Rally, Vittorio Ceccato conquista la Francia: dopo il Natisone guarda a nuove gare oltreconfine
Il pilota vicentino torna dalla seconda esperienza transalpina e apre a nuove gare in Francia, senza perdere di vista gli obiettivi 2026.
BASSANO DEL GRAPPA - La seconda esperienza in Francia lascia il segno su Vittorio Ceccato. Il pilota di Bassano del Grappa è rientrato dal Rallye Natisone con una convinzione più netta: l'approccio transalpino al rally su asfalto lo ha conquistato al punto da immaginare, in prospettiva, una presenza più costante oltreconfine, pur restando concentrato sul proprio programma 2026 in Italia.
Per Ceccato non si tratta solo di una trasferta sportiva, ma di un passaggio che pesa anche nelle scelte future. Il vicentino parla infatti di una riflessione maturata dopo aver affrontato prove molto veloci, su ritmi e caratteristiche diverse da quelle abituali del campionato italiano.
Il confronto con le prove francesi
Nel bilancio del pilota bassanese c'è soprattutto l'impatto con speciali ad alta velocità. Ceccato spiega che proprio questo contatto con un terreno di gara differente gli ha lasciato in eredità una nuova consapevolezza.
"Torniamo in Italia con la consapevolezza che il veloce non ci fa più paura" osserva Ceccato, sottolineando come le prove italiane gli appaiano ora più lente rispetto a quelle affrontate in Francia. Nello shakedown, racconta, la media ha superato i 120 km/h, mentre in gara è rimasta sotto i cento soltanto in due delle otto prove speciali disputate.
A colpire il pilota sono state anche le punte raggiunte in gara, vicine ai 200 km/h, con lunghi tratti percorsi in quarta e quinta marcia. Un'esperienza che Ceccato definisce difficile da raccontare a parole e da comprendere fino in fondo senza averla vissuta direttamente.
Un'esperienza che cambia prospettiva
La trasferta ha rafforzato il legame del vicentino con il mondo dei rally francesi, già nato in precedenza e ora consolidato da questa nuova presenza oltreconfine. Ceccato riconosce il ruolo di chi lo ha accompagnato in questo percorso, ringraziando chi gli ha fatto conoscere questo ambiente e P.A. Racing, indicata dal pilota come una garanzia nel panorama rallystico italiano.
Da questa esperienza arriva anche una lettura più ampia del momento tecnico del settore. Secondo Ceccato, il modello francese rappresenta oggi un riferimento, in particolare per quanto riguarda l'asfalto veloce.
"La strada giusta è la loro" conclude il pilota bassanese, ricordando come i francesi siano tra i più forti al mondo sull'asfalto, soprattutto nelle gare ad alta velocità. Da qui anche una considerazione sul movimento italiano, che secondo lui deve tornare a essere più concreto.
Il presente in Italia, il domani forse ancora in Francia
Il punto fermo, per ora, resta la stagione in corso. Ceccato chiarisce infatti che il presente sportivo rimane in Italia e che l'attenzione va riportata sugli obiettivi già fissati per il 2026.
Allo stesso tempo, però, la porta a un futuro internazionale non viene chiusa. Anzi, il pilota di Bassano del Grappa ammette che questa nuova esperienza in terra francese potrebbe aprire a una presenza più continua nei rally transalpini. Il viaggio appena concluso, spiega, resterà tra quelli da portare con sé, prima del ritorno al lavoro sul calendario italiano.