani ha confermato la centralità dello stabilimento di San Vito al Tagliamento, dove sono già stati trasferiti produzioni e macchinari provenienti da altri siti europei del gruppo.
L’incontro si è svolto oggi, 2 settembre, in videoconferenza, con la partecipazione dell’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini. Al confronto hanno preso parte anche i rappresentanti del ministero, i vertici aziendali, la Regione Puglia e le organizzazioni sindacali del Friuli Venezia Giulia e della Puglia.
Il dossier riguarda la situazione del Gruppo Brovedani, azienda con sede a San Vito al Tagliamento e presente anche a Modugno, in provincia di Bari, dove sono stati attivati gli ammortizzatori sociali.
Cosa è emerso dal tavolo al ministero
L’elemento più rilevante emerso dalla riunione riguarda il sito friulano. Secondo quanto riferito dalla Regione, l’azienda ha assicurato che lo stabilimento di San Vito al Tagliamento manterrà un ruolo centrale anche nei prossimi sviluppi industriali del gruppo.
A sostegno di questa indicazione c’è un passaggio già avvenuto: nel sito sanvitese è stato infatti completato il trasferimento di produzioni e macchinari da altri stabilimenti europei. Un dato che, nel confronto istituzionale, viene letto come un segnale operativo e non solo come un indirizzo di prospettiva.
Bini, intervenuto a margine dell’incontro, ha parlato di un contesto difficile per l’intera filiera della componentistica, legato alla crisi del settore automotive.
La crisi dell’automotive e il piano oltre l’auto
Nel suo intervento, l’assessore ha collegato le difficoltà delle imprese della componentistica alla fase che attraversa il mercato dell’auto, citando in particolare la pressione competitiva cinese e gli effetti di alcune scelte di politica industriale dell’Unione europea nella transizione verso l’elettrico.
Dentro questo scenario, al ministero è stato illustrato anche il percorso di diversificazione avviato da Brovedani rispetto alla tradizionale specializzazione legata all’automotive. L’azienda sta lavorando allo sviluppo di nuove opportunità in comparti ad alto contenuto tecnologico, con l’obiettivo di allargare il perimetro produttivo.
La Regione ha confermato di seguire l’evoluzione del piano industriale e delle operazioni di investimento già avviate, considerando il rafforzamento e la diversificazione delle produzioni come la strada indicata per tutelare occupazione e attività produttiva.
Il peso di Brovedani per il territorio friulano
Nel corso dell’intervento, Bini ha ricordato anche il profilo dell’azienda, definita una realtà storica del Friuli Venezia Giulia. Brovedani è nata infatti a San Vito al Tagliamento nel 1947 e nel tempo si è affermata nella componentistica meccanica.
Il confronto istituzionale resta aperto su due fronti: da un lato la gestione delle difficoltà che investono il settore auto e i suoi fornitori, dall’altro la verifica concreta del piano di diversificazione avviato dal gruppo. Al momento, il dato messo nero su bianco al tavolo ministeriale è che il sito friulano resta strategico nella traiettoria industriale dell’azienda, mentre la situazione di Modugno continua a essere seguita anche per gli effetti occupazionali legati agli ammortizzatori sociali.