Digital Security Festival, il Friuli porta sei relatori al Senato per l’edizione 2026
Lunedì 14 settembre a Roma prende il via l’ottava edizione di “Infinito Umano”, con oltre trenta relatori e tappe anche a Udine e Trieste.
UDINE - Il Digital Security Festival, nato in Friuli Venezia Giulia, apre la sua ottava edizione lunedì 14 settembre 2026 al Senato della Repubblica, con una giornata inaugurale a Roma che porterà sul palco oltre trenta esperti nazionali e sei relatori friulani. Dopo l’avvio nella Sala Capitolare del Chiostro di Santa Maria sopra Minerva, il tour proseguirà tra ottobre e novembre con appuntamenti anche a Udine e Trieste.
L’inaugurazione di Digital Security Festival 8 - Infinito Umano è in programma alle 14, con ingresso dalle 13:30, su iniziativa del senatore Marco Lombardo. Il dato che riguarda più da vicino il territorio è la presenza significativa del Friuli Venezia Giulia in un appuntamento nazionale dedicato alla divulgazione della sicurezza digitale, tema che quest’anno verrà affrontato nei suoi rapporti con intelligenza artificiale, diritto e società.
Dove e quando si apre il festival
La cerimonia di apertura si tiene nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica, a Roma. Ad aprire i lavori sarà il senatore Marco Lombardo; nel corso della giornata sono previsti anche gli interventi dei senatori Filippo Sensi e Marco Scurria.
Tra gli ospiti istituzionali attesi c’è il dottor Cristiano Leggeri, direttore della III Divisione del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, con un intervento dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nel panorama delle minacce cibernetiche.
I relatori del Friuli Venezia Giulia
A rappresentare il Friuli Venezia Giulia nella tappa romana saranno sei professionisti friulani: Davide Bazzan, presidente di ITClub FVG; Luigi Gregori, già presidente di ITClub FVG; Antonio Piva, presidente AICA e docente all’Università di Udine; Michela Vogrig, presidente di Legacoop FVG; Roberto Giurano, presidente della Fondazione Scriptorium Foroiuliense; e Gabriele Gobbo, vicepresidente del festival e conduttore di FvgTech.
Il festival è nato proprio da un’idea di Marco Cozzi e Gabriele Gobbo, entrambi friulani. Cozzi, presidente della manifestazione, si occupa di cybersecurity e digital transformation. Gobbo è divulgatore digitale e autore dei libri “Digitalogia” e “Sentimento Sintetico”.
Oltre trenta esperti e tredici panel
Accanto ai relatori del territorio saliranno sul palco alcuni dei nomi più noti del settore in Italia, tra cui Alessandro Curioni, Pierguido Iezzi e Corrado Giustozzi. In totale sono annunciati oltre 30 relatori distribuiti in tredici panel.
I temi al centro dell’edizione 2026 ruotano attorno alla sicurezza informatica e alle implicazioni umane, sociali e normative delle tecnologie digitali. Non a caso il titolo scelto per questa ottava edizione è “Infinito Umano”.
Nel presentare il senso del nuovo percorso, Marco Cozzi osserva che se la tecnologia può diventare infinita, la responsabilità non può diventare automatica. Gabriele Gobbo interverrà invece nel panel “Sentimento Sintetico”, richiamando il tema del rapporto tra macchine, emozioni e responsabilità.
Le prossime tappe tra ottobre e novembre
Dopo l’apertura romana, il festival continuerà in diverse città italiane tra ottobre e novembre. Nel calendario sono già indicate anche due tappe in Friuli Venezia Giulia, con appuntamenti a Udine e Trieste.
Il Digital Security Festival è un evento nazionale gratuito e itinerante, fondato nel 2019, che dal 2025 ha esteso le sue tappe anche alla Repubblica di San Marino. È inoltre accreditato nell’European Cybersecurity Month, la campagna promossa dall’agenzia ENISA.
Tra le collaborazioni citate per l’edizione 2026 c’è quella con il Cluster DITEDI del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa è realizzata anche con l’Associazione Cultura e Sicurezza Digitale APS.
Sul sito del festival è disponibile anche “Hacker vs Hacker”, un videogioco online che propone minacce digitali come phishing e ransomware con un consiglio pratico di sicurezza al termine di ogni partita.