Famiglia marocchina viveva tra cumuli di rifiuti con bambini: attivitati i servizi sociali

Tre discariche abusive sequestrate nel Trevigiano: a Castelfranco una famiglia con minori viveva tra i rifiuti.

09 luglio 2026 15:12
Notizia verificata · Fonte: salastampa.gdf.it · Vedi fonti
Famiglia marocchina viveva tra cumuli di rifiuti con bambini: attivitati i servizi sociali -
Condividi

TREVISO – Non solo rifiuti abbandonati, materiali pericolosi e depositi fuori controllo. In una delle aree sequestrate dalla Guardia di Finanza di Treviso, alle porte di Castelfranco Veneto, viveva abusivamente anche una famiglia con minori, in condizioni igienico-sanitarie giudicate non adeguate. È uno degli aspetti più delicati dell’operazione condotta dalle Fiamme Gialle contro tre discariche abusive individuate nel Trevigiano, per una superficie complessiva di 6.100 metri quadrati.

L’intervento è stato eseguito dai militari del Comando Provinciale di Treviso, con il supporto della Sezione Aerea di Venezia e dell’Arpav – Dipartimento di Treviso. Le aree sono state scoperte attraverso osservazioni aeree, monitoraggi mirati e successivi accertamenti a terra.

Famiglia con minori tra i rifiuti: attivati i servizi sociali

Il caso più urgente è stato riscontrato nella zona di Castelfranco Veneto, dove è stata trovata una maxi discarica nella quale viveva abusivamente un cittadino di nazionalità marocchina con il proprio nucleo familiare, composto anche da minori.

Secondo quanto emerso durante il controllo, l’area era priva di condizioni igienico-sanitarie adeguate. Per questo le autorità hanno contattato i servizi di assistenza sociale e disposto l’allontanamento degli occupanti, con l’obiettivo prioritario di tutelare la loro salute.

Il dato rende l’operazione ancora più rilevante: non si tratta soltanto di un illecito ambientale, ma di una situazione in cui il degrado del sito si intrecciava con una condizione abitativa di estrema fragilità.

Tre aree sequestrate nel Trevigiano

Le discariche abusive sono state individuate nei territori di Castelfranco Veneto, Pieve del Grappa e Fonte. In tutte e tre le aree, secondo la Guardia di Finanza, erano presenti rifiuti di vario genere, accumulati nel tempo e depositati anche su terreni privi di pavimentazione o sistemi di protezione del suolo.

A Pieve del Grappa è stata sequestrata un’altra maxi discarica, gestita da un secondo cittadino di nazionalità marocchina. Nell’area sono stati trovati elettrodomestici, apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni, taniche con idrocarburi e oli esausti, bombole e altri materiali potenzialmente pericolosi.

Nel sito di Fonte, invece, gli investigatori hanno individuato soprattutto un deposito incontrollato di veicoli fuori uso e parti di mezzi abbandonati. Un quadro che richiama il tema della sicurezza e della gestione corretta dei veicoli e dei materiali di scarto, già emerso in altri episodi di cronaca legati ai mezzi su strada, come il caso del camion in fiamme sulla provinciale a Oderzo.

Amianto e edificio abusivo a Fonte

Nel comune di Fonte, oltre ai rifiuti, i militari hanno accertato anche la presenza di un edificio completamente abusivo utilizzato come dimora da un cittadino italiano e dal figlio maggiorenne.

La copertura dell’immobile era formata da lastre di amianto, materiale gravemente pericoloso per la salute umana se deteriorato o gestito senza le necessarie cautele. Anche in questo caso sono state avviate interlocuzioni con le istituzioni locali per garantire agli occupanti una sistemazione temporanea e tutelarne le condizioni sanitarie.

Per il solo sito di Fonte, l’Arpav ha stimato un volume presumibile di oltre 10.000 metri cubi di rifiuti. Per le altre due aree, invece, la quantificazione è ancora in corso: non è stato possibile completarla subito per ragioni di sicurezza.

Cartucce e pugnale sequestrati

Durante gli accertamenti a Fonte è emerso anche un ulteriore profilo penale. Il soggetto che gestiva l’area è risultato proprietario di 48 cartucce da caccia calibro 12, 7 cartucce Flobert calibro 9 e di un pugnale con lama di circa 23 centimetri.

Il materiale, detenuto senza le comunicazioni previste all’autorità competente, è stato sequestrato. L’uomo è stato denunciato anche per detenzione abusiva di armi. Sono in corso approfondimenti per verificare la provenienza di quanto rinvenuto.

Rischi per suolo e falde acquifere

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre siti sarebbero stati utilizzati nel tempo come punti di raccolta e smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi e non pericolosi, senza le autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.

Le Fiamme Gialle stanno verificando anche eventuali collegamenti con attività imprenditoriali operanti nel settore della gestione dei rifiuti. L’obiettivo è capire se dietro i depositi abusivi vi sia una filiera più ampia e organizzata.

Il rischio, in casi simili, riguarda la possibile contaminazione del terreno e delle falde acquifere, soprattutto quando rifiuti, oli, idrocarburi, mezzi fuori uso e materiali pericolosi vengono lasciati per lungo tempo su suoli non protetti. Il tema ambientale resta centrale anche in altre vicende regionali legate a impianti, rifiuti e gestione energetica, come il progetto dell’Energy Park Hafner in Friuli Venezia Giulia.

Tre filoni investigativi

L’operazione ha dato avvio a tre distinti filoni investigativi. Nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili sono scattati i deferimenti all’Autorità Giudiziaria di Treviso per le ipotesi di reato previste dalla normativa sulla gestione illecita dei rifiuti.

Contestualmente al sequestro, sono state avviate le procedure per la caratterizzazione ambientale delle aree e per la successiva messa in sicurezza dei siti. Le indagini proseguiranno per accertare eventuali ulteriori responsabilità e individuare altri soggetti coinvolti.

Indagati presunti innocenti

La diffusione del comunicato è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Treviso per garantire il diritto di cronaca. Gli indagati, come previsto dalla legge e trattandosi di una fase di indagini preliminari, devono essere considerati innocenti fino a sentenza irrevocabile.

Il sequestro delle tre discariche abusive rappresenta ora il primo passaggio di un percorso investigativo e ambientale più ampio: da una parte l’accertamento delle responsabilità, dall’altra la messa in sicurezza dei siti e la tutela delle persone che vivevano in condizioni di grave esposizione al degrado.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 09 luglio 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail