Cicloturisti lasciati a terra sulla Udine-Tarvisio, nuova denuncia sui treni per le bici
Segnalato un nuovo episodio nel weekend a Gemona: gruppo diretto a Ugovizza-Tarvisio escluso dal treno per mancanza di posti bici
TRIESTE - Un nuovo episodio riporta al centro i problemi del trasporto ferroviario per i cicloturisti sulla tratta Udine-Tarvisio, uno dei collegamenti usati da chi percorre la Ciclovia Alpe Adria. Secondo la segnalazione raccolta dalla consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), nello scorso fine settimana un gruppo diretto a Ugovizza/Tarvisio sarebbe rimasto a terra alla stazione di Gemona, senza poter salire sul treno regionale per mancanza di posti disponibili per le biciclette.
Il caso, rilanciato anche da alcuni video pubblicati sui social dagli stessi viaggiatori, si aggiunge alle proteste che da tempo riguardano la linea e che, secondo Celotti, rischiano di danneggiare l'immagine di un itinerario cicloturistico tra i più frequentati della regione. Proprio nei giorni scorsi ad Aquileia si era parlato di promozione del territorio e mobilità lenta con Cinebike ad Aquileia.
La segnalazione arrivata da Gemona
La consigliera regionale spiega di aver ricevuto l'ultima segnalazione dopo aver già presentato un'interrogazione sul tema, discussa nell'ultima seduta d'Aula. Il punto contestato riguarda in particolare la gestione del servizio dedicato ai cicloturisti diretti verso l'area di Tarvisio, in piena stagione estiva.
Secondo Celotti, i problemi non sarebbero occasionali ma ripetuti: ritardi dei treni, guasti, difficoltà nel trasporto su gomma sostitutivo e una capienza insufficiente per le biciclette. A questo si aggiungerebbe un'offerta limitata, con due sole corse nei giorni feriali, nonostante lungo l'itinerario transitino, sostiene la consigliera, migliaia di cicloturisti durante tutta la settimana.
Le criticità sulla tratta Udine-Tarvisio
Nel suo intervento Celotti parla di una situazione che, a suo giudizio, ha superato il limite dell'accettabile proprio all'avvio della stagione turistica estiva 2026. La critica è rivolta alla Giunta regionale, accusata di non aver ancora risolto le carenze del raccordo ferroviario fra Udine e Tarvisio nonostante gli annunci sul rilancio del turismo.
Tra i punti indicati come più problematici ci sono i ritardi, i guasti continui, l'insufficienza del trasporto alternativo su gomma per chi viaggia con la bici e la gestione di biglietti e prenotazioni. Il nodo riguarda una tratta strategica per chi utilizza la ciclovia che collega il Friuli Venezia Giulia ai grandi flussi del turismo lento internazionale.
Richiesta di audizione in Regione
Per questo la consigliera del Pd ha annunciato la richiesta di un'audizione dell'assessora Cristina Amirante e dei vertici di Fuc, Trenitalia, Rfi, Arriva Udine, PromoturismoFvg, oltre ai Comuni di Gemona del Friuli, Pontebba, Resiutta, Tarvisio e Udine, alla Comunità di Montagna Canal del Ferro e Val Canale e al Comitato pendolari Alto Friuli.
L'obiettivo della richiesta è affrontare in modo diretto il funzionamento del servizio ferroviario e del trasporto biciclette su una linea che nei mesi estivi diventa essenziale per il traffico cicloturistico verso Tarvisio e l'Alto Friuli.