Caso Regeni, Fedriga: la sentenza è un primo passo verso la verità

"Dispiacciono le polemiche che anche oggi, purtroppo, vengono alimentate nel nostro Paese", ha dichiarato Fedriga.

29 settembre 2026 16:56
Caso Regeni, Fedriga: la sentenza è un primo passo verso la verità -
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UDINE - Dopo la sentenza emessa ieri dai giudici della prima Corte d’Assise di Roma nel processo per la morte di Giulio Regeni, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga invita ad abbassare i toni dello scontro politico e a considerare la decisione come un primo passo verso l’accertamento completo dei fatti.

Il presidente della Regione è intervenuto sulle reazioni arrivate dal mondo politico all’indomani della pronuncia dei giudici sul caso del ricercatore friulano, ucciso nel febbraio 2016. Un delitto che, ha ricordato Fedriga, risale a oltre dieci anni fa e sul quale la verità, secondo lo stesso governatore, non può dirsi ancora del tutto definita.

"Dispiacciono le polemiche che anche oggi, purtroppo, vengono alimentate nel nostro Paese", ha dichiarato Fedriga. Secondo il governatore, invece di accogliere con soddisfazione questo passaggio giudiziario e auspicare che il percorso continui fino a chiarire tutti gli aspetti ancora aperti, il dibattito si è concentrato ancora una volta su contrapposizioni politiche che, a suo giudizio, finiscono per prevalere anche su temi particolarmente delicati.

La posizione del governatore

Nel suo intervento, Fedriga ha definito la sentenza un primo passo verso la verità, precisando però che l’accertamento completo resta ancora da raggiungere. Da qui l’invito a evitare letture strumentali o scontri di parte su una vicenda che continua a toccare in modo diretto il Friuli Venezia Giulia, terra d’origine del ricercatore.

Il governatore ha anche sottolineato come, davanti a una vicenda così grave, sarebbe auspicabile una reazione condivisa, orientata a sostenere il percorso di verità più che ad alimentare polemiche.

Il riferimento alla sentenza di Roma

Le parole di Fedriga arrivano dopo la decisione pronunciata ieri a Roma dalla prima Corte d’Assise nell’ambito del processo per la morte di Regeni. Il presidente della Regione collega la sentenza alla necessità di proseguire nel lavoro di chiarimento, senza fermarsi a una lettura parziale dell’esito giudiziario.

Nella sua presa di posizione, il governatore insiste in particolare su un punto: la sentenza rappresenta un passaggio rilevante, ma non conclusivo, in una vicenda aperta da più di dieci anni e ancora al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale.

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