Carniarmonie chiude a Tolmezzo con “55 secondi”, opera musical sui 50 anni del sisma
Sabato 5 settembre 2026 doppio appuntamento tra Prato Carnico e Tolmezzo: alle 18 concerto bachiano, alle 20.30 l’opera musical.
TOLMEZZO - La chiusura di Carniarmonie passa da un doppio appuntamento tra sabato 5 settembre 2026 e due luoghi simbolici della Carnia: alle 18 il concerto “Tra originali e trascrizioni” nel Laboratorio Fratelli Leita di Prato Carnico, alle 20.30 il gran finale al Teatro Luigi Candoni di Tolmezzo con l’opera musical “55 secondi”, dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto in Friuli.
L’ultimo atto della 35ª edizione del festival della montagna friulana organizzato dalla Fondazione Luigi Bon, con la direzione artistica di Claudio Mansutti, mette al centro la memoria del sisma del 6 maggio 1976 attraverso uno spettacolo già accolto da un teatro gremito alla prima assoluta del 6 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.
Il programma tra Prato Carnico e Tolmezzo
Il primo appuntamento è fissato alle ore 18.00 nel Laboratorio Fratelli Leita di Prato Carnico, con Manuel Staropoli al flauto dolce e al traversiere e Manuel Tomadin al clavicembalo. Il concerto, intitolato “Tra originali e trascrizioni”, propone un itinerario bachiano con la Sonata Bwv 1030, la Partita Bwv 827 e la Sonata Bwv 529, in un contesto informale dove l’artigianato liutario incontra la musica. Per questo evento è prevista la prenotazione obbligatoria.
La serata prosegue poi a Tolmezzo, dove alle 20.30 al Teatro Candoni arriva il titolo conclusivo del festival.
“55 secondi”, il racconto del sisma del 1976
L’opera musical è stata commissionata e prodotta dalla Istituzione Musicale e Sinfonica del Friuli Venezia Giulia per il cinquantesimo anniversario del terremoto. Il titolo richiama la durata della scossa che nella notte del 6 maggio 1976 colpì il Friuli: cinquantacinque secondi che segnarono in modo permanente la storia di una comunità.
La struttura è quella di un’opera musical in tre quadri. L’idea è del soprano Fiorenza Cedolins, che firma direzione artistica, soggetto e libretto e compare in scena come “Una voce”. Le musiche originali sono di Cristian Carrara, mentre regia, scene e costumi portano la firma di Ivan Stefanutti. Le coreografie sono curate da Federica Comello, il disegno luci da Claudio Schmidt e i video da Stefano Bergomas.
Cast, orchestra e cori
Sul podio ci sarà Paolo Paroni alla guida della Fvg Orchestra, del Coro del Friuli Venezia Giulia e del coro di voci bianche dei Pueri Cantores del Duomo di Udine. In scena una produzione interamente legata al territorio, con oltre cento artisti coinvolti.
Il cast dei solisti dà voce ai personaggi di un borgo che diventa immagine dell’intera comunità friulana. Don Andrea è interpretato dal tenore Andrea Binetti, il sindaco da Giovanni Nistri, Cati dal soprano Iolanda Massimo, Bepi dal baritono Francesco Bossi e Pieri dal baritono Andrea Piazza. Accanto a loro prendono forma famiglie, giovani, persone comuni e le voci della ricostruzione.
Biglietti e informazioni utili
Lo spettacolo intreccia memoria e speranza in un linguaggio favolistico, trasformando il racconto della tragedia in una storia di rinascita che richiama il “Modello Friuli”, citato come esempio della capacità di rialzarsi senza perdere radici e fiducia nel futuro.
I biglietti per “55 secondi” saranno acquistabili direttamente in teatro la sera dello spettacolo, a partire dalle 19.30. Per il concerto di Prato Carnico, invece, è richiesta la prenotazione obbligatoria. La chiusura del festival è affidata così a una giornata che unisce musica barocca e teatro musicale, tra il Laboratorio Fratelli Leita e il Teatro Luigi Candoni.