Caorle, operativa la nuova Casa di Comunità: servizi sanitari su tre piani in Riva dei Bragozzi
La struttura dell’Ulss 4 concentra servizi sanitari e socio-assistenziali: prelievi, infermiere di famiglia, ADI, telemedicina e
CAORLE - È operativa la nuova Casa di Comunità di Caorle in Riva dei Bragozzi, struttura dell’Ulss 4 Veneto Orientale pensata per concentrare in un unico presidio servizi sanitari e socio-assistenziali destinati alla popolazione residente. Per una città che sconta la distanza dai principali ospedali del territorio, l’attivazione del presidio significa avere un punto di riferimento locale per l’accesso alle cure, con continuità assistenziale h24 e una rete di servizi organizzata su tre livelli.
Il sopralluogo nella sede si è svolto oggi, 3 luglio 2026, con il direttore generale dell’Ulss 4 Carlo Bramezza, il direttore dei Servizi socio-sanitari Eddi Frezza e il sindaco di Caorle Marco Sarto.
La struttura rientra nel rafforzamento della sanità territoriale, modello che punta ad avvicinare i servizi ai cittadini e a ridurre la pressione sugli ospedali. Un’impostazione che nel territorio friulano trova riscontro anche nella recente esperienza della Casa di comunità di Cividale, già attiva sul fronte dei servizi di prossimità.
I servizi attivi al piano terra
Il piano terra è stato organizzato come primo punto di accesso per l’utenza. Qui trovano posto il Punto unico di accesso (PUA), gli sportelli amministrativi territoriali, l’ambulatorio prelievi, un ambulatorio infermieristico, lo studio dell’Infermiere di famiglia o di comunità e il servizio di Continuità assistenziale con sala d’attesa dedicata.
Nello stesso livello è presente anche una sala polivalente destinata alla coprogettazione con associazioni locali e servizi sociali, con una funzione che va oltre la sola assistenza sanitaria e punta a integrare i bisogni sociali del territorio.
Medicina generale, ADI e telemedicina al primo piano
Al primo piano si concentra l’area della medicina generale e specialistica. Sono stati predisposti sei ambulatori per i medici di medicina generale, la sede dell’Assistenza domiciliare integrata (ADI) e un ambulatorio specialistico già attrezzato per la telemedicina.
L’obiettivo indicato dall’Ulss 4 è quello di costruire percorsi di cura più continui e accessibili, portando i servizi vicino ai luoghi in cui le persone vivono e lavorano, con particolare attenzione alle aree più distanti dai presidi ospedalieri.
L’area dedicata a bambini e famiglie
Il secondo piano è riservato all’area materno-infantile. Qui trovano spazio l’ambulatorio del Pediatra di libera scelta, due locali per le attività del consultorio familiare e gli spazi della Neuropsichiatria infantile.
La nuova organizzazione punta quindi a riunire nello stesso edificio prestazioni amministrative, assistenza infermieristica, medicina di base, attività specialistiche e servizi per infanzia e famiglie, con un presidio che per Caorle assume un valore pratico soprattutto per chi oggi deve spostarsi verso altri centri per parte delle cure.
Bramezza ha definito la struttura un tassello della riorganizzazione dei servizi territoriali di prossimità, sottolineando che il modello delle sanità territoriale deve servire a decongestionare gli ospedali e a garantire cure più vicine e integrate. Il sindaco Sarto ha richiamato invece la condizione geografica di Caorle, osservando che la disponibilità di questi servizi rappresenta un elemento concreto per una comunità presente tutto l’anno e non solo nella stagione turistica.
La Casa di Comunità di Riva dei Bragozzi ospita quindi, nello stesso edificio, PUA e sportelli territoriali, prelievi, ambulatorio infermieristico, Infermiere di famiglia o di comunità, Continuità assistenziale, sala polivalente, sei ambulatori per i medici di base, ADI, telemedicina, Pediatra di libera scelta, consultorio familiare e Neuropsichiatria infantile.