Cyberattacchi agli studi, i commercialisti di Bolzano attivano polizze e aiuti

L’Ordine lavora con forze dell’ordine e Procura dopo i primi casi segnalati in provincia.

13 agosto 2026 11:44
Cyberattacchi agli studi, i commercialisti di Bolzano attivano polizze e aiuti -
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BOLZANO - Gli studi dei commercialisti finiscono sempre più nel mirino dei cybercriminali e l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Provincia di Bolzano corre ai ripari con un piano di prevenzione che comprende convenzioni per polizze dedicate, servizi di gestione delle crisi informatiche e un canale di monitoraggio con le autorità. Sul territorio provinciale, riferisce l’ODCEC, sono già arrivate le prime segnalazioni di tentativi di frode informatica.

Il punto, per professionisti e imprese clienti, è pratico: negli studi transitano dati fiscali, contabili e finanziari sensibili e un attacco può bloccare l’operatività quotidiana, rendere inaccessibili gli archivi e creare ricadute dirette sugli adempimenti delle aziende assistite.

I numeri del rischio in Italia

A spingere l’Ordine ad accelerare è anche il quadro emerso dal Rapporto Clusit 2026 dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica. Secondo i dati citati, nel corso del 2025 gli incidenti informatici gravi nel mondo sono cresciuti del 48,7%, mentre l’Italia risulta il primo Paese europeo per numero di attacchi subiti, con il 9,6% del totale mondiale degli attacchi gravi.

Tra i settori più esposti c’è quello delle attività professionali, scientifiche e tecniche, dove si registra una forte crescita degli attacchi legati a truffe sofisticate e ransomware, i malware che criptano i file e chiedono un riscatto per restituirli.

La presidente dell’ODCEC di Bolzano, Anna Paola De Angelis, spiega che la difesa tradizionale non basta più di fronte a un cybercrimine ormai industrializzato, capace di colpire in modo automatizzato e casuale. Per l’Ordine, la sicurezza informatica deve entrare stabilmente nell’organizzazione dello studio professionale e diventare parte della responsabilità deontologica.

Cosa sta facendo l’Ordine di Bolzano

L’obiettivo dichiarato è anticipare il rischio, anche considerando i frequenti ritardi negli aggiornamenti digitali da parte delle software house, indicati come uno dei punti di vulnerabilità dei sistemi usati dagli studi professionali.

Per questo l’ODCEC sta lavorando in sinergia con Polizia Postale, Guardia di Finanza, Questura e Procura di Bolzano per creare un canale preferenziale di monitoraggio. Il riferimento è alle prime segnalazioni già arrivate all’attenzione delle autorità, per ora descritte come limitate ma sufficienti a far alzare la soglia di attenzione.

Parallelamente, l’Ordine si propone come punto di riferimento per accompagnare gli iscritti verso misure di protezione individuali. Sono in definizione convenzioni con aziende specializzate nella sicurezza informatica e nella gestione delle crisi, pronte a intervenire in caso di data breach, oltre ad accordi con compagnie assicurative per offrire polizze cyber risk a condizioni dedicate.

Secondo quanto anticipato, queste coperture dovranno tutelare sia il patrimonio dello studio sia i danni economici e reputazionali legati alla perdita o alla violazione dei dati dei clienti.

Il precedente in Trentino

A rendere più concreto l’allarme c’è anche quanto accaduto nello scorso aprile in Trentino. In quell’occasione un attacco informatico di vaste proporzioni ha compromesso i database utilizzati da almeno 15 studi tra Rovereto, Tione, Campiglio e la Val d’Adige, lasciando senza accesso agli archivi più di 3.000 clienti e rendendo inaccessibili documenti, contabilità e pratiche fiscali.

In quel caso l’intervento del sistema professionale, con il coinvolgimento dell’ODCEC di Trento, ha consentito di contenere le conseguenze e di lavorare con l’Agenzia delle Entrate per ottenere la proroga degli adempimenti fiscali.

Oltre 800 iscritti coinvolti in provincia

L’iniziativa riguarda una platea ampia. L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bolzano rappresenta infatti oltre 800 professionisti iscritti sul territorio provinciale. È l’ente pubblico che cura la tenuta dell’Albo, vigila sul corretto esercizio della professione e promuove la formazione professionale continua sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia.

Il nodo, per gli studi altoatesini, non è solo tecnologico ma organizzativo: il piano su cui l’Ordine sta lavorando punta a dotare i professionisti di strumenti per prevenire gli attacchi e di procedure da attivare rapidamente in caso di violazione dei dati o blocco dei sistemi.

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