Carcere di Tolmezzo, il Garante: 148 detenuti e criticità sulla sanità penitenziaria
Sopralluogo il 14 agosto con Nessuno tocchi Caino e Camera Penale di Udine.
TRIESTE - Nel carcere di Tolmezzo ci sono 148 detenuti e tra i nodi ancora aperti resta quello della sanità penitenziaria, con carenze di personale medico e sanitario. È quanto emerge dalla visita compiuta il 14 agosto 2026 dal Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, insieme ai rappresentanti dell’associazione Nessuno tocchi Caino e ad alcuni avvocati della Camera Penale di Udine.
Secondo Sbriglia, l’istituto friulano presenta anche elementi positivi sul piano del trattamento e delle opportunità offerte alle persone detenute. Durante la giornata il Garante ha incontrato numerosi detenuti che avevano chiesto un colloquio, raccogliendo testimonianze che, riferisce, hanno messo in luce un dato significativo: diversi reclusi, pur provenendo da altre regioni, hanno espresso la volontà di restare a Tolmezzo.
I colloqui con i detenuti e il lavoro interno all’istituto
Alla base di questa disponibilità a rimanere nell’istituto, secondo quanto riferito dal Garante, ci sarebbero l’impegno del personale penitenziario e dell’area educativa, indicati come punti di riferimento per ascolto, attenzione e percorsi di crescita.
Sbriglia ha collegato questo risultato anche al rafforzamento dell’organico educativo e al lavoro della direzione del carcere, guidata dalla direttrice Irene Iannucci. In questo quadro vengono segnalati l’avvio di percorsi di formazione professionale e la presenza di iniziative culturali e artistiche all’interno della struttura.
Alla visita hanno preso parte i rappresentanti di Nessuno tocchi Caino, Elisabetta Zamparutti e Sergio D’Elia, insieme ad alcuni avvocati della Camera Penale di Udine.
Sanità penitenziaria tra le criticità segnalate
Il punto più delicato emerso dal sopralluogo riguarda però la tutela della salute in carcere. Sbriglia ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà che continuano a interessare la sanità penitenziaria, in particolare per la mancanza di personale medico e sanitario.
Per il Garante servono soluzioni concrete, perché il diritto alla salute deve essere assicurato anche all’interno degli istituti di pena. La questione, viene sottolineato, resta una delle principali criticità emerse nel corso della visita del 14 agosto.
Servizi esterni sotto osservazione
Un altro tema segnalato riguarda la qualità di alcuni servizi affidati all’esterno attraverso appalti regionali. Su questo aspetto è stata chiesta una vigilanza più stretta da parte delle istituzioni competenti.
Nel commentare l’esito della visita, Sbriglia ha ribadito che il carcere deve tornare a essere il luogo in cui lo Stato dimostra in modo concreto la capacità di far rispettare le regole, tutelare i diritti e applicare pienamente i principi della Costituzione.