Clima in Fvg, Moretuzzo attacca la Giunta: bocciata la mozione sul commissario
TRIESTE - Si riaccende in Consiglio regionale il confronto sulle politiche per il clima in Friuli Venezia Giulia.
TRIESTE - Si riaccende in Consiglio regionale il confronto sulle politiche per il clima in Friuli Venezia Giulia. Il capogruppo di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, attacca la Giunta dopo la bocciatura della mozione con cui l’opposizione chiedeva di nominare, dal 1° dicembre 2026, un commissario straordinario per l’attuazione delle politiche regionali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo.
Secondo Moretuzzo, il no della maggioranza arriva mentre la regione sta già facendo i conti con effetti sempre più evidenti della crisi climatica. Il consigliere cita i dati diffusi da Arpa Fvg: nell’agosto 2026 la temperatura media in pianura si è attestata tra 26 e 27 gradi, circa 2,5 gradi in più rispetto alla media dell’ultimo decennio e 3 gradi in più rispetto al trentennio climatico di riferimento 1991-2020.
Il tema si inserisce in un confronto politico già acceso sul clima in Fvg, dopo il voto con cui il Centrodestra ha respinto la proposta dell’opposizione.
La richiesta del commissario straordinario
La mozione, presentata da Moretuzzo con il sostegno di tutti i gruppi di opposizione, puntava a introdurre una figura dedicata al coordinamento operativo, al monitoraggio e all’attuazione degli interventi regionali sul clima. Nella ricostruzione del capogruppo autonomista, la richiesta nasce anche dalle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro, che pochi giorni dopo l’approvazione in Giunta dei documenti preliminari del Piano clima regionale, nel luglio scorso, aveva sostenuto che si starebbe andando verso una nuova era glaciale.
Per Moretuzzo, affermazioni di questo tipo sono in contrasto con le evidenze scientifiche e con i dati climatici più recenti. Da qui la richiesta di un cambio nella gestione operativa delle politiche regionali, con una figura straordinaria incaricata di seguire gli interventi necessari per la transizione ecologica e la neutralità climatica.
Più incendi, alluvioni e problemi idrici
Nella sua presa di posizione, il capogruppo di Patto per l’Autonomia-Civica Fvg indica anche le criticità che, a suo giudizio, il Friuli Venezia Giulia dovrà affrontare nei prossimi anni: più incendi, più alluvioni, maggiore fragilità del territorio, meno acqua per l’agricoltura e difficoltà crescenti nell’approvvigionamento idrico.
Tra i nodi considerati prioritari c’è quello dell’acqua. Moretuzzo ricorda che già nel 2020 i gestori del Servizio idrico integrato avevano presentato un masterplan per il potenziamento delle infrastrutture idriche, senza che da allora, sostiene, siano arrivate risposte concrete. Il consigliere aggiunge che oggi lungo la rete si disperde circa il 40 per cento dell’acqua, un dato che considera incompatibile con scenari di siccità più frequente.
Su questo fronte, la proposta dell’opposizione è quella di avviare un piano straordinario da 100 milioni di euro all’anno per tre anni, destinato alla riduzione delle perdite, all’ammodernamento delle infrastrutture e alla messa in sicurezza del sistema idrico regionale. Un tema che nel territorio resta legato anche al dibattito sulle infrastrutture e sulla tenuta dei servizi essenziali, al centro in questi mesi anche di confronti pubblici a Trieste come il convegno su sicurezza e infrastrutture.
Le accuse alla Giunta regionale
Moretuzzo sostiene che la Regione disponga già di studi, competenze scientifiche e strumenti normativi sufficienti, ma che manchi la volontà politica di affrontare la crisi climatica con urgenza. Per questo definisce il voto contrario del Centrodestra un’occasione persa e un segnale di sottovalutazione dell’emergenza.
Nel merito, la critica del capogruppo autonomista riguarda sia la gestione politica del tema sia l’assenza, a suo dire, di scelte immediate per adattare il territorio agli effetti del cambiamento climatico. Il confronto resta quindi aperto su due binari: da una parte il Piano clima regionale, dall’altra le richieste dell’opposizione su governance, investimenti e rete idrica.
L’ultimo punto indicato da Moretuzzo riguarda proprio il sistema dell’acqua: la proposta resta quella di finanziare per tre anni un programma straordinario di investimenti per ridurre le perdite della rete, ammodernare le infrastrutture e mettere in sicurezza il servizio idrico regionale.