Carovana dei ghiacciai 2026: sulle Alpi oltre 70 eventi estremi e forte arretramento

Bilancio finale della campagna di Legambiente: sette ghiacciai osservati, crolli sul Monviso e sul Montasio, caldo record e poca neve.

07 settembre 2026 14:20
Carovana dei ghiacciai 2026: sulle Alpi oltre 70 eventi estremi e forte arretramento -
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ROMA - L’estate 2026 rischia di diventare una delle peggiori degli ultimi anni per i ghiacciai alpini. Nel bilancio finale di Carovana dei ghiacciai, Legambiente segnala temperature elevate, zero termico stabile sopra 4.800-5.000 metri, scarse nevicate, siccità a valle e oltre 70 eventi meteo estremi registrati da gennaio a fine agosto sulle regioni alpine. Il risultato, secondo la campagna, è un’accelerazione evidente dell’arretramento dei ghiacciai e un aumento dei fenomeni di instabilità in quota.

I sette ghiacciai osservati nell’edizione 2026 confermano un quadro comune: arretramento diffuso, morene che si deformano e crescita delle colate detritiche. I siti monitorati sono l’Adamello, la Grande Motte, i ghiacciai del Miage e di Planpincieux sul Monte Bianco, il ghiacciaio dei Forni, quello del Montasio e il Coolidge superiore sul Monviso.

Per il Nordest uno dei segnali più netti riguarda il ghiacciaio del Montasio, dove a fine agosto è crollata una parte della cavità superiore mentre la Carovana era in quota. Un quadro già emerso anche nel monitoraggio sul ghiacciaio del Montasio, indicato tra i casi simbolo della sofferenza glaciale sulle Alpi.

I fenomeni osservati nell’estate 2026

Secondo Legambiente, tutti i ghiacciai esaminati mostrano segni di sofferenza e instabilità. I crolli più importanti dell’estate sono stati osservati sul Monviso, dopo la tappa del 1° settembre sulla parete nordest, e sul Montasio, con il cedimento registrato negli ultimi giorni di agosto.

Dove il ghiaccio arretra, inoltre, compaiono nuova vegetazione e specie pioniere. Un cambiamento che non riguarda solo il paesaggio d’alta quota, ma anche la gestione del territorio montano, chiamata a confrontarsi con trasformazioni ormai rapide e visibili anche nell’arco di poche settimane.

Caldo persistente e fusione senza pause

A preoccupare è anche l’inizio di settembre 2026. Le temperature elevate e la sesta ondata di calore stanno prolungando la fusione dei ghiacciai oltre la stagione estiva tradizionale. Per Legambiente è un segnale della gravità della situazione in quota, con effetti che si ripercuotono anche a valle e sulle comunità locali.

Il bilancio richiama anche i dati scientifici più recenti: dalla metà dell’Ottocento al 2015 le Alpi hanno perso circa il 57% della superficie glaciale e il 64% del volume, mentre dopo il 2000 il tasso di abbassamento della superficie dei ghiacciai è triplicato. Tra il 2000 e il 2023 l’Europa centrale, area dominata dalle Alpi, ha perso circa il 39% della propria massa glaciale.

Nella valutazione riportata dalla campagna, lo zero termico stabilmente oltre quota 4.800-5.000 metri e lo scarso innevamento residuo hanno eliminato il margine protettivo che in passato attenuava l’impatto delle estati più calde anche sui ghiacciai considerati più resistenti. Per questo il 2026 viene indicato come un anno di svolta, con una deglaciazione osservabile ormai quasi in tempo reale.

Le tappe della Carovana dei ghiacciai

La settima edizione di Carovana dei ghiacciai, promossa da Legambiente in collaborazione con CIPRA ITALIA e con la partnership scientifica della Fondazione Glaciologica Italiana, ha aperto il percorso con un’anteprima sull’Adamello all’inizio di agosto e ha poi proseguito il viaggio lungo l’arco alpino dal 17 agosto al 3 settembre.

Le cinque tappe si sono svolte in Francia, dal 17 al 20 agosto sui ghiacciai della Vanoise; in Valle d’Aosta, dal 20 al 24 agosto sui ghiacciai del Monte Bianco versante italiano; in Lombardia, dal 24 al 26 agosto sul ghiacciaio dei Forni; in Friuli Venezia Giulia, dal 26 al 29 agosto sul Montasio; infine in Piemonte, dal 31 agosto al 3 settembre, sul ghiacciaio di Coolidge del Monviso.

Nel viaggio hanno accompagnato la campagna anche i runner Bernard e Martin Dematteis, il pittore Roberto Ghezzi e la scrittrice per ragazze e ragazzi Giusi Quarenghi. Per il saluto al ghiacciaio e gli interventi musicali sono stati indicati Collettivo Lattea, Valerio Zacchetti, Marco Colombo, Paolo Forte, Martin Mayes, Philipp Charpit e Sabrina Boarino.

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