Campoformido, a Villa Manin la storia diventa lezione sul presente

Mauro Bordin alla commemorazione del trattato con gli studenti: identità, dialogo e rispetto delle culture al centro.

17 ottobre 2026 12:10
Campoformido, a Villa Manin la storia diventa lezione sul presente -
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Codroipo, 17 ottobre - Conoscere la storia per comprendere il presente, custodire la propria identità e costruire un dialogo fondato sul rispetto delle diverse culture. È il messaggio del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, intervenuto a Villa Manin di Passariano alla commemorazione del Trattato di Campoformido, nell'anno del trecentesimo anniversario della nascita di Lodovico Manin, ultimo doge della Repubblica di Venezia.

"La storia la leggiamo, cerchiamo di capirla e interpretarla, ma è anche bello poterla vivere attraverso esperienze come questa - ha affermato Bordin, complimentandosi con gli studenti e gli insegnanti per il lavoro svolto -. Ascoltando i vostri interventi, è naturale confrontarsi con la situazione odierna, con i rapporti tra gli Stati e tra le grandi potenze. Ricordare questi avvenimenti diventa così un'occasione per riflettere anche sulle responsabilità del presente".

La cerimonia a Villa Manin

La cerimonia, alla presenza dell'amministrazione comunale di Codroipo e del presidente dell'Agenzia regionale per la lingua friulana (Arlef), Eros Cisilino, ha coinvolto due classi prime e una seconda della locale scuola secondaria di primo grado "G. Bianchi". L'iniziativa didattica "Serenissima Euroregione", curata dal professor Alberto Travain con la collaborazione dei colleghi, ha portato gli studenti a ripercorrere le vicende della Serenissima attraverso un Maggior Consiglio studentesco, nella ricorrenza del trattato del 17 ottobre 1797.

Campoformido, a Villa Manin la storia diventa lezione sul presente

Identità, lingua e cultura

"Questa giornata ci ricorda l'importanza di lavorare insieme per custodire i nostri valori, la nostra identità, la lingua e la cultura - ha proseguito il presidente del Consiglio regionale -. Siamo convinti che la ricchezza del mondo risieda nella diversità: l'omologazione, al contrario, rischia di far perdere il senso di appartenenza. Abbiamo quindi il compito di mantenere vive le radici che hanno contribuito a rendere forte e ricca la nostra regione e di trasmetterle alle nuove generazioni". Una responsabilità che, per Bordin, riguarda anche il rapporto con chi arriva in Friuli Venezia Giulia. "Questo amore per la nostra terra va trasmesso anche a chi viene a vivere qui. Rispettiamo le tradizioni di ciascuno e chiediamo attenzione per la nostra storia e la nostra identità, affinché chi arriva possa conoscerle e iniziare a farne parte".

L'emigrazione friulana come esempio

Il presidente ha quindi richiamato l'esperienza dell'emigrazione friulana. "Tanti nostri corregionali sono partiti per dare un futuro alle proprie famiglie. Si sentono profondamente legati ai Paesi che li hanno accolti e, allo stesso tempo, mantengono un rapporto forte con la terra d'origine. È un'esperienza che ci insegna come appartenenza e integrazione possano convivere. Dalle singole culture e dal rispetto reciproco nasce quella diversità che costituisce la forza del mondo".

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