Codroipo, dubbi sull’affidamento a terzi dell’ospedale di comunità
Celotti replica in una nota alla Giunta e chiede chiarimenti su Asufc, asp Moro, personale e sindaci.
Trieste, 15 ottobre - In una nota, replicando alla risposta data oggi dalla Giunta all’interrogazione con cui chiedeva di chiarire la situazione dell’ospedale di comunità di Codroipo, la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd) sostiene che non sia stato sciolto il nodo dell’ipotesi di affidamento a terzi del servizio, oggi garantito da personale dell’Azienda sanitaria, e denuncia l’esclusione delle istituzioni del territorio senza spiegazioni su motivazioni e modalità.
"Le parole del direttore generale di Asufc confermano i nostri timori e la risposta data oggi dalla Giunta elude il quesito di fondo essendo semplicemente una non risposta: l'ipotesi dell'affidamento a terzi del servizio dell'ospedale di comunità di Codroipo, attualmente garantito da personale dell'Azienda sanitaria, non è stata smentita, e tutto questo avviene nella completa esclusione delle istituzioni del territorio, senza chiarire le motivazioni e le modalità".
Asp Moro e il mancato coinvolgimento del territorio
Celotti richiama poi le interlocuzioni avviate con l'asp Moro, attualmente commissariata, e si domanda con quale obiettivo siano state aperte, osservando che l’Asp non gestisce direttamente i servizi assistenziali di sua competenza, come la casa di riposo, ma lo fa attraverso Socialteam.
"Il dg di Asufc ammette che sono state avviate interlocuzioni con l'asp Moro, attualmente commissariata - prosegue Celotti -, ma ci chiediamo con quale obiettivo, visto che l'Asp non gestisce direttamente i servizi assistenziali di sua competenza, come ad esempio la casa di riposo, ma lo fa attraverso Socialteam. Ci chiediamo inoltre perché il sindaco di Codroipo, che è anche presidente dell'Ambito socio-assistenziale di cui l'asp è ente gestore, non fosse stato informato".
Le richieste su Comuni, valutazioni e personale
Per la consigliera dem, la vicenda contraddice il richiamo della Giunta alla centralità dei Comuni e i colloqui già avviati con il personale dimostrano, a suo giudizio, che non si tratta di semplici ipotesi. Da qui la richiesta di conoscere le valutazioni a supporto di questa opzione e le garanzie per l’attuale personale.
Secondo la consigliera dem "è inaccettabile che la Giunta parli di centralità dei Comuni e poi le aziende sanitarie si muovano in totale autonomia, senza informare i sindaci. I colloqui già avviati con il personale dimostrano che non siamo davanti a semplici ipotesi, ma che stiamo imboccando una strada che potrebbe finire dritta verso l'esternalizzazione del servizio. Ma quali sono le valutazioni a supporto di questa opzione, e quali garanzie verranno date all'attuale personale?".
Il quadro delle esternalizzazioni in Friuli Venezia Giulia
Celotti definisce quindi preoccupante lo scenario regionale, richiamando che in Friuli Venezia Giulia la spesa per le esternalizzazioni in ambito sanitario è già arrivata a 43 milioni di euro nel biennio 2024-25 e che è aumentata sensibilmente la quota del privato convenzionato. Per questo si chiede se oggi si apra anche la partita degli ospedali di comunità e delle cure intermedie e se ci sia un disegno preciso.
"Questo rischia di essere il primo di una lunga serie di casi. In Friuli Venezia Giulia la spesa per le esternalizzazioni in ambito sanitario è già schizzata a 43 milioni di euro nel biennio 2024-25, ed è aumentata sensibilmente la quota del privato convenzionato. Ci chiediamo quindi se oggi si apre anche la partita degli ospedali di comunità e delle cure intermedie e bisogna capire se c'è un disegno preciso".
"Vogliamo chiarezza sui reali progetti della Giunta Fedriga" conclude Celotti, chiedendosi anche "quanti pezzi avrà perso il servizio sanitario regionale pubblico alla fine di questa seconda legislatura".