Caorle, oltre 60 opere al Bafile per «Futurism: Prophecy and Revolution»

Al Centro Culturale A. Bafile un percorso tra dipinti, sculture, fotografie, manifesti, libri e documenti storici dei protagonisti

31 maggio 2026 11:34
Caorle, oltre 60 opere al Bafile per «Futurism: Prophecy and Revolution» -
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CAORLE – Più di 60 opere per raccontare il Futurismo come rivoluzione artistica, culturale e sociale del Novecento. Dal 5 giugno al 6 settembre 2026 il Centro Culturale A. Bafile di Caorle ospita “Futurism: Prophecy and Revolution”, mostra dedicata alla grande avanguardia storica con lavori, manifesti, fotografie, libri e documenti firmati da Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Fortunato Depero, Alfredo Gauro Ambrosi, Italo Fasolo detto Fasullo, Tato e molti altri protagonisti del movimento.

L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Caorle e organizzata da MV Arte, è curata da Matteo Vanzan di MV Arte e propone un viaggio immersivo nel cuore del Futurismo attraverso un percorso che intreccia pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata. L’intento è raccontare il Futurismo come la vera grande rivoluzione che fu, capace di rinnovare non soltanto le arti visive ma, per certi versi, anche la vita stessa.

Le opere provengono da prestigiose collezioni private e pubbliche, tra cui il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica G. Caproni di Trento. Una particolare attenzione è riservata alle pubblicazioni futuriste, presenti in mostra con titoli storici come “Mafarka il futurista” del 1911, “Zang Tumb Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti del 1914, “Guerrapittura” di Carlo Carrà del 1915 e “L’Arte dei rumori” di Luigi Russolo del 1916.

Nel percorso espositivo trovano spazio anche opere iconiche o riscoperte. Tra queste “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasolo, o Fasullo, opera esposta alla Biennale di Venezia del 1938, e “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, datata 1933 e indicata tra le massime espressioni dell’aeropittura. Accanto ai nomi più noti compaiono inoltre Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna, Renato Di Bosso, Michele Falanga, L. R. Johannis, Marisa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Osvaldo Toschi, Tato e altri esponenti della grande avanguardia storica.

Il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Antelmo definisce “Futurism: Prophecy and Revolution” un’occasione preziosa per avvicinarsi a uno dei fenomeni più dirompenti della storia dell’arte contemporanea. Secondo Antelmo, il percorso espositivo invita il pubblico a scoprire la forza visionaria di artisti che seppero anticipare temi ancora attuali come il dinamismo urbano, il rapporto con la tecnologia, la trasformazione dei linguaggi e la continua tensione verso il nuovo. Portare a Caorle un progetto di questo valore, aggiunge, significa offrire un’esperienza capace di unire approfondimento scientifico e coinvolgimento emotivo.

Il curatore Matteo Vanzan spiega che “Profezia e rivoluzione” vuole offrire uno spaccato del Futurismo presentandolo come un movimento coerente e compatto che, dal Manifesto di Marinetti, attraversa la prima metà del Novecento fino al secondo dopoguerra. Il titolo della mostra trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni, esposta in mostra, dal tono sorprendentemente profetico e scritta un anno esatto prima della sua morte. Profezia e rivoluzione, osserva Vanzan, sono due anime fondative del Futurismo, capaci di intrecciarsi con le visioni e i radicali mutamenti che il movimento introdusse non solo nelle arti ma anche nella moda, nella musica, nella poesia, nell’editoria e perfino nella cucina.

Più che un’avanguardia artistica, il Futurismo viene proposto come una vera rivoluzione culturale, un movimento capace di travolgere persino il modo stesso di vivere la modernità, trasformandosi in una chiamata collettiva all’azione, al cambiamento e alla velocità. In questa chiave viene richiamato anche il celebre passaggio del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti: «Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità». Non soltanto una nuova estetica, dunque, ma una nuova idea di società, fondata sul dinamismo, sull’energia e sulla volontà di rinnovamento.

La mostra sottolinea anche come le intuizioni radicali del Futurismo abbiano anticipato molti dei linguaggi che avrebbero caratterizzato il secondo Novecento, dalla Pop Art alla poesia sonora, dalla comunicazione pubblicitaria al design contemporaneo. Ancora oggi il movimento viene letto come sorprendentemente attuale nella capacità di interpretare temi come la velocità delle immagini, la contaminazione tra discipline e il rapporto tra arte e vita quotidiana. “Futurism: Prophecy and Revolution” propone quindi uno sguardo ampio sul Futurismo come fenomeno unitario e trasversale, raccontandone non solo la portata estetica ma soprattutto la forza visionaria e rivoluzionaria che ne fece uno dei movimenti più influenti e controversi del XX secolo.

La mostra è allestita al Centro Culturale A. Bafile, in Rio Terà delle Botteghe a Caorle. L’apertura al pubblico è prevista tutti i giorni dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 18:30 alle 22:00, con ultimo accesso 30 minuti prima della chiusura.

Per i visitatori è previsto un biglietto intero da 10 euro e un ridotto da 6 euro. L’ingresso è gratuito per under 18, studenti universitari fino a 25 anni, portatore di handicap e accompagnatore. L’anteprima stampa è fissata per giovedì 4 giugno 2026 alle 18.30, mentre l’apertura al pubblico scatterà dal 5 giugno e proseguirà fino al 6 settembre 2026.

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